A Forlì un'arma in più contro il tumore ovarico: nasce il Comitato Territoriale di Loto Onlus

Il comitato territoriale di Forlì si unisce alla rete Loto già presente a Bologna, Parma e Ancona ed è un ulteriore tassello verso la presenza dell’associazione sull’intero territorio nazionale

Ripartono gli incontri scientifici per informare la cittadinanza su come prevenire e gestire le patologie oncologiche insieme ai protagonisti della lotta contro il cancro in Romagna. Mercoledì, dalle 18, nella Sala Bonavita della Camera di Commercio di Forlì situata in Piazza Saffi 36, l’attenzione sarà puntata sul tumore ovarico: l’evento vuole inaugurare la nascita del comitato territoriale di Loto Onlus, associazione da anni impegnata a informare e sensibilizzare su questa patologia ancora poco conosciuta. Il tumore ovarico è una neoplasia piuttosto rara ma anche molto pericolosa.

"Si tratta di una malattia che colpisce circa 12 donne su 1000 - spiega Andrea Amadori, responsabile del percorso onco-ginecologico della provincia di Forlì-Cesena - quindi ogni anno più o meno emergono 75 nuovi casi nel territorio dell’Area Vasta. Sono numeri bassi, ma il problema è che questo tipo di tumore, che in genere colpisce la donna in una fascia d’età in cui l’ovaio non è più funzionante, è molto subdolo: esattamente come un altro tipo di neoplasia che colpisce la zona addominale, quella al pancreas, presenta un’alta velocità di proliferazione ed emerge dunque quando le cellule sono già particolarmente diffuse. Spesso, dunque, quando la paziente lamenta i sintomi tipici, come dimagrimento, gonfiore, dolori, stimolo alla minzione e così via, il quadro che troviamo risulta molto avanzato: cosa che comunque non preclude buone possibilità di sopravvivenza a 5 anni dalla diagnosi, se la chirurgia multidisciplinare interviene nelle modalità e nei tempi giusti".

Da qui l’esigenza di un incontro aperto a tutti, nato proprio dalla collaborazione tra Istituto Oncologico Romagnolo e Loto Onlus, volto a sensibilizzare la popolazione sulla patologia e a fare conoscere questa nuova realtà associativa sul territorio, ma non solo: sempre secondo il dottor Amadori, "è necessario che le persone siano consapevoli dell’attività che svolgiamo: non c’è bisogno di andare chissà dove per il trattamento di questa patologia, esistono alti standard di cura anche qui da noi. Tuttavia questo evento vuole essere anche il primo passo verso la creazione di una rete onco-ginecologica di Area Vasta, che metta insieme le competenze delle nostre varie strutture: un gruppo unico che opera in vari centri per il bene esclusivo delle pazienti della Romagna".

Il parterre di ospiti sarà molto ricco, e vede come spiegato inizialmente la partecipazione di alcuni dei professionisti più rinomati della lotta contro il cancro in Romagna. La programmazione prevede gli interventi del professor Giovanni Martinelli, direttore scientifico Irst; del professor Dino Amadori, presidente Ior; della dottoressa Angela Bandini, direttore del Reparto di Ginecologia ed Ostetricia dell’Ospedale Morgagni-Pierantoni di Forlì; del professor Giorgio Ercolani, Direttore del Dipartimento di Chirurgia della medesima struttura; e del dottor Ugo De Giorgi, responsabile del Gruppo di Patologia Uro-Ginecologico dell’Irst.

Sandra Balboni, presidente Loto Onlus, presenterà l’associazione, i suoi obiettivi e i servizi che mette a disposizione per le pazienti. "Penso sia molto bello vedere come da noi i grandi professionisti non si chiudano all’interno di pur importanti convegni scientifici a porte chiuse, ma si mettano a disposizione per parlare effettivamente alla gente e farsi portavoce di messaggi di divulgazione - spiega Miserocchi - questi incontri aperti alla cittadinanza creano un circolo virtuoso che porta la Romagna ad avere una sensibilità maggiore rispetto ad altre zone sul tema del cancro, aspetto fondamentale per continuare ad essere un territorio di eccellenza nazionale per cura e sopravvivenza. Il tumore ovarico è sicuramente una patologia meno conosciuta e impattante rispetto ad altre neoplasie, come il cancro al seno, ma essendo comunque di difficile individuazione è importante mantenere la guardia alta, sapere come riconoscerlo e soprattutto essere consapevoli di quelle che sono le prospettive, in termini di aspettativa e qualità di vita, nel caso in cui ci venga diagnosticato. Ci aspettiamo quindi una forte partecipazione da parte della cittadinanza di Forlì".

"Alle donne che nel territorio romagnolo hanno ricevuto una diagnosi di tumore ovarico viene assicurato un percorso di cura e assistenza di alto livello: l’ospedale Morgagni-Pierantoni di Forlì è certamente in grado di assicurare competenze e specializzazione idonee alla cura di questa patologia - sottolinea Balboni -. Grazie a questi presupposti, inoltre, le pazienti potranno contare su una nuova realtà assistenziale: nasce Loto Onlus Forlì, che si propone come punto di riferimento per svolgere attività di informazione sulla malattia, offrire servizi complementari a pazienti e familiari, sostenere la ricerca scientifica, promuovere la diagnosi precoce, l’accesso a cure di qualità e la diffusione di programmi di screening". Il comitato territoriale di Forlì si unisce alla rete Loto già presente a Bologna, Parma e Ancona ed è un ulteriore tassello verso la presenza dell’associazione sull’intero territorio nazionale.

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