Anche Forlì a Bologna per non dimenticare la strage del 2 agosto: commemorato il forlivese Silver Sirotti

C'è stato anche un momento di ricordo del sacrificio del forlivese Silver Sirotti, deceduto nell’attentato al treno Italicus

Il Comune di Forlì, rappresentato dal Gonfalone civico accompagnato dal sindaco Gian Luca Zattini, ha partecipato venerdì mattina alla cerimonia in memoria delle vittime della strage di Bologna che si è svolta nel capoluogo felsineo. La delegazione forlivese ha preso parte alla cerimonia organizzata dal Comitato di Solidarietà alle Vittime delle Stragi che ha avuto inizio alle 9.15 con il ritrovo in Piazza Nettuno da cui è partito il corteo che percorrendo via Indipendenza ha raggiunto la stazione ferroviaria. Alle 10.10 in piazza Medaglie d’Oro ci sono stati gli interventi di Paolo Bolognesi, presidente dell’Associazione Familiari e Vittime della strage alla stazione di Bologna e delle autorità. E' seguito un momento di ricordo del sacrificio del forlivese Silver Sirotti, deceduto nell’attentato al treno Italicus, e ricordato al primo binario della stazione di Bologna, dove avverrà la deposizione di una corona commemorativa. "È stato un momento molto intenso grazie al quale continuiamo, tutti insieme, a mantenere viva la memoria", afferma Zattini.

"Ancora una volta ho partecipato alla manifestazione in ricordo delle 85 vittime (i feriti furono più di 200) dell'attentato alla Stazione di Bologna del 2 agosto 1980 - esordisce Gabriele Zelli, che ha partecipato alla commemorazione al fianco del sindaco Zattini -. Ho un ricordo indelebile del lavoro dei soccorritori durante le ore successive alla strage perché 39 anni fa, appena seppi dello scoppio che si era verificato nel capoluogo regionale, mi precipitai sul posto. Vidi scene che mai si cancelleranno dalla mia mente come l'agghiacciante allinearsi dei corpi sottratti dalle macerie all'interno di un autobus dell'azienda dei trasporti bolognese, da qualche anno restaurato e presente alla manifestazione odierna. Così come ricordo molto bene il giorno dei funerali, il 6 agosto, perché nonostante fossi presente con il gonfalone del Comune di Dovadola, allora ero dipendente delle civica amministrazione dovadolese, e insieme al sindaco Gino Magrini, fu difficile entrare in Piazza Maggiore strapiena di gente, tanto che "non fu possibile determinare quante persone fossero presenti", come scrisse Torquato Secci, primo presidente dell'Associazione Familiari delle Vittime. Non ci si riusciva a muovere nelle piazze circostanti Piazza Maggiore e nelle strade che le collegano.Via Rizzoli era stracolma fino alle due torri, via Indipendenza piena fino all'incrocio con via Irnerio. Non tutte le famiglie delle vittime accettarono, però, il funerale di Stato: solo sette le bare presenti nella chiesa di San Petronio in mezzo alle quali camminò il presidente della Repubblica Sandro Pertini, visibilmente addolorato per quanto avvenuto".

"Rimasi pure colpito nel 1983, in occasione dell'anniversario, sentire Torquato Secci pronunciare queste parole: "Abbiamo avuto notizia che la nostra perseverante azione intesa ad ottenere giustizia infastidisce qualcuno e si tenta di farci tacere magari accusandoci di occuparci di cose che non ci competono. Non ci siamo mai sostituiti a nessuno né vogliamo farlo ora, vogliamo solo che una legittima sanzione colpisca finalmente i mandanti e gli esecutori della strage e affermiamo che, dopo quattro anni di inutile attesa, abbiamo il diritto di chiedere conto, a chi di dovere, di ciò che si è fatto e di ciò che non si è fatto. Non accettiamo da nessuno il consiglio di stare buoni, seduti ad aspettare, l’attesa è stata già troppo lunga e la pazienza si è quasi esaurita. Un dubbio gravissimo sfiora la nostra mente, il dubbio che il silenzio alle nostre domande possa trovare origine e giustificazioni in complicità inconfessabili con i terroristi che hanno commesso la strage alla stazione".  Da questo intervento sono passati 36 anni e dalla strage 39 e ancora oggi giustizia completa non è stata compiuta. È infatti in corso una nuova indagine per individuare i mandanti della strage. Ed è per questo che continuerò ad andare a Bologna in simili circostanze, anche per chiedere giustizia per il forlivese Silver Sirotti, morto nel tentativo di portare aiuto ai passeggeri del Treno Italicus, in seguito all'attentato terroristico compiuto nella notte fra il 3 e il 4 agosto 1974 che causò la morte di 12 passeggeri e il ferimento di altri 48".

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