Alberi di San Lorenzo, ambientalisti contro il sindaco: "Sbaglia se farà ricorso"

Levata di scudi degli ambientalisti contro la scelta annunciata dal Comune di Predappio di voler fare ricorso contro il vincolo culturale posto dalla Regione

Levata di scudi degli ambientalisti contro la scelta annunciata dal Comune di Predappio di voler fare ricorso contro il vincolo culturale posto dalla Regione sulla strada provinciale 3 del Rabbi, in quanto di interesse storico per via della vicinanza a Predappio, città di fondazione fascista. Con il vincolo non sarà possibile, per i lavori di ammodernamento della strada, abbattere gli alberi che si trovano a San Lorenzo in Noceto. Una decisione presa dalla Regione nonostante il parere contrario degli enti locali e che ha fatto tuonare il sindaco di Predappio Giorgio Frassineti. Per Frassineti il vincolo è demenziale in quanto “tutelare una strada perché ci è passato Mussolini è come tutelare la via Emilia perché c’è passato Giulio Cesare”. Frassineti ha duramente criticato gli enti che hanno stabilito il vincolo in quanto l’hanno fatto sapere prima alle associazioni ambientaliste che ai municipi e agi enti interessati.

WWF - Risponde a Frassineti Alberto Conti, Presidente del WWF: “Il TAAF ed il WWF non hanno ancora il testo della dichiarazione di interesse culturale relativa alla SP3 del Rabbi che ci verrà consegnata ad avvenute notifiche agli Enti Istituzionali. Abbiamo dato, nei giorni scorsi, solo la notizia certa dell'esistenza di tale dichiarazione. Non abbiamo perciò scavalcato nessuna Istituzione”. Inoltre, spiega Conti “la sicurezza stradale sta a cuore a noi ambientalisti quanto a tutti. Essa però rimane un obiettivo irraggiungibile se non si modera la velocità degli autoveicoli, anzi la si aumenta. Il progetto di San Lorenzo va proprio in questa direzione, anziché prevedere strumenti idonei (autovelox, dissuasori di velocità,s inuosità di tracciato) tali da far rispettare il limite dei 50 km/h. Se così fosse, il problema sarebbe risolto con spesa nulla ed impatto zero, anziché allargare strade ed abbattere alberi per agevolare "con maggiore sicurezza" la violazione del codice della strada”. Infine “La SP3 del Rabbi non è proprietà dei residenti in San Lorenzo ma bene comune di tutti i cittadini italiani e in particolare del comprensorio forlivese. Non basta il  consenso dei residenti ad un progetto basato sul mal senso comune, succube della velocità e della centralità degli autoveicoli , per accreditare ad esso autorevolezza e fondamento”.


VERDI – In una nota i Verdi ricordano “di aver chiesto alla Soprintendenza  di rivedere in autotutela il parere positivo dato all'abbattimento anche perché era ben noto a tutti, a cominciare dal Sindaco di Predappio, che un decina di anni prima la medesima Soprintendenza aveva espresso un parere negativo all'abbattimento connesso a un progetto ANAS per un tratto di sistemazione della strada. Si richiamava quindi l'attenzione su un intero territorio di cui gli alberi così come gli altri beni formano un unicum paesaggistico nel quale sono compresi altri beni storico-testimoniali quali quelli oggetto delle attenzioni del Sindaco. La Soprintendenza ha dunque accolto la nostra proposta e ha fatto ciò che il codice prevede, aprendo una istruttoria per valutare quanto da noi affermato  nella diffida e la conclusione non poteva che essere quello che per tutti era ben chiaro”.
Al sindaco mandano a dire: “Eviti di farsi deridere col suo ricorso e soprattutto eviti di buttare soldi pubblici in una azione di cui poi, alla fine , potrebbe essere chiamato a rispondere. Noi Verdi comunque, se lo vorrà fare, ci costituiremo contro al Tar contro di lui”.

COMITATO ALBERI -  Dicono dal comitato: "Nel comunicato spedito il 6 settembre ai mass media dai Comitati e dal Taaf era scritto a chiare lettere che si era "in attesa di conoscere in via ufficiale il dispositivo del decreto. Segno che la notizia era stata appresa in via ufficiosa! Così come consentito a chi aveva partecipato alla procedura della "verifica d'ufficio" del valore storico-culturale della strada inviando alla Soprintendenza una documentazione con tre allegati tecnici per rimarcare l’interesse culturale, storico, artistico o testimoniale della provinciale 3 del Rabbi”.
 

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