Forlì bella

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Ripensare la città per farne un museo, dopo Ravenna è possibile anche a Forlì?

Sono sempre di più le città che costituiscono un museo per raccontarsi, la scorsa settimana è stato inaugurato Classis a Ravenna, ma a Forlì potremmo pensare un luogo per ricostruire la nostra storia?

L’apertura la scorsa settimana del Museo Classis, dedicato alla città e al territorio a Ravenna, sollecita una riflessione sulla necessità di conservare in un museo la propria storia. Con il passare del tempo prevale sempre di più l’organizzazione del percorso storico della comunità in forma museale, particolarmente adatta per capire le origini, gli sviluppi e le evoluzioni nel corso del tempo.

Si tratta quindi di musealizzare il tempo trascorso da una città, un discorso molto sentito che riconosce la necessità di conservare, di tramandare, di divulgare e di non dimenticare. Su queste motivazioni sono sorti tanti musei delle tradizioni locali, oppure sulla storia risorgimentale, sulla flora e la fauna quindi anche sul territorio. Sono di tante tipologie  i musei per la conservazione del tempo, ma quello che conserva la storia della città a Forlì non è ancora stato costituito. Ma sarebbe possibile? Dove?

La prima idea che potrebbe venire in mente è quella di proporre il monastero della Ripa come luogo di un museo dedicato alla storia della città. Per la seconda volta torniamo a parlare di questa splendida struttura in disuso da diverso tempo il cui decadimento è evidente e aumenta sempre di più. La posizione sarebbe giusta perché si trova appena entrati in città dall’ingresso a porta Schiavonia, delineando una zona di benvenuto a Forlì con la presentazione di se stessa. Le dimensioni della struttura consentirebbero certamente la suddivisione degli ambienti in tante parti, iniziando dalla sezione archeologica fino ad arrivare alle altre raccolte che sono ancora custodite a palazzo del Merenda e che attendono una nuova collocazione. Si tratterebbe di musealizzare pure l’ambiente stesso, uno dei conventi storici della città, e di pensare agli insediamenti monastici nel territorio, racchiudendo quindi anche le tre vallate del Montone, del Rabbi, del Bidente.

Un vero museo ampio nella geografia degli spazi e dei luoghi, che consenta la conoscenza storica della comunità del territorio, che racchiuda tutti gli studi finora pubblicati in differenti volumi. Ci vorrebbe un progetto che suggellasse l’idea, che fissasse tutti gli aspetti che caratterizzano il nostro territorio. E poi, la volontà a credere nelle grandi idee, a desiderare di proporsi come comunità che si rispecchia nel proprio percorso nella storia, a immaginare i benefici che ne deriverebbero dalla riflessione sulla propria città e sul territorio. Ci vorrebbe uno studio che unisse tutti i contributi svolti per metterli in un insieme organico per un percorso focalizzato anche nella ricezione intellettuale del territorio.

Ci vorrebbe un buon restauro del monastero, una buona divulgazione del museo, una proposta che in definitiva unirebbe i vari Musei per gli approfondimenti tematici e specialistici già esistenti, integrando le conoscenze dall’antico foro fino all’architettura Razionalista della quale si sta già costruendo un centro di studio e di coordinamento locale. Insomma, aver vicino un esempio come Classis non costituisce un impedimento a pensare Forlì nello stesso modo, anche se il materiale da museo sarebbe diverso, ma proprio questo aiuterebbe a legare meglio i territori fra loro, non per uno spirito campanilistico, quanto per i benefici che la cultura locale potrebbe trovare nel rispecchiamento nel proprio percorso nella storia.

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Forlì bella

Mi diverto con la cultura e per questo passo molto tempo a conoscere il bello delle cose, vedendo, osservando, cercando di capire il come. Sono laureata in Storia dell’Arte e in Scienze Religiose. Insegno, disegno, canto, sono giornalista e amante dei viaggi e della fotografia. Colleziono befane perché sostengo la loro bellezza nella bruttezza. Amo raccontare la cultura e per questo scrivo, riempiendo il tempo libero di chi vuol leggere le mie teorie

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