Forlì ieri e oggi

Forlì ieri e oggi

Un salto alle Regie Poste in via Stallacce

Addì 15 settembre 1909: dopo tre anni di lavori viene aperto al pubblico il nuovo Ufficio delle Regie Poste in via Stallacce. Nel 1932, con l’inaugurazione del nuovo Palazzo delle Poste e Telegrafi in Piazza Saffi, l’edificio è convertito in nido dell'O.N.M.I, fino alla definitiva demolizione occorsa nei primi anni ‘60.

Addì 15 settembre 1909: dopo tre anni di lavori viene aperto al pubblico il nuovo Ufficio delle Regie Poste in via Stallacce. Anche se paiono luoghi e toponimi inauditi per Forlì, erano in pieno centro a due passi da Piazza Saffi: stiamo parlando nientemeno che del grande porticato in stile umbertino, popolarmente detto il Pavaglione, realizzato tra il 1906 e il 1910 su progetto di Olindo Umiltà. Il conte Filippo Guarini appunta sul suo “Diario” quanto segue: “Stasera ha cominciato a funzionare la Posta e il Telegrafo nel nuovo palazzo, che ha l'ingresso sotto la loggia della Piazza XX Settembre e la facciata in via Stallacce.

Si sono chiusi i vecchi locali sotto il loggiato del Palazzo dell’Intendenza, posto in Piazza Vittorio Emanuele, ma non vi è stata inaugurazione solenne e ufficiale del Palazzo, che è bello, elegante e riccamente illuminato. Benché la corrispondenza sia notevolmente aumentata - continua il cronista - la distribuzione della posta è affidata (per tutta Forlì, n.d.r.) ad otto postini ed a otto fattorini per lo smistamento dei telegrammi, mentre il servizio verso l'esterno è assicurato da autocorriere a vapore o a cavalli”. Questo comportò diverse distribuzioni nell'arco della stessa giornata, con relativo lavoro straordinario dei postini e conseguenti disservizi.

Il Pavaglione “fortificò” il lato posteriore dell’abbazia di San Mercuriale e del Palazzo dell’Intendenza, per prolungarsi in via Stallacce (nome derivante dalle rimesse medioevali ivi esistenti), poi intitolata al filosofo, medico ed astrologo forlivese Jacopo Allegretti. “Sotto il porticato esterno – scrive Ettore Casadei nella celeberrima guida Forlì e Dintorni edita nel 1927 – nei mesi di giugno e luglio si svolge il Mercato Serico, che normalmente ha la durata di 20, 30 giorni al massimo. L’allevamento del baco da seta è esercitato nel forlivese su larga scala e, data la forte produzione, il commercio del bozzolo, sia fresco che secco, nella nostra zona assume notevolissime proporzioni”.

Sempre dalla guida del Casadei si coglie una notizia inattesa: “Durante gli scavi eseguiti per la fondazione del portico – attesta l’autore - tornarono in luce tre tombe romane, profonde metri 2,30, con avanzi di anfore, monete e altri bronzi di quel tempo. Inoltre, cavandosi i fondamenti del Palazzo delle Regie Poste, oltre ad un pezzo di colonna di granito, si scopersero, adoperati in costruzioni medioevali, altro rocchio di marmo greco venato, una basetta romanica con rappresentanza di leoncino alato acefalo, reggente due colonnine e frammenti marmorei di quel periodo, che potrebbero derivare dalla distrutta antichissima pieve di Santo Stefano”. Nonostante l’indiscutibile eleganza e bellezza, il Pavaglione ebbe vita breve: già nel 1941 il grande loggiato è stato sacrificato nella parte che si affaccia in Piazza XX Settembre, sull’altare della paradossale e contradditoria apertura al pubblico del chiostro (dal latino claustrum, chiuso) di San Mercuriale.

Nel 1932, con l’inaugurazione della nuovo Palazzo delle Poste e Telegrafi, subito assurto ad icona razionalista, progettato dall’architetto Cesare Bazzani in piena Piazza Saffi a discapito della povera Isola Castellini di medioevale memoria, l’ex sede delle Regie Poste di via Stallacce viene convertita in nido dell'O.N.M.I. Anche l’ultimo scampolo del Pavaglione scompare nei primi anni Sessanta, sostituito dall’attuale edificio con porticato posto in continuità con il cosiddetto Palazzo Ras, a sua volta eretto nel 1951 in sostituzione del settecentesco Palazzo dell’Intendenza, già convento dei Padri Vallombrosiani.

75_Ex RegiePoste3-Pavaglione.su.viaStallacce-2

75_Ex RegiePoste2_nuovo.chiostro.S.Mercuriale-2

Forlì ieri e oggi

Sono un funzionario pubblico impelagato nel diritto amministrativo, ma anche giornalista desideroso di descrivere le buone azioni (che non fanno rumore) dei tanti concittadini solidali con il prossimo. Ho una moglie poliglotta con due figlie che crescono e nel tempo libero cammino in Appennino e riesco pure a togliermi qualche soddisfazione a tennis. Appassionato di storia locale, sin da bambino sono affascinato dai cambiamenti subiti dalla mia Forlì. Mi piace scartabellare carte polverose e indagare foto e prospettive di un tempo, alla ricerca di indizi su come potesse essere in origine quel luogo o quel monumento sopravvissuti all’incedere del tempo

Attendere un istante: stiamo caricando i commenti degli utenti...

Commenti

Torna su
ForlìToday è in caricamento