Allarme diossine, animali e uova contaminati sul territorio

E' stata valutata la presenza di diossine, furani e PCB, tutti elementi cancerogeni, in alimenti provenienti da allevamenti rurali nel territorio forlivese

Le notizie che arrivano dopo avere analizzato, latte, uova, polli, bovini, ovini e pesce, non sono confortanti.  Al Tavolo Tecnico Interistituzionale, costituito nel giugno 2011, che si è posto come obiettivo lo “studio e la sistematizzazione dei controlli per diossine e PCB nelle matrici ambientali ed alimentari”, hanno partecipato il Comune di Forlì, Azienda U.S.L., Provincia Forlì-Cesena, ARPA Sezione Forlì-Cesena e Ordine dei Medici. E' arrivata una prima relazione.

Hanno presentato il documento, il sindaco di Forlì, Roberto Balzani, gli assessori comunale e provinciale all'ambiente, Alberto Bellini e Luciana Garbuglia, il direttore generale di Arpa Emilia-Romagna, Stefano Tibaldi, e il presidente dell'Ordine dei Medici, Giancarlo Aulizio.

E' stata valutata la presenza di diossine, furani e PCB, tutti elementi cancerogeni, in alimenti provenienti da allevamenti rurali nel territorio forlivese, in particolare attraverso l'analisi dei risultati ottenuti dai campionamenti su matrici biologiche eseguiti dall'Area di Sanità Pubblica Veterinaria nell'ambito di piani di sicurezza alimentare. Le diossine (PCDD), i furani (PCDF) (normalmente raggruppate nella sigla PCDD/F e identificate genericamente con il termine “diossine”) e i policlorobifenili (PCB) sono tre grandi gruppi di molecole che rientrano fra i dodici inquinanti organici persistenti (Persistent Organic Pollutant - POP) riconosciuti a livello internazionale. Diossine e PCB sono composti estremamente tossici e pericolosi per la salute umana in grado di esplicare effetti nocivi anche a dosi estremamente basse. Si calcola che nell’uomo il 95% circa dell’assunzione delle diossine avvenga attraverso la catena alimentare (latte, latticini, pesce, carne). La presenza negli alimenti di diossine e PCB è regolata a livello europeo da apposite, stringenti normative attualmente rappresentate da Raccomandazioni e Regolamenti.

I controlli sulle matrici animali sono stati effettuati su allevamenti rurali, dalla zona dell'inceneritore a quella d'aeroporto, e pertanto riguardano una minima parte della dieta della popolazione forlivese. L'ampia indagine condotta in allevamenti rurali, destinati all’autoconsumo che ha previsto l'esecuzione di più di 50 campioni su matrici animali e 10 su matrici vegetali, fa emergere una diffusa e non trascurabile contaminazione da parte di diossine/furani e PCB-DL, tale da interessare circa il 50% degli alimenti indagati. Applicando un’ottica ulteriormente cautelativa che va oltre i limiti imposti dalla normativa vigente e considerando i risultati senza sottrarre l’incertezza analitica, il numero di campioni non conformi è del 57%. In particolare polli e uova risultano gli alimenti più contaminati: infatti su 12 polli/galline uno solo è conforme, mentre su 24 campioni di uova 11 sono conformi. La contaminazione preponderante nei campionamenti eseguiti sulle matrici animali è causata dai PCB.

L’inventario delle emissioni viene realizzato da ISPRA con cadenza annuale e con riferimento al territorio nazionale. Le stime delle emissioni vengono inoltre disaggregate sul territorio, con cadenza pluriennale, al fine di avere informazioni sulle pressioni a livello locale. Per diossine e furani risulta un decremento (-51%) dal 1990 al 2009. La principale riduzione si osserva negli impianti di combustione non industriale e nel trattamento rifiuti (-61% e -69%, rispettivamente). Per i PCB in Italia i settori che contribuiscono maggiormente al trend generale (in leggera diminuzione) sono i processi produttivi e la combustione per la produzione di energia e industria di trasformazione.

Analizzando la situazione locale forlivese dal punto di vista delle emissioni emerge come si disponga di dati di PCB da confrontare con quelli rilevati nelle matrici alimentari solo per gli inceneritori (per gli altri settori i dati di PCB non sono molti in quanto la normativa non individua un limite specifico e quindi non ne impone il controllo).

Le conclusioni vanno in una precisa direzione e pur non avendo la pretesa di dare un orientamento definitivo agli amministratori, si auspica una maggior attenzione mirata alla prevenzione degli impatti sul nostro territorio. Dal momento che  tutti i processi di combustione appaiono come potenziali fonti di questi,  come di altri pericolosi inquinanti ,  andrebbero da un lato ripensate le politiche energetiche (incentrate per lo più sulle combustioni e non abbastanza sul risparmio e sulle vere fonti rinnovabili) e dall’altro fornite alla popolazioni maggiori informazioni circa la pericolosità di roghi e combustioni di materiali eterogenei. Per quanto attiene la situazione locale appare indispensabile procedere con ulteriori indagini atte ad identificare e se possibile rimuovere le fonti di contaminazione che hanno portato alla situazione descritta .
 

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