Anche il santuario di Montepaolo riapre alle celebrazioni con i fedeli

La superiora suor Mariangela esprime preoccupazione per il campanile, transennato per ragioni di sicurezza a causa della caduta di materiali dalla sommità: “Speriamo che l’intervento di consolidamento avvenga entro l’estate”.

Anche il santuario di Montepaolo riapre alle celebrazioni con i fedeli. La prima Messa “col popolo” all’eremo dovadolese che fra il 1221 e il 1222, per 15 mesi, fu dimora di Antonio da Padova, uno dei più grandi santi della cristianità, è in programma domenica, alle 11. La liturgia sarà officiata dai frati dell'Ordine Francescano dei Minori Conventuali con casa madre a Padova, gli stessi che dal 2018 garantiscono l’attività estiva del santuario. Artefice della clamorosa riapertura fu il Comitato Montepaolo per Sant’Antonio coordinato da Daniela Ronconi, quando erano già trascorsi tre anni dalla definitiva partenza da Forlì dei frati Minori. La partecipazione alla Messa domenicale all’eremo è aperta a tutti i fedeli che lo vorranno, ma nel rispetto delle norme di sicurezza sanitaria imposte dalla pandemia e pertanto fino alla copertura dei 22 posti distanziati ricavati all’interno del santuario.

Alla celebrazione eucaristica prenderanno parte anche le Clarisse Urbaniste trasferitesi definitivamente a Montepaolo il 4 agosto 2019. Provenienti dal convento di Santa Chiara d’Assisi di Faenza, le monache si sono stabilite nei locali lasciati liberi dai frati Minori, partiti definitivamente dalla Diocesi di Forlì-Bertinoro il 4 ottobre 2016 dopo circa otto secoli di presenza ininterrotta. “I Conventuali di Padova – dichiara la superiora suor Mariangela Bagnolini – garantiranno la Messa domenicale delle 11 per tutta l’estate e fino alla conclusione dell’emergenza coronavirus. Le celebrazioni diverranno eccezionalmente due il 13 giugno prossimo, in occasione della festa di Sant’Antonio da Padova. Contiamo, sempre con l’aiuto dei Conventuali con cui siamo in comunione spirituale, di ritornare appena possibile alle tre messe degli anni passati, una al sabato e due la domenica”.

La religiosa esprime preoccupazione per le condizioni del campanile del santuario, da cui si stanno staccando frammenti e altri materiali lapidei: questo ha portato le Clarisse, che dispongono dei locali del convento a titolo di comodato, a richiedere ai frati Minori, rimasti proprietari del complesso, di transennare la base del campanile per ragioni di sicurezza. Il manufatto è già stato oggetto di un sopralluogo con piattaforma aerea da parte di un tecnico e la lesione al primo cornicione superiore della torre è parsa seria. Le suore hanno già il placet della soprintendenza per la realizzazione di una staccionata esterna, atta a dividere la loro area da quella di pellegrini e visitatori, oltre all’installazione di alcuni bagni chimici all’altezza della fontana posta all’imbocco del Viale dei Mosaici .

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“Speriamo – conclude suor Mariangela - che i lavori di consolidamento della torre campanaria avvengano entro l’estate”. La prima pietra della nuova Grotta del santo, eretta in luogo della precedente risalente al XVIII secolo, fu posta nel 1905. Nel 1900 era franato l’oratorio che dal 1790 si trovava alle pendici del monte Samoggia ed era a rischio anche l’eremo: da qui la decisione di riedificare tutto nel sito odierno. L’anno seguente fu rifatta la grotta e il 28 giugno 1908 monsignor Raimondo Jaffei, vescovo di Forlì, benedisse la prima pietra della chiesa che venne consacrata il 7 settembre 1913 da monsignor Luigi Capotosti, vescovo di Modigliana. Nel 1932 il santuario fu completato con la realizzazione del campanile. 

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