Forlì bella

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La notte delle chiese

Venerdì l’iniziativa nazionale per la valorizzazione dei luoghi di culto cristiani, un’occasione quest’anno da vivere sul web per la visione delle opere artistiche nel sacro. All’evento ecumenico partecipa anche la diocesi di Forlì-Bertinoro con il vescovo Livio Corazza che introduce alla bellezza

Spesso nei nostri appuntamenti settimanali con la cultura e l’arte parliamo del patrimonio religioso della nostra città, Beni Culturali rappresentativi dell’ambito sacro conservati per la loro sopravvivenza nel futuro e abitualmente frequentati dal pubblico per lo scopo per il quale sono stati edificati. Il patrimonio delle chiese della città è consistente e vanta caratteristiche graziose e gradevoli con esempi di adesione al gusto del tempo per essere rappresentativi di concezioni liturgiche e architettoniche dei secoli. Nel corso degli ultimi anni molte delle chiese, avendo avuto attenzioni specifiche nei restauri, sono state sottoposte a revisione nelle conoscenze storiche per approfondire le informazioni sulla loro edificazione e per trovare i legami con il tessuto storico della città nella quale sono inserite. Non solo, ma proprio i restauri hanno restituito le notizie più preziose, ossia le antiche tecniche di edificazione, l’organizzazione del cantiere, i materiali utilizzati, che rappresentano i segreti del mestiere ed anche la motivazione della durata nel tempo di queste strutture, che oltrepassano i secoli e la storia richiedendo spesse volte interventi di medio impegno, escludendo restauri più impegnativi volti ad integrare parti crollate nel tempo come fu il cantiere della chiesa di San Giacomo Apostolo tra i più impegnativi in città per la riuscita nella nuova funzione pur conservando la sua natura.

L’iniziativa si inserisce nell’ambito della valorizzazione del patrimonio ecclesiastico cittadino, con la specificità locale, assieme alle altre diocesi che hanno aderito all’iniziativa giunta alla quinta edizione. La particolarità di quest’anno è che si svolge esclusivamente sul web, sul sito dedicato all’evento e permette di poter consultare anche le altre pagine delle altre diocesi, facendo una veloce conoscenza del patrimonio ecclesiastico nazionale e rendendosi conto della ricchezza italiana nell’ambito dell’architettura per la fede, della cultura, della musica e di tutto quello che è incluso nell’espressività cattolica. L’Italia possiede in questo ambito una ricchezza significativa, spesso accompagnata anche da altrettanta quantità nell’arredo liturgico interno alle chiese, costituito da sculture, pale d’altare, manufatti in ogni materiale, frutto della maestria di tanti artisti ed eccellenti artigiani che hanno impiegato tutta la sapienza delle arti per impreziosire le chiese di bellezza. Spesse volte sono proprio questi gioielli della fede ad essere quelli meno valorizzati, perché ancora legati all’utilizzo nella liturgia e non posti nel museo diocesano come è accaduto in tante diocesi, inclusione che facilmente aiuta nel loro riconoscimento tra le opere d’arte favorito dal luogo di conservazione. Nessun giudizio, anzi se l’utilizzo dei manufatti continua nella liturgia si protrae la loro funzione nel tempo, motivo per il quale sono stati pensati e creati.

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Il video presente nel sito dedicato alla notte delle chiese presenta alcuni dei monumenti ecclesiastici della nostra diocesi secondo il programma stabilito dall’organizzazione. Le motivazioni che hanno portato all’ideazione dell’evento si riferiscono all’idea di dare un’occasione di conoscenza delle chiese nelle loro componenti religiose e non soltanto come Beni Culturali, ma per considerarle parti della vita pubblica. Il tema di quest’anno è la “bellezza: da quale bellezza mi lascio ferire?”, un ambito del quale avevamo già parlato nella nostra puntata dedicata alle chiese come luoghi nei quali completarsi e rispecchiarsi nella narrazione del cattolicesimo in tutte le sue componenti: da quella architettonica a quella scultorea, plastica, ornamentale e pittorica, nel momento in cui il dibattito per la difesa dal contagio da Coronavirus aveva spinto a maturare la diffidenza relativamente alla ripresa delle celebrazioni eucaristiche. Il ferimento cui fa riferimento il tema riguarda il crocifisso, simbolo di amore che racchiude la bellezza di un sacrificio compiuto per un amore più grande di quello umano, divino appunto. Nella pagina già caricata sul sito dell’organizzazione, ma aperta solo venerdì 5 giugno per tutto il giorno, è già presente un servizio giornalistico su Forlì mandato in onda su Rai1 qualche anno fa, mentre il video che sarà attivo venerdì riguarderà l’introduzione a cura del vescovo Livio Corazza che con le sue parole accompagnerà nella contemplazione delle bellezze diocesane intese nella completezza della città e l’inclusione delle due testimoni locali, la Beata Benedetta Bianchi Porro e Annalena Tonelli. Ricorriamo di nuovo al web per conoscere, vedere e ammirare!

Forlì bella

Mi diverto con la cultura e per questo passo molto tempo a conoscere il bello delle cose, vedendo, osservando, cercando di capire il come. Sono laureata in Storia dell’Arte e in Scienze Religiose. Insegno, disegno, canto, sono giornalista e amante dei viaggi e della fotografia. Colleziono befane perché sostengo la loro bellezza nella bruttezza. Amo raccontare la cultura e per questo scrivo, riempiendo il tempo libero di chi vuol leggere le mie teorie

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