Aeroporto, il Siulp: "Holding contenitore vuoto"

"Con profonda preoccupazione e vicinanza assistiamo all'inizio di un incubo per tanti forlivesi che avevano creduto alle promesse degli amministratori locali per lo sviluppo dell'aeroporto".

“Con profonda preoccupazione e vicinanza assistiamo all’inizio di un incubo per tanti forlivesi che avevano creduto alle promesse degli amministratori locali per lo sviluppo dell’aeroporto.Forlì è un’area strategica, al centro di una Romagna che non guarda solo agli interessi di una riviera che vive per tre mesi, ma anche ad un territorio che nel suo entroterra ha potenzialità enormi”. Anche il segretario provinciale del Siulp (Sindacato Italiano Unitario Lavoratori Polizia), Mario Peruzzini, interviene sul tema più caldo.

“La nuova holding decisa dalla Regione, fino ad ora, si è dimostrata un contenitore vuoto dove rinchiudere le speranze di chi nell’aeroporto aveva intravvisto grandi opportunità di sviluppo commerciale, turistico, lavorativo e di apertura verso quell’Europa che oggi è sempre più lontana. Abbiamo visto amministratori che hanno detto e fatto tutto ed il contrario di tutto.
Progetti tanto ambiziosi quanto necessari per dare respiro all’economia di un territorio che continua a registrare la chiusura di aziende e la perdita continua di posti di lavoro. Un sistema aeroportuale di trasporto pubblico di passeggeri dà al territorio nuovo lavoro e sostiene quello già esistente”, continua.

“In questi ultimi quattro anni 50 aziende locali hanno lavorato per l’aeroporto; oltre 3.000 persone hanno lavorato in forma continuativa o temporanea all’interno dell’aeroporto; oltre  per motivi di lavoro. Questi sono dati che devono far riflettere proprio quei politici che invece di curare “il malato” con un medico specialista, gli mandano un militare – spiega Peruzzini - Prospettive di vita per il degente? Una nuova struttura con un’area di quasi 30.000 mq. dove inserire nuove attività commerciali, oltre a circa 10.000 mq. di hangar per le compagnie aeree e quasi tremila parcheggi per le auto dei passeggeri: questi erano i progetti sin dal 2004. Costruire un sistema che avrebbe prodotto quelle risorse necessarie per autofinanziarsi senza gravare sulle casse pubbliche”.

“Oggi serve investire per il futuro, con infrastrutture, tecnologia e professionalità. I progetti riproposti anche di recente, con impostazioni diverse, dove sono finiti? A Forlì la politica è la solita, quella di un paesone che ha paura di crescere, che non vuole progettare il proprio futuro e costruire quelle opportunità di lavoro necessarie ai suoi giovani. E’ universalmente riconosciuto che un moderno, veloce ed efficiente sistema di trasporti è lo strumento indispensabile per la crescita economica di qualsiasi territorio. A Forlì no. La strada è ormai segnata, come riportato nell’aggiornamento 2011 del piano generale di sviluppo approvato con delibera consiliare lo scorso 1° marzo, lo sviluppo industriale dell’aeroporto dovrà riguardare esclusivamente il polo formativo e tecnologico aeronautico. Vale a dire chiudere di fatto il trasporto aereo pubblico”.

“Ma di cosa stiamo parlando? - continua -  L’Accademia dell’ENAV è autonoma e non utilizza il “Ridolfi”; l’Università ha solo un hangar fuori dall’aeroporto, con un cancello che non apre da anni; per l’Istituto Aeronautico e le due scuole di volo private basterebbe l’aeroclub degli anni 80'. Quindi, si vorrebbe creare un improbabile e costosissimo centro formativo con professionalità, mezzi ed aziende non presenti in Romagna, favorendo l’economia di altre realtà. Complimenti. Nuovi posti di lavoro pari a zero. Ricaduta economica sul territorio quasi zero. Complimenti. Come mai si partorisce una legge regionale per imporre una holding dove imbrigliare Forlì e Rimini, proprio nel bel mezzo di una trattativa di privatizzazione con una grande Azienda del settore dotata di una disponibilità economica importante? chi ci guadagna Complimenti. Una cosa è certa, qualcuno ha già deciso che non sarà Forlì ed il suo comprensorio a volare, anche se vogliono far credere il contrario. Forlì volerà? Certo, chi avrà i soldi per permettersi aerei privati, magari imprenditori di Cesena, vips di Ravenna e politici di Bologna”.
 

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