Mattarella all'Irst di Meldola: "Vi ringrazio per quello che fate, il nostro Paese ha grandi risorse"

La radiofarmacia Irst che produrrà i farmaci per curare i tumori sarà pronta nel 2021 e Meldola non dimenticherà facilmente che tutto è iniziato con il Presidente della Repubblica

Una giornata storica anche per Meldola, che ha visto l'arrivo in val Bidente del presidente della Repubblica, terminata la visita a Forlì, in occasione del trentennale della morte di Roberto Ruffilli. Lasciato il teatro Diego Fabbri, con parole di affetto nei confronti del senatore Dc trucidato trent'anni fa dalle Brigate Rosse, il presidente si è spostato a Meldola con la macchina presidenziale, precisamente all'Istituto Scientifico Romagnolo per lo studio e la cura dei tumori per partecipare alla cerimonia della posa della prima pietra della radiofarmacia, ovvero il laboratorio di preparazione dei farmaci per la cura dei tumori, che sorgerà in via Mazzini, nei pressi dell'edificio che accoglie l'Irst.

I video della visita di Mattarella
VIDEO - L'arrivo a Forlì e l'omaggio a Roberto Ruffilli

VIDEO - L'intervento della studentessa al Teatro Diego Fabbri
VIDEO - Il discorso integrale
VIDEO - Irst, la prima pietra della Radiofarmacia

Dopo essere stato accolto dal sindaco di Meldola Gianluca Zattini e dal presidente Irst Renato Balduzzi, Mattarella è stato accompagnato da medici e ricercatori in una visita guidata privata al reparto di Tomografia e al laboratorio biologico dove si svolge l'intensa attività di ricerca dell'Istituto. Terminata la visita, il presidente Mattarella si è recato nella sala conferenze "Tison" dell'Irst dove ad accoglierlo c'era una rappresentanza delle istituzioni locali e dell'istituto ma anche una schiera di camici bianchi fieri di condividere questo momento sicuramente emozionante per tutto lo staff Irst. "La accogliamo con un clima festoso - esordisce infatti Renato Balduzzi, presidente Irst, rivolgendosi direttamente a Mattarella - e con una certa varietà di colori, i toni scuri dei completi indossati da chi ricopre un ruolo istituzionale e quelli chiari dei camici del personale. In realtà anche il bianco dei camici è policromo perchè rappresenta sia i medici che i ricercatori: una delle caratteristiche di Irst è infatti che i risultati della ricerca hanno un riscontro immediato al letto del paziente. Ci tengo a precisare anche che il 71% del nostro personale è composto da donne con un età media di 41 anni. Per noi questo è un giorno straordinario data la sua presenza, Presidente, ma anche ordinario e fondere l'ordinario allo straordinario è un nostro punto fermo a partire dall'inserimento ambientale che abbiamo attuato nelle colline romagnole. Balduzzi conclude il suo intervento con una frase che racchiude il concetto principale di Irst: "La tecnologia per noi è un valore umano".

Speciale Mattarella a Forlì e a Meldola
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A seguire l'intervento di Dino Amadori, fondatore dell'Irst, che ha sottolineato l'importanza, per chi fa ricerca, di fare parte di una rete condivisa esponendo quindi il modello del Comprehensive Cancer Care Network. Amadori ha terminato il breve discorso affermando che nell'istituto meldolesi "ci si fa carico della persona, piuttosto che del paziente". E' stata poi la volta del neo eletto direttore generale dell'istituto, Giorgio Martelli, che ha evidenziato qualche numero: "Nel 2017 ci siamo presi cura di 6000 nuovi casi di cui il 20% fuori dalla Regione. Il Ministero della Salute ci ha conferito il titolo di miglior performance di ricerca in Italia. Volendo continuare su questa linea di progresso, siamo lieti di avere qui la massima autorità del nostro Paese, che condividerà con noi un passo davvero importante: quello dell'inizio dei lavori per la radiofarmacia che saranno completati nel 2021. Il progetto è stato realizzabile anche grazie alla vincita di due bandi, uno indetto dall'Emilia-Romagna e uno dallo Stato e porterà alla realizzazione della prima radiofarmacia sperimentale in Italia".

Terminato il discorso di Martelli è lo stesso presidente Mattarella ad alzarsi per parlare alla platea di medici e ricercatori con parole di incoraggiamento e di sostegno definendo il lavoro dell'istituto "altamente mirato sulla mappa delle patologie dei pazienti". Ma è la conclusione del colloquio di Mattarella ad emozionare tutti i presenti: "Ringrazio tutto l'Irst per l'accoglienza calorosa ma soprattutto vi ringrazio per il lavoro che fate. Vedere questa struttura da' l'idea di come il nostro Paese abbia risorse risorse intense".

