Festeggiati i 60 anni di sacerdozio di don Mino Flamigni

Chiesa parrocchiale di San Paolo Apostolo gremita, domenica, per le celebrazioni dei 60 anni di sacerdozio di don Mino Flamigni.

Chiesa parrocchiale di San Paolo Apostolo gremita, domenica, per le celebrazioni dei 60 anni di sacerdozio di don Mino Flamigni. Attuale collaboratore di don Gabriele Pirini, ma per ben 44 anni parroco della stessa San Paolo, il popolare sacerdote ha elargito commozione a piene mani raccontando sei decenni spesi al servizio della comunità di christifideles di via Pistocchi. Sotto la sua sapiente regia fortemente ispirata al Vangelo vissuto, San Paolo è divenuto modello insuperabile di gratuità e di attenzione al prossimo.

Basti pensare alla vacanza di condivisione sani disabili di Borca-Sappada avviata nel lontano 1972, per continuare col Villaggio Mafalda, l’Associazione e Cooperativa “Paolo Babini”, l’Associazione “Luigi Lago” e il “Villaggio Mafalda”: sono tutti frutti concreti della sua profonda sensibilità per i più deboli (alimentata da una intensa vita spirituale), che non avrebbe mai pensato né attuato senza l’apporto e il contributo dell’indimenticabile don Amedeo Pasini, scomparso l’8 maggio 2011. Don Girolamo Flamigni, conosciuto da tutti come don Mino, nasce a Predappio il 20 Febbraio 1932. Dopo gli studi nei Seminari di Bertinoro, Ravenna, Faenza e Roma, il 9 aprile del 1955 viene ordinato sacerdote. Dal 1958 al 1970 svolge il suo servizio nel Seminario di Bertinoro prima come Vicerettore e poi come Rettore. Il primo ottobre 1970 prende possesso, insieme a don Amedeo Pasini, della nuova parrocchia di San Paolo Apostolo.

Nel corso della Santa messa di domenica 12 aprile, concelebrata assieme ad altri sacerdoti, fra cui il parroco attuale don Gabriele e il riminese don Elio Piccari, don Mino ha ricordato gli episodi più salienti dei suoi primi 60 anni da presbitero, “quelli che hanno veramente segnato la mia vocazione”. A cominciare dall’incontro con lo stesso don Amedeo, nel 1969, per continuare con l’esperienza della “preghiera nel deserto” appresa a Cuneo da don Andrea Gasparino. Don Mino viene a sapere di don Andrea, fondatore del Movimento Contemplativo Missionario Padre De Foucauld, mentre si trova a Wajir, nell'estremo nord-est del Kenya, dove si era recato nel 1971 per sostenere l’amica Annalena Tonelli, che aveva appena intrapreso il suo cammino di servizio ai “brandelli di umanità ferita” del Corno d’Africa. Da cosa nasce cosa: proprio a Cuneo, dove si reca ogni anno per vivere l’esperienza della “preghiera nel deserto”, don Mino entra in contatto con don Oreste Benzi e il suo modello di condivisione con gli ultimi. Sempre a Cuneo don Mino conosce Paolo Ramonda, attuale responsabile dell’Associazione Comunità Papa Giovanni XXIII, e gli fa conoscere don Benzi e tutto il mondo di gratuità che sarebbe diventata la sua vita. Terminata la messa, i festeggiamenti per don Mino sono continuati nel salone parrocchiale di San Paolo assieme a 300 commensali acclamanti.

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Lì il sacerdote ha rievocato il suo “arrivo” in via Pistocchi assieme a don Mino: “Potrà sembrare strano, ma la mia esperienza da parroco a San Paolo Apostolo è frutto del caso”. Una mattina di fine estate del 1970, gli giunge la proposta dell’allora vescovo di Forlì monsignor Paolo Babini di recarsi a curare pastoralmente un territorio della periferia forlivese, posto fra via Dragoni e viale Roma. Con lui sarebbe dovuto andare anche don Amedeo”. La prima pietra della nuova chiesa era già stata posta alcuni anni prima in via Pistocchi, per la precisione il 29 ottobre 1967. Sempre in quell’anno, a dicembre, i due sacerdoti trovano casa in un mini appartamento di via Monari, due stanze, cucinotto e garage. Vi sarebbero rimasti sino al ’78. Alla prima messa celebrata in loco “accorrono” tre suore e due vecchiette. Da cosa nasce cosa: basta vedere che cosa è scaturito da quel primo seme d’amore innaffiato da tanta umiltà e preghiera al Dio creatore. Attualmente, don Mino è presidente dell’Associazione Paolo Babini, dell’Opera don Pippo e della Cooperativa di Solidarietà Sociale “Paolo Babini”.

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