Forlì ieri e oggi

Forlì ieri e oggi

Forlì Ieri ed oggi - C'era una volta palazzo Brandolini Dall’Aste

Corso Diaz, da sempre ingresso naturale alla città per tutte le genti discese dall'Appennino, non ha mai perso nel linguaggio popolare l'antica nomea di Borgo Ravaldino

C’era una volta Palazzo Brandolini Dall’Aste. Siamo in Corso Armando Diaz, dal nome del generale che il 4 novembre 1918, dopo tre sanguinosi anni di “grande guerra”, portò il Regio Esercito Italiano alla storica vittoria sugli austroungarici. In precedenza era invece dedicato ad Aurelio Saffi, triumviro della brevissima Repubblica romana del 1848, al quale sarà poi attribuita niente meno che la centralissima piazza Vittorio Emanuele, già Maggiore e Grande e prima ancora Campo dell’Abate. Corso Diaz, da sempre ingresso naturale alla città per tutte le genti discese dall’Appennino, non ha mai perso nel linguaggio popolare l’antica nomea di Borgo Ravaldino, mutuata dall’omonima rocca quattrocentesca posta al suo imbocco. Nella straordinaria foto di inizio Novecento, dominata dal primo piano di Palazzo Prati, sede dal 1944 dell’Istituto omonimo, in sequenza appare anche un edificio oggi scomparso, il settecentesco Palazzo Brandolini Dall’Aste. Ettore Casadei, nella sua Guida di Forlì e Dintorni, ne celebra il “ricchissimo archivio di famiglia, contenenti documenti attinenti ad essa, dal sec. XII al sec. XVIII. Nella cappella del palazzo sono custodite, oltre a molte reliquie, il corpo di S. Bonifacio martire, due lapidi di catacombe, la maschera di S. Filippo Neri e due autografi di S. Francesco di Sales e S. Carlo Borromeo”.

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