A questo punto la folla, preceduta dal Presidente della Repubblica, il sindaco di Meldola e il direttivo dell'Irst, si sposta verso l'esterno dell'istituto in direzione di via Mazzini dove ad attendere Mattarella c'è anche una delegazione di alunni delle elementari meldolesi e una di cittadini incuriositi e febbricitanti. Una volta posizionati intorno alla pietra è il Sindaco di Meldola Zattini a prendere la parola, citando un lavoro degli studenti meldolesi: "L'Italia è fatta di donne e uomini che hanno fatto la storia e lei Presidente rappresenta questa storia". Ed è anche l'istituto di ricerca per tumori a scrivere un pezzo della sua storia come si comprende dalle parole pronunciate da Balduzzi appena prima dell'effettiva posa della pietra della radiofarmacia: "Ora qui non c'è nulla ma sorgerà una cosa unica in Romagna, che rispetterà il territorio ma punterà al futuro". E' nelle parole di Balduzzi che è presente l'unico riferimento all'attuale momento politico italiano: "Non sono giorni ordinari per il Paese e neanche per il suo lavoro, signor presidente, ma essere riuscito a trovare un momento per il nostro istituto resterà nei cuori dei romagnoli. Grazie, presidente".

Nel lasciare il piazzale di via Mazzini Mattarella viene intercettato dalle richieste di attenzione sia dei bambini delle scuole elementari ai quali stringe la mano e accenna qualche abbraccio, sia ai cittadini meldolesi accorsi per presenziare a questo evento unico per la città. Anche a loro Mattarella non nega strette di mano e molti sorrisi mentre nell'aria si alza un grido proveniente dalla folla: "In bocca al lupo presidente per le consultazioni". E' oramai la mezza passata quando il presidente Mattarella entra nell'auto presidenziale che lo porterà verso l'aeroporto Ridolfi.  

La Farmacia Unica Oncologica

Fortemente orientata all’innovazione e alla ricerca, la Farmacia nasce con un duplice obiettivo: centralizzare l’intera produzione di farmaci oncologici - circa 90mila all’anno - e diventare la prima struttura in Italia per la produzione di radiofarmaci sperimentali. Un progetto reso possibile grazie ad un investimento di oltre 4,5 milioni di euro, di cui 1,5 dalla Regione, che lo ha finanziato attraverso il bando per l’insediamento e lo sviluppo di imprese, previsto dalla Legge 14/2014 per la promozione degli investimenti. “Siamo onorati di avere con noi il capo dello Stato - ha sottolineato il governatore Stefano Bonaccini-. Per dare il simbolico via ad un’opera straordinariamente importante, che mette un altro fiore all’occhiello alla sanità dell’Emilia-Romagna e del nostro Paese. Si tratta di un progetto portatore di un alto livello di innovazione, che mette insieme due sistemi di eccellenza della nostra regione, quello sanitario e manifatturiero. E che fa parte di un piano complessivo della politica regionale: far crescere occupazione e benessere nel nostro territorio, rafforzandone l’attrattività e la competitività”.  

La struttura troverà spazio in una nuova palazzina di 3 piani per 900 metri quadrati complessivi, in un’area distante poche centinaia di metri dal Centro oncologico di Meldola. Grazie ad una produzione attesa, almeno nel primo periodo d’esercizio, di circa 90mila allestimenti, sia aderenti a protocolli consolidati sia sperimentali, la Farmacia oncologica servirà le sedi Irst Irccs e le strutture oncologiche ed ematologiche dell’Ausl Romagna. La sua prima funzione sarà, infatti, quella di rispondere alle esigenze terapeutiche di tutta la Romagna, convogliando da una sola sede quanto oggi è prodotto e confezionato in Irst Meldola e presso gli ospedali di Ravenna e Rimini. Oltre all’applicazione dei livelli produttivi più alti, la nuova Farmacia oncologica Irst Irccs mira a porsi quale riferimento per l’innovazione, collettore per altri Istituti di ricerca e imprese specializzate.

In particolare, nell’Irst di Meldola saranno ulteriormente coltivati ambiti già oggi d’elezione, come l’individuazione di nuove soluzioni tecnologiche per la realizzazione di terapie radiometaboliche e lo sviluppo di sistemi robotizzati per una sempre maggiore automazione delle preparazioni oncologiche e dei radiofarmaci. La nuova Farmacia, un unicum in Italia per bacino di popolazione servito (oltre un milione e 100mila abitanti) e servizi coinvolti, sarà anche banco di prova per soluzioni d’ingegneria gestionale capaci di razionalizzare sempre più i processi. Quello di Meldola è uno dei 13 progetti d’investimento e sviluppo previsto dal bando della legge 14, che metteranno in campo complessivamente 126 milioni di euro - di cui circa 41 di finanziamento pubblico - per attività di ricerca, con un ritorno in termini occupazionali diretti di oltre 1.200 nuovi posti di lavoro. 

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