Forlì bella

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Patrimonio artistico,dalla primavera la collezione Pedriali ha trovato collocazione stabile al San Domenico

La prestigiosa raccolta d’arte donata da Giuseppe Pedriali ha trovato la sistemazione permanente nella Pinacoteca, divenendo una sezione della raccolta museale civica

Il patrimonio artistico non può essere reso stabile e immobile nel tempo, perché per essere fruito e compreso sempre più a fondo deve essere sottoposto a revisione periodica, specialmente nell’allestimento. Per citare uno dei Musei più famosi al mondo, gli Uffizi a Firenze, negli ultimi dieci anni è stato occupato in una revisione totale del sistema espositivo delle proprie opere, con modalità di visione dei manufatti sempre più sofisticate e che consentono di poter ammirare e vedere meglio quadri, sculture e oggetti e di conservarle con più attenzione e cura. L’introduzione di bacheche a protezione delle opere, nuovi impianti di illuminazione, apparati che isolano l’opera dal contesto della sala per aumentarne la valorizzazione nell’ambiente, sono stati alcuni degli elementi messi in atto dal più famoso museo fiorentino, ma che non risulta essere l’unico sottoposto a revisione tra i musei italiani. L’allestimento proposto per la collezione Pedriali è stato più semplice ma ugualmente efficace, di tipo organizzativo e finalizzato alla visione delle opere conservate a lungo nei depositi, messo in atto considerando la continuità espositiva della collezione della Pinacoteca al primo piano. L’aspetto prevalente è quello della migliore collocazione delle opere per la loro visione; un apparato narrativo aggiornato con una ricerca internazionale sul collezionista mette in risalto la storia della raccolta ed anche il gesto nobile della donazione alla città di un patrimonio importante. Per l’occasione è stato ristampato il catalogo  a cura di Giordano Viroli pubblicato nel 1985. Ciò costituisce un elemento che aggiunge valore alla raccolta d’arte, con uno studio critico sulle opere che permette di dare concretezza ad una sezione della Pinacoteca.

La collezione rispecchia il gusto e le scelte di colui che la compose, il forlivese Giuseppe Pedriali. I generi che la costituiscono sono quelli del paesaggio, della natura morta, le scene di vita quotidiana, a soggetto religioso, perfettamente aderenti ai generi praticati, di abili artisti nel dipingere i soggetti nel proprio stile. Le nature morte sono rappresentative della migliore tradizione delle cucine di evidente riferimento fiammingo, le cui caratteristiche si sono consolidate anche tra gli artisti italiani in ambito emiliano, lombardo e genovese. Cacciagione, pesci, ma anche fiori e della  migliore tradizione del genere. I ritratti e i soggetti cari ai macchiaioli rendono la collezione eterogenea con nomi importanti come Fattori, il Crivellino e il noto gruppo dei fiamminghi. Dalla pittura seicentesca fino a quella più recente del puntillisme, del simbolismo e del purismo, le opere della collezione Pedriali costituiscono un importante esempio di collezionismo nel tempo della sua formazione, tra Ottocento e inizio Novecento.

La collezione veniva custodita nella villa a Sanremo e l’ingegnere Pedriali, con una brillante carriera professionale, la costituì durante la sua vita con opere dal XVII secolo a XX. È evidente il gusto che ha determinato la scelta, in generale, incentrata su quelle opere che creano un forte impatto nella visione. Ciò permette di considerare che Pedriali ricercava ciò che lo interessava al primo sguardo, senza scendere nella banalità, con opere realizzate da eccellenti pittori. 
La collezione è stata restituita alla visione dopo alcuni anni che non era stata esposta al pubblico. Donata alla morte dell’ingegnere forlivese, ma giunta a Forlì nel 1961, non rappresentò l’unica iniziativa generosa di Pedriali che nella sua vita si occupò spesse volte dei più poveri e dei bisognosi. L’essere stata restituita ad una visione permanente permetterà di considerarla integrata nella collezione della Pinacoteca, come sezione del patrimonio cittadino, che vale la pena di approfondire con ulteriori studi che possano valorizzarla.
 

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Mi diverto con la cultura e per questo passo molto tempo a conoscere il bello delle cose, vedendo, osservando, cercando di capire il come. Sono laureata in Storia dell’Arte e in Scienze Religiose. Insegno, disegno, canto, sono giornalista e amante dei viaggi e della fotografia. Colleziono befane perché sostengo la loro bellezza nella bruttezza. Amo raccontare la cultura e per questo scrivo, riempiendo il tempo libero di chi vuol leggere le mie teorie

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