Forlì bella

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Quattro chiese per una passeggiata culturale nella festa della patrona

Successo per il primo Trail culturale della Madonna del Fuoco. Il percorso è partito dalla basilica di San Mercuriale e ha toccato la chiesina del Miracolo, la chiesa di Sant’Antonio Abate in Ravaldino ed è terminato alla chiesa del Carmine. I partecipanti sono giunti al traguardo per primi in largo de’ Calboli

Uno dei percorsi del Trail della Madonna del Fuoco era costituito dall’itinerario culturale proposto quest’anno per la prima volta, dopo che nelle prime quattro edizioni della manifestazione nata a scopo benefico si era pensato a come arricchire le camminate e le corse introducendo anche un percorso che coinvolgesse le chiese del centro storico. L’itinerario è stato costruito sulle bellezze del centro di Forlì, delle quali in gran parte abbiamo già parlato nei nostri appuntamenti settimanali di “Forli Bella”.

Perciò in questa occasione si è potuto osservare da vicino ciò di cui abbiamo parlato in precedenza riscontrando con gli occhi ciò che abbiamo scritto fino ad ora. L’itinerario è partito dalla basilica di San Mercuriale che fin dalla facciata attraverso gli elementi che la compongono parla della sua storia lacunosa nei secoli: della prima chiesa con annesso monastero benedettino, della chiesa ricostruita alla fine del XII secolo attraverso la lunetta nella facciata con l’Adorazione dei Re Magi, del campanile ed infine dei restauri novecenteschi che hanno conferito l’aspetto attuale alla chiesa. All’interno la visita ha valorizzato la tomba a Barbara Manfredi e la tipologia di monumento funebre rinascimentale fiorentino, le pale d’alare di Marco Palmezzano nelle cappelle cinquecentesche, la cappella dei Ferri con il bellissimo ingresso scolpito in marmo.  Una chiesa complessa dal punto di vista delle opere presenti che testimonia la vivacità nei secoli di voler impreziosire ed aggiornare l’edificio agli stili artistici lasciando segni importanti e di alta qualità attraverso i manufatti.

Ogni percorso riserva sempre una sorpresa e la novità emersa nel corso del Trail culturale di quest’anno è stata la rivelazione della facciata rinascimentale della Cattedrale di Forlì in una delle scene dipinte ai lati dell’altare della chiesina del Miracolo. Il dato ha incuriosito molto i partecipanti perché non si hanno conoscenze se non attraverso i dipinti e i disegni della facciata del Duomo di Forlì prima dell’importante intervento di ricostruzione ottocentesco. Perciò l’osservazione accurata di uno dei dipinti illustranti le scene  della devozione all’immagine della Madonna del Fuoco ha consentito di riconoscere nella chiesa raffigurata la facciata del Duomo con il portale rinascimentale di Marino di Marco Cedrini che oggi orna l’ingresso principale della chiesa del Carmine, posizionato lì nel 1915 dopo che nel 1841 fu prelevato dalla Cattedrale per l’inizio dei lavori di ricostruzione.

È interessante notare che l’artista ha descritto gli elementi fondamentali della struttura del Duomo dipingendo la cupola della Cappella della Madonna del Fuoco che nella ricostruzione ottocentesca dell’edificio è stata lasciata intatta e raccordata al nuovo edificio, il campanile e poi a distanza quello di San Mercuriale e le torri della vicina via che conduce nella piazza principale. Il ritrovamento in questo dipinto della facciata del Duomo precedente alla ricostruzione ottocentesca costituisce un dato importante, che ci aiuta a ricostruire l’edificio in assenza di documentazione che attesti le caratteristiche profondamente mutate nell’aggiornamento neoclassico della Cattedrale di Forlì.

Non si può dire con certezza chi sia l’autore del dipinto, potrebbe trattarsi di un altro artista rispetto ai due che hanno operato all’interno della chiesina del Miracolo, ossia Gandolfi autore della rappresentazione della scena del miracolo nella lunetta esterna sopra alla porta d’ingresso all’oratorio e Giovanni Garzia autore invece delle decorazioni di tipo neoclassico all’interno della chiesina che conferiscono alla volta e alla cupola una sensibile attenzione estetica senza tralasciare alcun dettaglio. Infatti, lo stile impresso ai due riquadri è purista, distante dai due impiegati nella chiesa. Uno spunto di ricerca che andrebbe approfondito per una migliore conoscenza di questo oratorio, piccolo gioiello dell’architettura sacra di inizio Ottocento.

Il percorso è proseguito alla chiesa di Sant’Antonio Abate in Ravaldino dove la forma costituisce l’elemento più rilevante della struttura, improntata sull’unico ambiente dell’aula centrale, arricchita di elementi decorativi che evidenziano l’unitarietà della chiesa carmelitana, segnando al contempo insieme alla chiesa del Suffragio l’aggiornamento nelle forme e nelle piante all’architettura romana di Borromini. Infine, la visita alla chiesa più barocca di Forlì, ossia la chiesa del Carmine in corso Mazzini. L’importante decorativismo interno costituito dalla finta architettura ha permesso la realizzazione di un imponente apparato scenografico non avulso anche dal contesto di riferimento con l’origine dell’Ordine dei Carmelitani. L’appuntamento è al prossimo anno per un altro percorso culturale nella giornata della festa della patrona con altre bellezze ed altre novità importanti.

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Forlì bella

Mi diverto con la cultura e per questo passo molto tempo a conoscere il bello delle cose, vedendo, osservando, cercando di capire il come. Sono laureata in Storia dell’Arte e in Scienze Religiose. Insegno, disegno, canto, sono giornalista e amante dei viaggi e della fotografia. Colleziono befane perché sostengo la loro bellezza nella bruttezza. Amo raccontare la cultura e per questo scrivo, riempiendo il tempo libero di chi vuol leggere le mie teorie

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