Forlì bella

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Nel cuore dell’estate la festa della Madonna del Carmelo in Borgo San Pietro

Il 16 luglio ricorre la festa di mezza estate alla quale molti forlivesi sono legati, perché le feste religiose uniscono le persone nella devozione e nell’interesse culturale per i Beni della nostra città

Fra le tante feste religiose la Madonna del Carmelo riscuote molto successo tra i devoti che accorrono alla più bella chiesa barocca di Forlì, la chiesa del Carmine. Già in altre puntate ci eravamo soffermati sia sulle bellissime decorazioni della chiesa, indagandone le modalità esecutive per ottenere i migliori effetti illusionistici di ampliamento dello spazio, sia sulla scultura della metà del Settecento della Madonna del Carmelo opera dei Ballanti Graziani di Faenza, ideatori una importantissima bottega che produceva statue per la devozione in cartapesta, legno o gesso, particolarmente preziose dal punto di vista artistico perché curate nei dettagli per creare delle opere d’arte.

La festa si svolge nella chiesa appartenuta all’Ordine religioso che vanta certamente il primato di aver creato un monumento unico in città, con il più bel apparato decorativo barocco, documentato dai registri di spese settecenteschi risalenti alla importante ristrutturazione del XVIII secolo, che oltre ad ampliare le dimensioni dell’edificio ha dato un’impronta festosa e di grandiosa munificenza dell’apparato decorativo. Nella sua particolarità, gli sfondati illusionistici che ampliano lo spazio risentono dell’idea di mettere in pittura la teologia che soggiace alla rappresentazione delle finte architetture specialmente nel presbiterio.

Riflettendo proprio su questa festa di mezza estate è inevitabile pensare che per ogni chiesa del centro storico c’è una festa che scandisce l’anno nella vita quotidiana. Nella vicina basilica di San Mercuriale la festa che si celebra il 26 ottobre ricorda il protovescovo della città; in borgo Cotogni la chiesa di Santa Lucia con la festa il 13 dicembre apre le ricorrenze legate al Natale; nella chiesa di Ravaldino la festa di Santa Rita apre le porte alla Primavera con la tradizionale distribuzione delle rose profumatissime. E poi, la chiesa della Santissima Trinità a Giugno; nella chiesa dei Servi il primo maggio si ricorda San Pellegrino del quale è custodito il corpo; nel duomo dedicato alla Santa Croce i festeggiamenti a settembre. Insomma, per ogni chiesa della città c’è una festa che lega la ricorrenza alla devozione per il santo venerato. Tutto ciò porta alla considerazione che spesso sono proprio le feste religiose che permettono ai flussi turistici di partecipare agli eventi e alle manifestazioni preparate e di conoscere la nostra città.

A Forlì le feste della patrona, la Madonna del Fuoco, e quella di Santa Lucia rappresentano l’occasione anche per aprire fiere in centro storico, con la tradizionale vendita di cibi tipici locali, come la piadina della Madonna del fuoco e il torrone. In altri piccoli borghi della Romagna i festeggiamenti sono un’attrattiva particolarissima che permettono al piccolo centro di potersi costruire un evento che dalla celebrazione religiosa si estende a  coinvolgere la società civile ed anche gli interessati alle bellezze locali. Le feste religiose sono dunque l’anima della vita sociale che nella ricorrenza riscopre la cultura della propria terra nella versione completa.

Che cosa aggiungere sulla festa della Madonna del Carmelo? Non ci saranno le bancarelle sul corso principale, ma certamente la ricorrenza permetterà di riconsiderare che la bellezza ha bisogno di restauri per poter essere preservata a tramandata nel futuro e per la chiesa del Carmine ci si è impegnati nella raccolta fondi per gli interventi che la riguarderanno. Perciò, oltre alla venerazione della Madonna punto di riferimento di uno degli ordini religiosi più antichi, giunto qui in città XIV secolo, oltre alla considerazione che la statua della Madonna che verrà portata in processione è un’opera originale e vestita con gli abiti secondo l’usanza del tempo, la partecipazione a questa festa lega sempre di più al patrimonio culturale che possediamo, con risvolti religiosi e sociali, che contribuiscono a prendere sempre più coscienza di quello che compone la nostra cultura che dalle feste religiose trae la linfa per estendersi alle opere d’arte, alla vita di relazione fino ai cibi tipici.

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Mi diverto con la cultura e per questo passo molto tempo a conoscere il bello delle cose, vedendo, osservando, cercando di capire il come. Sono laureata in Storia dell’Arte e in Scienze Religiose. Insegno, disegno, canto, sono giornalista e amante dei viaggi e della fotografia. Colleziono befane perché sostengo la loro bellezza nella bruttezza. Amo raccontare la cultura e per questo scrivo, riempiendo il tempo libero di chi vuol leggere le mie teorie

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