Aeroporto, Salvini e Zattini ne parlano a pranzo. Il ministro: "Vertenza in corso coi vigili del fuoco"

Un pranzo a Milano Marittima tra il ministro Matteo Salvini e il sindaco di Forlì Gian Luca Zattini per sbloccare l'impasse in cui è finito l'aeroporto di Forlì

Foto Andrea Bonavita

Un pranzo a Milano Marittima tra il ministro Matteo Salvini e il sindaco di Forlì Gian Luca Zattini per sbloccare l'impasse in cui è finito l'aeroporto di Forlì, con l'assegnazione dei Vigili del fuoco allo scalo forlivese, ferma per un rimpallo tra Ministero dei Trasporti e delle Infrastrutture e quello dell'Interno. Salvini è il ministro che dovrebbe firmare il decreto ministeriale per l'inserimento del Ridolfi tra scali di “fascia A” che hanno diritto al personale del Corpo nazionale dei Vigili del Fuoco, regolarmente finanziato dallo Stato.

Una firma che però non arriverà nell'immediatezza dal momento che si sono problemi burocratici, come ha spiegato lo stesso Salvini, alla conferenza stampa di presentazione della Festa della Lega Romagna, in spiaggia a Milano Marittima. Spiega Salvini, senza dettagliare troppo: “Sull'aeroporto di Forli stiamo lavorando perché c'era un contratto firmato, c'è una vertenza con i Vigili del fuoco, c'é anche il ministero tramite l'Enac, competente. Stiamo cercando di mettere d'accordo tutti gli organismi coinvolti per vedere di intervenire". Sullo sfondo emerge quindi una vertenza che starebbe ostacolando l'arrivo dei pompieri nello scalo che vuole riaprire.

VIDEO - Salvini risponde in conferenza stampa: "Vediamo di intervenire"

Dell'argomento, dopo la conferenza stampa, si è parlato in un pranzo tra Salvini e diversi dirigenti della Lega, presente anche il sindaco di Forlì Gian Luca Zattini. Spiega una nota del sindaco: “E’ stato un colloquio proficuo e costruttivo. Ringrazio il vicepremier Matteo Salvini per il tempo che mi ha dedicato, per trovare una risoluzione per l’aeroporto. Il ministro dell’Interno ha mostrato di essere a conoscenza del problema, grazie anche alle notizie che gli aveva già fornito il sottosegretario alla Giustizia, Jacopo Morrone, che ha organizzato e presenziato all’incontro. A breve sarà lo stesso sottosegretario all’Interno Stefano Candiani, che mi ha contattato telefonicamente, a venire a Forlì per valutare la situazione”.

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Di Maio (Pd)

Interviene sul caso anche Marco di Maio, deputato Pd: "Apprendiamo che il sindaco di Forlì, Gian Luca Zattini, è stato a pranzo a Milano Marittima con il ministro dell'Interno per parlare del futuro dell'aeroporto. Il pranzo, ci fa sapere il sindaco tramite una nota, è stato "proficuo". Benissimo. Poi apprendiamo che è emersa una nuova versione sullo stallo in cui versa l'aeroporto della nostra città: c'è una "vertenza". Siamo passati dall'"apriremo in pochi mesi", all' ''ormai è fatta", poi dal "problema tecnico" al "manca l'istanza" da parte dei privati: che secondo loro investono milioni di euro, hanno alle spalle gruppi che complessivamente fatturano centinaia di milioni di euro, e non si accorgono che avrebbero dovuto fare "una istanza" (non prevista dalla legge). Certo, molto credibile".

"Ora siamo arrivati ad una nuova versione: "c'è una vertenza". Tra chi? Il ministro dice che la vertenza è con i vigili del fuoco e con il ministero, tramite Enac. Non so cosa significhi, tecnicamente non esistono vertenze tra ministeri: e comunque a comandare questi enti ci sono sempre loro, gli stessi che governano e che governavano quando sono venuti a fare i sopralluoghi, quando hanno fatto le riunioni in prefettura, nei vari uffici a Roma, ecc. I casi sono due: o in realtà non se ne sono occupati e si sono accorti solo ora che un piccolo sforzo devono farlo anche loro; oppure non sono capaci, non sanno come fare. Non mi interessa quale delle due opzioni sia quella corretta, la risposta la lascio a voi. A me, a noi, a tanti forlivesi interessa che l'aeroporto riapra e che gli imprenditori locali che hanno ottenuto la concessione tramite bando vengano messi nelle condizioni di partire. La scelta è politica, tocca solo a voi farla".

Il vicesindaco Mezzacapo

Replica io vicesindaco Daniele Mezzacapo: "“L’onorevole piddino Marco di Maio non si dà pace. Essendo fuori da ogni gioco per l’irrilevante ruolo del suo partito, diffonde dichiarazioni quotidiane sulla questione aeroporto non sempre coerenti fra loro. Nel sermone di Di Maio mostra tutto il suo nervosismo di fronte all’incontro avvenuto tra il sindaco Gian Luca Zattini e il vicepremier Matteo Salvini. Forse il parlamentare dem aveva scommesso che l’incontro non ci sarebbe stato e gli eventi lo hanno destabilizzato. Il fatto poi che il ministro dell’Interno fosse perfettamente al corrente della vicenda e abbia condiviso la necessità di risolvere il problema, seguendo le strade previste dalle norme, lo ha certamente sconvolto, visto che Di Maio si è cimentato nel difficile compito di fare le pulci ai sostantivi, perdendo di vista l’obiettivo di riaprire l’aeroporto che, nella realtà, gli interessa poco. Mentre gli piacerebbe molto che l’operazione fallisse per poterne incolpare l’odiato Governo, che dovrebbe occuparsi, a suo avviso, istantaneamente e senza le dovute verifiche di trovare risorse pubbliche per il servizio antincendio. Ricordo, giusto per dovere di cronaca, alcune dichiarazioni dello stesso Di Maio del 2017, in pieno governo Pd. Allora il parlamentare dem disse che il ‘compito delle istituzioni e quello di creare le condizioni affinchè se ci sono privati interessati possano intervenire. Senza spendere un solo euro di soldi pubblici, perchè già troppi sono quelli spesi in passato..’. Insomma, Di Maio dal 2017 al 2019 si distingue per una bella capriola. Ma allora il ministro di riferimento era Delrio".

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