Il Foro di Livio

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IL FORO DI LIVIO - Quando era di moda bere il liquore con la coca

A Forlì, nel 1871 fu premiato un Elixir Coca, bevanda che così consacrò i suoi primi successi. Non era una novità, s'inseriva in un solco che fu poi abbandonato quando ci si renderà conto che l'estratto di foglie sudamericane è più che altro tossico. Il liquore era presentato da farmacisti. Come poi avverrà per una bevanda gasata ancora di successo che anni dopo nascerà negli Stati Uniti; essa sostituirà l'alcol con la noce di Cola.

Il titolo può far strabuzzare gli occhi, ma a Forlì, nel 1871 fu premiato un Elixir Coca, bevanda che così consacrò i suoi primi successi. Non era una novità, s'inseriva in un solco che fu poi abbandonato quando ci si renderà conto che l'estratto di foglie sudamericane è più che altro tossico. L'Elixir non era presentato da un Dulcamara qualsiasi, ma da farmacisti. Come poi avverrà per una bevanda gasata ancora di successo che anni dopo nascerà negli Stati Uniti; essa sostituirà l'alcol con la noce di Cola. Eppure l'entusiasmo dei forlivesi, allora, fu alle stelle.


Era l’ottobre del 1871 quando a Forlì fu inaugurata un’Esposizione agraria, industriale e di belle arti. In essa pare convogliata una certa smania di fare dei romagnoli, spesso con mezzi assai limitati e di fortuna, sempre appassionati di “macchine”, di novità o di cose che destano stupore. La fiera si svolse nel palazzo della Missione (sede attuale della Provincia, in piazza Morgagni): per accedervi occorreva il biglietto da una lira, prezzo che poi fu ridotto a cinquanta centesimi. Si può ripercorrere la cronaca delle due settimane autunnali nel “Giornale dell’Esposizione” con redazione diretta da Bartolommeo Fiani ed edito da Febo Gherardi. I vini e altre bevande la facevano da padrone.

Una delle “menzioni onorevoli”, infatti, fu dedicata al liquore oggi di moda, che si estrae da un arbusto chiamato Coca che nasce e vegeta nelle province centrali d’America. L’Elixir Coca è descritto come gradevole e ristoratore della forza, perché vuolsi che agisca su i nervi della vita organica, sul cervello e sul midollo spinale. All’Esposizione, tale liquore fu esposto da Giacobini di Fano, Fabbri di Lugo, Giovanni Giorgi, tutti farmacisti e distillatori e da Giovanni Buton di Bologna. Tra queste differenti versioni, si sa che la “Coca Buton”, di colore verde brillante (come la bottiglia "cubista" dell'immagine, tratta da un'opera di Daniele Adami), ebbe un certo successo anche nel Novecento. Successo derivato dal fatto che poi la ricetta cambiò per stemperare l'effetto dell'alcaloide proibito. Vi sono foto che testimoniano affissioni di suoi manifesti sui muri prospicienti ai Caffé forlivesi. 
Sorte diversa accadde al Vin Mariani, apprezzato e bevuto fin dal 1863: il miscuglio tra vino e coca nacque come ricostituente per depressi con risultati oltre le aspettative. C'è chi gli attribuiva proprietà addirittura afrodisiache ed ebbe numerosi premi ed estimatori tra i potenti della Terra. 


Alla fine dell'Ottocento si constatò la dipendenza della coca e dei suoi derivati, così sparì del tutto il Vin Mariani mentre l'Elixir Coca Buton fu “corretto” attenuando il principio attivo. Sicché rimase un noto liquore per i primi decenni del ventesimo secolo finché, dopo la seconda guerra mondiale, cambiarono i gusti e i liquori dolci come l'Elixir cedettero il passo ai vari whisky, brandy, vodka, gin. 
L’Esposizione agraria, industriale e di belle arti del 1871 fu messa in moto da un’iniziativa del Comizio agrario forlivese, col patrocinio della Provincia di Forlì. Molte cose riempirono il palazzo della Missione. Si scopre addirittura che, nel corridoio del piano terra, c’era una stanza chiamata “Caprera” in cui si trovavano frutti freschi o secchi, fichi d’India, uva inviati da Garibaldi in persona. 
Va da sé che il primo effetto del visitatore era la confusione delle idee e l’offuscamento della memoria. Forse anche per il troppo vino, o per il troppo "Elixir Coca".

Il Foro di Livio

" Vi racconto la storia del ""Foro di Livio"". Insegno, ma sono anche giornalista. Sono dottore in Giurisprudenza ma anche in Scienze religiose. Osservatore curioso, sono appassionato di storia locale e di musica del Settecento. Ho il vizio di scrivere e pubblicare (con discrezione) saggi, manuali, racconti. Mi occupo anche di birra, ma questa è un'altra storia "

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