Annullato il Carnevale, Mosconi: "Non è stata la nostra volontà, erano tutti d'accordo"

"La volontà dell’Amministrazione non c’entra.  Per chiarezza, è giusto che i forlivesi sappiano", commenta l'assessore alla Partecipazione Raoul Mosconi

“Non c'erano le condizioni per fare il Carnevale in piazza Saffi quest'anno”: è quanto ribadisce l'assessore alla Partecipazione Raoul Mosconi, che ha portato in giunta giovedì scorso la soppressione dell'edizione 2018 di “Festa in piazza”, uno dei principali eventi che riempie piazza Saffi in questo periodo, partecipato da migliaia di forlivesi e atteso da tantissimi bambini. Non solo una festa che ha alle spalle 21 edizioni, ma anche un'attrattiva per il centro storico, che popola piazza Saffi per una domenica, uno dei tanto sospirati “eventi” che a volte si vanno a cercare a pagamento da organizzatori esterni.

"Come è noto, “Piazza in festa” raccoglie in un evento finale tutte le iniziative che si svolgono nei Quartieri e che vengono organizzate grazie al volontariato di Quartieri, Parrocchie e gruppi locali.  Prima di assumere ogni decisione, l’Amministrazione comunale si è confrontata con i Coordinatori di Zona e è emersa l’impossibilità di trovare una data per quest’anno", spiega Mosconi, che aggiunge che alla riunione erano tutti d'accordo. Il Carnevale in piazza è infatti la sommatoria dei carnevali di quartiere. E a loro rimanda il Comune: "La volontà dell’Amministrazione non c’entra.  Per chiarezza, è giusto che i forlivesi sappiano". Tanto che i fondi previsti per l'evento, 12mila euro, saranno comunque dati agli organizzatori. 

Che cosa ha impedito la definizione di una data per “Piazza in festa”?  Prima di tutto le elezioni: fino al 4 marzo, infatti, si è ritenuto che piazza Saffi dovesse essere sgombra per iniziative elettorali. Poi, fino a Pasqua però, c'erano altre tre domeniche. “Una è la Domenica delle Palme (25 marzo) e non ne se parla”, spiega Mosconi. Ne restano altre due. E qui Mosconi parla di date di rimbalzo dei Carnevali di quartiere, vale a dire di date alternative tenute libere in caso di maltempo nelle date principali. Ma non ultimo c'è la Segavecchia di Forlimpopoli, fissata per l'11 e 18 marzo: “Non abbiamo mai messo eventi soprapposti alla Segavecchia”, chiosa l'assessore.

Questo nel dettaglio il calendario comunicato da Mosconi: "Gli organizzatori dei carnevali di Quartiere chiedono la possibilità di svolgere, in caso di maltempo, la sfilata in una domenica successiva. Quest’anno c’è la scadenza delle elezioni politiche il 4 marzo e l’uso della piazza con il relativo palco per i comizi deve essere garantita. E' stata rispettata la consuetudine di non sovrapposizione con la Segavecchia di Forlimpopoli. Infine sono stati sostenuti i carnevali di Quartiere che rendono vivo il territorio e animano la tradizione del carnevale".

Ecco il calendario delle feste e degli impegni, come viene comunicato dal Comune: 28 gennaio carnevale al Ronco, 4 febbraio festa della Madonna del Fuoco, 10 febbraio carnevale Cava, Romiti e Zona Ovest, 13 febbraio: carnevale di San Martino in Strada, 18 febbraio carnevale a Vecchiazzano e Borgo Sisa-Durazzano, 24 e 25 febbraio fine settimana prima delle elezioni e piazza con palco a disposizione per i comizi, 4 marzo: elezioni politiche, 11 e 18 marzo Segavecchia a Forlimpopoli, 25 marzo: carnevali a Barisano e Durazzanino, 1 aprile: santa Pasqua. 

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Il commento

Speriamo che il Comune ci ripensi. Il tempo per farlo c'è. I soldi pure ci sono: 12mila euro già stanziati e riconfermati anche nell'ultima delibera alle associazioni e comitati di quartiere che allestiscono i carri, col paradosso che non sfileranno. Ci vuole dunque solo la volontà politica e cancellare con un tratto di penna una paginetta di delibera nata male e non ponderata nei suoi effetti.

In questa vicenda ognuno ha fatto in modo egregio il proprio interesse: i quartieri che giustamente tengono gelosamente al loro tradizionale appuntamento, e che per realizzarlo impiegano tantissime energie, sacrifici e denaro raccolto da sponsor faticosamente coinvolti. Fa i suoi interessi la Segavecchia di Forlimpopoli, che tutela entrambe le sue date, già fissate da tempo. Giusto anche lasciare la piazza pubblica per eccellenza di Forlì alla campagna elettorale. Eppure qualcosa non torna.

Quello che invece non ha fatto i suoi interessi è stato il Comune, l'interesse del Comune era riempire per una domenica piazza Saffi, sostenere un evento identitario realmente frequentato da tutta la città, creare un'opportunità economica per gli esercizi del centro storico. Alla recente inaugurazione della grande mostra del San Domenico sul Cinquecento il refrain è stato sempre lo stesso: i visitatori che affluiscono a Forlì, usciti dalla mostra, spesso trovano il deserto. Ed è vero, è sotto gli occhi di tutti. Almeno per una domenica potevano trovare un Carnevale. Il colpo non è stato assestato ad una festa per bambini (quella più partecipata!), ma al centro. E non era neanche un tabù sottrarre piazza Saffi, per una domenica pomeriggio, ad una campagna elettorale già di per sè pervasiva. Anzi, con migliaia di persone in piazza sarebbero fioccati i banchetti di propaganda su tutti i lati del quadrilatero più esteso del centro.

C'è ancora tempo per ripensarci. E pazienza se un quartiere sbuffando si sfilerà, o se da Forlimpopoli arriverà qualche brontolio. Non sempre si può sacrificare l'interesse dei molti per l'unanimità dei pochi, così come pare sia successo. Non fare è sempre la via più facile per poter dire di aver fatto bene.

Fabio Campanella

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