La disastrosa alluvione di Villafranca: centinaia di persone intrappolate, enormi danni

Villafranca ha vissuto la sua giornata più nera. Dopo il 6 febbraio del 2015 è ricapitato come prima, peggio di prima. L'acqua è salita a raggiungere il livello della coscia di un adulto

Villafranca ha vissuto la sua giornata più nera. Dopo il 6 febbraio del 2015 è ricapitato come prima, peggio di prima. L'acqua è salita a raggiungere il livello della coscia di un adulto, quasi un metro, inondando di fango l'intera frazione. Dopo oltre 24 ore dalla rottura dell'argine l'acqua del fiume Montone continua a scorrere tra le case, allagando case, campi e aziende per diversi chilometri. Immerse nell'acqua, martedì, c'erano via Zampighi, via Ortali, via Monforte, via Curtatone, via XIII Novembre 1944, via Montanara. Non case sparse in mezzo alla campagna ma circa duecento edifici, tra questi anche diversi condomini e anche numerose aziende, la quasi totalità della frazione. Almeno 1.000-1.200 persone hanno lottato invano con l'acqua che saliva (la frazione conta circa 1.900 abitanti) fino ad invadere i locali al piano terra, per non parlare degli scantinati, completamente immersi. 

La giornata più drammatica: tutto il paese sotto un metro d'acqua

Argine distrutto per decine di metri

Gli occhi dei Tg nazionali si sono concentrati nella giornata di lunedì su Cesena e il suo argine del Savio quasi colmo, pronto ad invadere il centro storico, ma alla fine è a Forlì e in particolare a Villafranca che si è verificato il disastro. Intorno alle 15 di lunedì si è rotto l'argine del fiume Montone sotto il ponte dell'autostrada A14. In quel punto erano in corso lavori della società autostradale per la manutenzione delle arcate in cemento del ponte. Cosa sia successo esattamente è al vaglio delle autorità tecniche. Ma è lì che è formata la prima rottura, prima tamponata con massi ciclopici a cura della stessa società Autostrade,  ma che poi si è aperta di nuovo fino a divorare l'argine per circa 40 metri. Una falla impossibile da fermare per tutta la notte. Il fiume ha iniziato a riversarsi nei campi e, trovata via Lughese, la strada provinciale che attraversa San Martino in Villafranca e Villafranca, ha iniziato a percorrerla come se fosse un suo secondo alveo, per circa un chilometro e mezzo, portando l'acqua a riempire prima i campi sul lato mare della Lughese e poi invadere l'intero paese, con un fronte di circa due chilometri di acqua che ha metto ko la frazione.

Il paese finisce sott'acqua: le immagini dall'alto col drone

Consistenti danni

Sul posto operano in forze i vigili del fuoco (circa una trentina quelli presenti da Forlì, Bologna, Ferrara e Parma), la protezione civile, le forze dell'ordine. Impossibile raggiungere Villafranca con un mezzo che non sia anfibio o un fuoristrada molto alto. Il centro di coordinamento è stato allestito davanti alla chiesa del borgo, il punto estremoche si può raggiungere con la Lughese, ma venendo da Lugo. Via XIII Novembre 1944 e le sue traverse sono invece off-limits. Ai residenti non è rimasto altro da fare che alzare muretti con i sacchi di sabbia, distribuiti alla popolazione. Qualcuno ha cercato di arginare l'acqua che saliva con delle assi di legno, ma non sono servite ad evitare il disastro. Solo una casa è stata evacuata, ma centinaia di persone si sono dovute arrangiare, con disservizi per acqual, luce e gas, nei piani alti degli edifici.

Il precedente

E la rabbia di Villafranca è tanta e tangibile: in tanti hanno ricordato quel 6 febbraio 2015 quando lo stesso paese visse un'altra alluvione. Da allora solo burocrazia lenta e polemiche su una cassa di espansione a difesa della frazione. Un'area di 25 ettari che però non avrebbe salvato Villafranca dalla rottura dell'argine, specificano i tecnici del Consorzio di Bonifica. In quell'occasione, infatti, non ci fu la rottura di un argine, ma lo straripamento dei canali di bonifica che non riuscivano più ad assorbire le intense piogge. Appena un mese fa la Regione aveva annunciato un'intesa con lo Stato per lavori di sistemazione idraulica per 5 milioni di euro, ma i fondi erano ancora da reperire. E come sempre, la conta dei danni darà come risultato una cifra molto superiore a quella della prevenzione.

Il dramma degli abitanti

Non solo danni, ma anche drammi: quelli personali di centinaia di famiglie costrette a barricarsi ai piani alti, portare su quanto era possibile salvare. In giro per le strade con l'acqua al ginocchio, tanti anziani sorretti dai vigili del fuoco colti ad andare lentamente e con fatica contro una corrente paragonabile a quella di un fiume, in un misto di acqua, fango e carburante che dava all'intera frazione una puzza insopportabile. In molti rassegnati sui muretti in attesa di un calo del livello che non c'è stato: la rottura dell'argine del Montone è stata profonda e quindi ci vorrà tempo, molto tempo, prima che il livello si abbassi sotto il punto di rottura.

E le proteste già non mancano: i cittadini lamentano di essere stati informati troppo tardi, che la distribuzione dei sacchi di sabbia da parte della protezione civile è partita quando ormai era già troppo inevitabile l'allagamento. Ma soprattutto i cittadini chiedono di andare a fondo per quell'argine che ha ceduto proprio sotto il ponte dell'autostrada A14 e che nel giro di poche ore ha invaso rovinosamente la frazione. Solo a Villafranca le scuole resteranno chiuse anche mercoledì, mentre riapriranno quelle di San Martino in Villafranca.

La riparazione dell'argine

Sul posto si è portata l'assessore regionale alla Protezione Civile Paola Gazzolo e il presidente della Regione Stefano Bonaccini. Intorno alle 13,30 sono partite le operazioni di ripristino dell'argine e alle 18 è stata dichiarata chiusa la prima "falla". Una seconda, più estesa, vede un grande impegno dei tecnici del Servizio tecnico dei bacini. Per questa si prevede la conclusione dei lavori almeno per mercoledì mattina. I lavori vengono fatti da sopra l'autostrada, restringendo la carreggiata ad una corsia. Un altro cedimento, lato Faenza, è stato riparato lunedì sera.

Video dell'alluvione

L'alluvione vista dall'elicottero dei Vigili del Fuoco: un disastro
Il giorno dopo: la Lughese è un fiume in piena
Si rompe l'argine sotto il ponte dell'A14
La rabbia: "Non è cambiato nulla da 4 anni fa"

L'alluvione
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