Forlì bella

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Artisti social, ovvero quando l’immagine raggiunge il cuore dei cittadini e diventa la più amata

Una fotografia di Alvaro Lucchi pubblicata sulla pagina Facebook Mentelocale, ritrae Angelo Ranzi e Roberto Casadio; molto apprezzata dai forlivesi, ha ricevuto innumerevoli condivisioni e ritrae due artisti recentemente scomparsi che hanno insegnato l’arte nella città

L’anno nuovo è iniziato con la scomparsa di un altro importante artista di Forlì: il pittore Roberto Casadio. Professore di arte nelle scuole statali della città, ha insegnato a generazioni di giovani forlivesi ad amare e ad apprezzare l’espressività artistica. La foto ha ricevuto molte condivisioni sul social, sempre accompagnata da un saluto affettuoso ai due artisti, ora per chi ha conosciuto Angelo Ranzi, ora per chi è stato allievo di Roberto Casadio. Sono tantissime le esposizioni personali delle opere di Casadio organizzate nel corso della sua vita in gallerie private e negli spazi pubblici dedicati, sempre visitate da un numeroso pubblico e apprezzate proprio per lo stile caratteristico del pittore. Negli ultimi anni il tema delle donne e dei vizi capitali lo aveva interessato al punto che i due argomenti erano analizzati, studiati e dipinti dall’artista in innumerevoli esemplari, ognuno diverso e sempre particolarissimo.

La caratteristica visibile all’occhio era la mescolanza e la sovrapposizione dei colori che creavano effetti singolari sulla tela, che costruivano l’immagine attraverso il gesto delle pennellate. Una persona sempre gentile, elegante, cordiale e sempre aperta ad incontrare colleghi, amici ed estimatori delle sue opere. Roberto Casadio ha formato all’arte tante generazioni di giovani della città, rimanendo nei ricordi dei suoi alunni come un professore che oltre a infondere la conoscenza della storia dell’arte insegnava anche a dipingerla, avvalendosi della sua lunga esperienza professionale. L’artista sapeva che nell’insegnare l’arte è sempre importante anche includere l’esperienza che permette di avviare una ricerca nello stile da consolidare o che si scopre di opera in opera nella propria sensibilità.

Roberto Casadio fa parte degli artisti che hanno lasciato un segno importante nell’ambiente culturale del territorio ed anche nazionale. Moltissimi i cittadini che nelle proprie case posseggono un dipinto di Casadio, che nella sua lunga vita professionale si è dedicato anche al genere sacro e ai ritratti. L’artista lascia dunque una eredità artistica importante, costituita da uno stile che lo ha identificato ed è entrato piacevolmente nel ricordo e nella storia dell’arte locale, composta di molti artisti dal talento riconosciuto e dallo stile particolarissimo, sempre incentrato sulla ricerca dell’originalità con la creatività mai abbandonata.
L’alto numero delle condivisioni della foto che ritrae i due artisti è la conferma dell’apprezzamento di due persone rappresentative dell’ambiente culturale della città e della Romagna. Piace, quindi, vedere e riguardare le immagini che li ritraggono e riconoscere i contributi dati e anche donati da due rappresentanti della generazione cresciuta dopo quella del cenacolo forlivese, seppur con la propria identificazione stilistica: Angelo Ranzi in alcuni generi più legato alla tradizione Romagnola e Roberto Casadio dalla ricerca più indipendente, tuttavia sempre attuali e al passo con i tempi.

Entrambi sorridenti, l’uno in bicicletta e l’altro a piedi augurano al pubblico e alle future generazioni di portare avanti l’espressività artistica perché la città continui ad essere propositiva anche nel campo dell’arte contemporanea. Ringraziando l’autore della foto, Alvaro Lucchi, anch’egli artista forlivese, riteniamo importante continuare a vedere altri artisti passeggiare per il centro storico, incontrandosi, sorridendo e discorrendo della cultura in mezzo alla gente, perché anche questo fa parte della bellezza della città! 

Forlì bella

Mi diverto con la cultura e per questo passo molto tempo a conoscere il bello delle cose, vedendo, osservando, cercando di capire il come. Sono laureata in Storia dell’Arte e in Scienze Religiose. Insegno, disegno, canto, sono giornalista e amante dei viaggi e della fotografia. Colleziono befane perché sostengo la loro bellezza nella bruttezza. Amo raccontare la cultura e per questo scrivo, riempiendo il tempo libero di chi vuol leggere le mie teorie

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