Forlì ieri e oggi

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Quando Mussolini inaugurò il nuovo Collegio Aeronautico della Gil

La definitiva destinazione a Collegio Aeronautico risale al 1938. La tragica fine dell’aviatore Bruno Mussolini, caduto il 7 agosto 1941 a Pisa, portò i vertici militari a dedicare l’intero complesso al terzogenito del Duce. Nel dopoguerra, l’ex Collegio è stato destinato a Palazzo degli Studi.

“Di fronte alla colonna che ricorda i caduti forlivesi, sulla via consolare Emilia, sorge il Collegio Aeronautico della G.I.L. (Gioventù Italiana del Littorio). La maestosa struttura e la vasta organizzazione dei servizi, ne fanno uno dei più moderni e più belli al mondo”. Si esprime così il Cinegiornale Luce del 17 maggio 1940, nel descrivere il grande edificio in corso di realizzazione a Forlì su progetto di Cesare Valle. Destinato inizialmente (1934) e per il solo corpo su viale Roma, a collegio di preparazione propedeutica all’Accademia romana di Educazione Fisica, nel 1936 fu ampliato fino al viale Benito Mussolini, dal dopoguerra viale della Libertà, per accogliere l’Accademia femminile di Educazione Fisica.

“Il complesso – scrive Ulisse Tramonti nel Catalogo della mostra realizzata nel 1999 a Forlì, dal titolo ‘La città Progettata’ – non aveva precedenti in Italia e poteva essere paragonato solo ai collegi militari di Modena e di Roma”. Quando ormai la parte strutturale era compiuta, nel 1938 l’edificio ebbe la definitiva destinazione a Collegio Aeronautico, in grado di accogliere 440 allievi, di cui 380 residenziali. “Questa – scrive Marcello Piacentini nel dicembre 1942 sulla rivista “Architettura” – è l’opera di maggior impegno tra i progetti e le costruzioni di Cesare Valle, quella con cui ci offre la dichiarazione più evidente del suo orientamento artistico, il quale assume qui la sua caratteristica essenziale, di essere schiettamente funzionale e insieme nobilmente espressivo. (…) i due fattori funzionalità ed espressione nascono qui uniti e si esaltano a vicenda nell’atto compositivo”.

Il grande complesso si articolava originariamente in due blocchi: il gruppo residenziale su via Roma e quello didattico sportivo sul piazzale della Vittoria. “L’impianto planimetrico distributivo – continua Piacentini - rivela una ottimale ricerca funzionalista, mentre i prospetti realizzati in intonaco a stucco romano tracciano una chiara impronta razionalista”. L’interno del Collegio conserva la straordinaria saga del Mosaico del Volo, realizzata dalla ditta Rimassa di Roma su disegni del pittore futurista Angelo Canevari. Nell’atrio delle Costellazioni, il pavimento musivo composto dalla Scuola di Spilimbergo, riproduce la carta celeste dell’Emisfero Australe. Strettamente collegata alla funzione originaria del grande edificio è la statua di Icaro in piazzale della Vittoria, opera dello scultore Francesco Saverio Palozzi.

In definitiva, la vicenda costruttiva del complesso si protrasse fino al 1941. La tragica fine di Bruno Mussolini, terzogenito del Duce, caduto il 7 agosto di quell’anno sul campo di aviazione di Porta a Piagge, alle porte di Pisa, mentre stava collaudando il nuovo bombardiere Piaggio P108 B, portò i vertici militari a dedicare il nuovo Collegio Aeronautico allo sfortunato aviatore. In suo onore, all’ingresso dell’aula magna, fu collocato anche un busto bronzeo opera dello scultore Bruno Rambelli. La cerimonia di inaugurazione ebbe luogo il 6 ottobre 1941, con l’intervento dello stesso Capo del Governo.

“La prematura scomparsa del figlio – scrive Franca Poli in ‘www.ereticamente.net’ - squarciò il cuore del Duce che da quel giorno non fu più lo stesso uomo, iniziò a dimagrire e fu allora che cominciarono i suoi problemi di stomaco; chi lo conobbe colse un’ombra nel suo sguardo quale profondo segno di incancellabile dolore”. Nelle ore successive all’armistizio di Cassibile (8 settembre 1843), con il Regio Esercito allo sbando su tutti i fronti, gli allievi “abbandonarono l’accademia – si legge in ‘resistenzamappe.it’ - asportando quanto fu loro possibile e lasciando che altri materiali, specialmente viveri ed armi, fossero sottratti dalla popolazione”. Nel dopoguerra, ricostruita la parte su viale Roma fatta saltare dai tedeschi in ritirata, l’ex Collegio è stato destinato a Palazzo degli Studi. 

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Forlì ieri e oggi

Sono un funzionario pubblico impelagato nel diritto amministrativo, ma anche giornalista desideroso di descrivere le buone azioni (che non fanno rumore) dei tanti concittadini solidali con il prossimo. Ho una moglie poliglotta con due figlie che crescono e nel tempo libero cammino in Appennino e riesco pure a togliermi qualche soddisfazione a tennis. Appassionato di storia locale, sin da bambino sono affascinato dai cambiamenti subiti dalla mia Forlì. Mi piace scartabellare carte polverose e indagare foto e prospettive di un tempo, alla ricerca di indizi su come potesse essere in origine quel luogo o quel monumento sopravvissuti all’incedere del tempo

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