Gita fuori parco (urbano): via Decio Raggi si ferma per aiutare gli anatroccoli

E' più forte di me: quando vedo una buona azione la devo raccontare ovvero "Storia di Fabio il Parrucchiere e degli anatroccoli sperduti".

"In una società dove, mai come oggi, non solo per puro egoismo, ma anche per istinto di sopravvivenza, tutti corrono per interessi propri, è cosa rara trovare qualcuno che prontamente rinuncia a un po' di sé per il bene della comunità o per la salute di qualche animale indifeso. Ricordo che una volta si chiamavano "buone azioni". Ieri mattina ne sono stata testimone e dato che non ci saranno medaglie, sento il dovere di raccontarla". A scriverci è la scrittrice Lorena Sali, che ci racconta un bel gesto capitato in zona via Decio Raggi.

"Ore otto, vado in ufficio, solito tragitto, la mia auto conosce bene la strada. All'improvviso non credo ai miei occhi: sul marciapiedi di una trafficatissima Via Decio Raggi, un giovanotto e un paio di ragazzini con zainetto, fanno la guardia a una decina di tremolanti e implumi anatroccoli con mamma al seguito. E' accaduto infatti che il quarantenne forlivese Fabio Rossi, mentre si stava recando come ogni giorno all'apertura del suo negozio di Parrucchiere presso il Centro Commerciale del Conad Ravaldino, avendo notato la temeraria famigliola in rigorosa fila indiana, in gita fuori Parco (Urbano), senza pensarci due volte, abbia fermato la sua auto e la sua giornata lavorativa, per prestare soccorso agli animali ed evitare quanto mai prevedibili danni alla circolazione".

"In attesa delle autorità prontamente allertate - racconta Lorena - Fabio ha fatto del suo meglio: il primo in quelle svariate centinaia di metri che separano la zona dal Parco Urbano, a ravvisare la necessità di intervenire. Una decina di piccoli esserini che sembrano magicamente calamitati dalla madre tanto le stanno intorno a ogni suo passo. Questo almeno finché lei rimane a terra. Perché appena lei si alza in volo, loro si sparpagliano altrettanto magicamente ovunque…Subito dopo, due studenti si erano fermati ad aiutarlo a mantenere l'incontenibile gruppetto il più possibile lontano dalla strada".

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"Di lì a poco - continua il suo racconto Lorena Sali - il piccolo capannello era un via vai di gente, alcuni curiosi che, fatto qualche vano tentativo di aiutare, e la foto ricordo di rigore, presi dalla fretta mattutina, riprendevano la loro strada, col risultato inevitabile di aumentare l'agitazione degli animali. Qualcun altro invece si è aggregato fornendo valido aiuto a contenere i piccoli in attesa delle autorità competenti o a rallentare il traffico. Poi qualcuno ha portato sul posto delle scatole, e scelta quella più idonea a contenerli, in un andirivieni incontenibile di svolazzamenti ed entra ed esci dal contenitore, nell'ansia generale siamo riusciti a mettere miracolosamente in salvo il prezioso quanto delicato "bottino", che infine ha atteso indisturbato - precisamente nel negozio di Fabio- l'arrivo dell'incaricato in materia di recupero di animali selvatici in difficoltà. Tutto è bene quel che finisce bene, ma va detto: grazie a Fabio il Parrucchiere e a tutti gli altri che non hanno tirato dritto incuranti".

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