Alluvione, polemiche sui pochi sacchi di sabbia: "Ne abbiamo fatti quanto potuto"

Migliaia di sacchetti di sabbia distribuiti alla popolazione, ma che non sono stati sufficienti. La protesta serpeggiava già martedì

Migliaia di sacchetti di sabbia distribuiti alla popolazione, ma che non sono stati sufficienti. La protesta serpeggiava già martedì, nel picco dell'emergenza a Villafranca, coi cittadini a contendersi l'unico possibile argine contro l'acqua che avanzava, i sacchetti appunto. Che cosa è accaduto? Perché molti cittadini sono rimasti privi di questo presidio essenziale in caso di alluvione?

A spiegarlo è Gabriele Russo, presidente del coordinamento del volontariato di protezione civile. “Abbiamo iniziato a preparare i sacchetti di sabbia nel primo pomeriggio di lunedì, non so quanti ma sicuramente qualche migliaio. Molta gente fin dal lunedì pomeriggio è venuta a prenderli in modo autonomo e forse non c'è stata una distribuzione razionale, d'altra parte siamo andati avanti a fare sacchetti fino alle 4 di mattina, fino a quando ci è stato possibile con le nostre forze”.

Ma l'imprevisto vero è stata la grossa rottura dell'argine del Montone nella prima mattina del martedì. Due falle nell'argine, una sul lato Faenza e l'altra lato Forlì, erano state tamponate già lunedì sera e alle 4 di mattina il problema sembrava ormai contenuto. “La situazione nella nottata tra lunedì e martedì sembrava ormai risolta, ma l'ultima rottura dell'argine ha causato il grosso degli allagamenti. Per tutta la giornata di martedì abbiamo fatto migliaia di sacchetti con due macchine insacchettatrici e anche a mano col badile, distribuendone a tutta la popolazione”, sempre Russo.

“Una distribuzione più tempestiva avrebbe arginato qualcosa – spiega il presidente dei volontari della protezione civile -, ma è anche vero che nei punti in cui l'acqua ha raggiunto i 60-70 centimetri  i sacchetti di sabbia sarebbero stati comunque una soluzione poco idonea”. La protezione civile locale, va ricordato, è formata da volontari ben addestrati alle emergenze, tanto che nel giro di poche ore il sistema ha dislocato 80 volontari a copertura delle 24 ore, comprese quelle notturne. Quel che è mancato, invece, è un intervento più rapido dei rinforzi delle protezioni civili delle città vicine, sotto il coordinamento della Regione.

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