Forlì bella

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Le decorazioni autunnali nei monumenti forlivesi, tra attributi estetici e significati iconologici

Il repertorio decorativo locale include anche frutti di stagione, per comporre percorsi di storia dell’arte dedicati all’autunno

Visitando i palazzi e le chiese del centro storico della nostra città ci si imbatte frequentemente in particolari decorativi significativi e stuzzicanti la curiosità del visitatore. I dettagli donano frequentemente un aspetto insolito alla decorazione incrementandone il significato, altre volte costituiscono una modalità di arricchimento delle qualità estetiche, tra luminosità e note di colori vivaci. Iniziamo il nostro percorso tra le decorazioni autunnali, partendo dal presbiterio della Cattedrale.

Il restauro svolto 11 anni fa ha permesso di riportare ad una adeguata visione dopo la pulitura alcuni particolari decorativi rappresentanti le ghiande. Collocate nelle formelle affisse alle volte del  presbiterio, la loro riscoperta ha permesso una riflessione sull’utilità decorativa, costituendo dei punti di luce interessanti per essere state ricoperte con la foglia d’oro che crea un movimento luminoso nella rappresentazione. La loro presenza non è legata soltanto a motivazioni estetiche quanto anche al loro significato iconologico, perché le ghiande rappresentano nel contesto decorativo della chiesa ed in particolare del presbiterio la vita eterna e la potenza di Dio.

Le mele dipinte nei festoni della chiesa del Carmine appartengono ad un motivo decorativo antico, ripreso nel Barocco, ma già presente nella decorazione rinascimentale. Mele, melagrane e pere sono i frutti autunnali che vengono rappresentati in mezzo ai festoni di foglie e con le loro note colorate donano vivacità rappresentativa alla decorazione. La presenza della mela rimanda al tipo di frutto interpretato iconograficamente per il peccato originale, ma ad essa è associata anche la rappresentazione del limone che per il fatto di crescere sotto i raggi il sole e di avere molte proprietà terapeutiche è un frutto rappresentativo della salvezza. La presenza delle mele e dei limoni trova riferimento nella chiesa dedicata alla Madonna Annunciata: Maria ha riparato alla disobbedienza di Eva accettando la divina maternità, con la nascita del Figlio di Dio per la salvezza di tutti. Così, le melagrane esemplificano la castità della Madonna, secondo quanto citato nel Cantico dei Cantici, dove si associa al frutto anche il sapore gustoso. La pera, frutto dolcissimo, esemplifica le virtù mariane ed è parte dell’iconografia specifica anche in pittura da lunga tradizione. 

Aldilà  delle osservazioni si nota che la presenza della frutta fa parte del tema decorativo naturalistico che comprende anche varie specie di fiori, mentre quello costituito da volute e racemi di foglie non include la frutta. Dunque, il repertorio si avvale di una coerenza rappresentativa nella scelta degli elementi che lo compongono e non sono state introdotte variazioni non consolidate. Il festone con le bacche può essere rappresentato più frequentemente, perché più discreto nell’impatto visivo: nella chiesa di San Filippo Neri è la decorazione di finte finestre nell’altare dedicato alla Madonna. Nella chiesa del Corpus Domini festoni di fiori e mele sono stati modellati in stucco nella decorazione delle cornici delle pale d’altare, per aggiungere bellezza decorativa ad un ambiente di stampo neoclassico. Le cornucopie che accompagnano gli angeli sull’altare maggiore della chiesa di Santa Lucia rappresentano i prodotti della terra nell’abbondanza autunnale, con un significato mutuato dalla mitologia e nella festa della santa dedicataria della chiesa traboccano di fiori.

La raffigurazione dei grappoli di uva e delle spighe di grano nei tabernacoli hanno invece un evidente significato eucaristico, seppur realizzati per impreziosire un manufatto che già possiede la sua spiegazione nella destinazione. Tra gli esemplari più belli in città ricordiamo quello della chiesa di Santa Lucia di evidente stile barocco e quello più neoclassico della chiesa del Corpus Domini, nel quale i grappoli di uva sono rappresentati anche a scopo decorativo. Tra esigenze estetiche e significati iconologici il repertorio di frutta autunnale non presenta aspetti legati alla casualità, ma un repertorio consolidato secondo regole legate ai canoni estetici e ai significati simbolici, che per tradizione culturale costituiscono i riferimenti per includere le decorazioni nell’ambito del complesso mondo dell’arte.DSCN7777-2

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Mi diverto con la cultura e per questo passo molto tempo a conoscere il bello delle cose, vedendo, osservando, cercando di capire il come. Sono laureata in Storia dell’Arte e in Scienze Religiose. Insegno, disegno, canto, sono giornalista e amante dei viaggi e della fotografia. Colleziono befane perché sostengo la loro bellezza nella bruttezza. Amo raccontare la cultura e per questo scrivo, riempiendo il tempo libero di chi vuol leggere le mie teorie

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