L'Ex Gil riapre al pubblico e riparte del suo progettista: Cesare Valle

"L'Ex Gil non era solo una casa dello sport, ma anche della cultura: ci sono palestre, una piscina, un cine-teatro e c'era anche una biblioteca nella parte absidale" descrive Ulisse Tramonti

(Foto Archivio Cesare Valle)

L'Ex Gil, l'edificio di viale della Libertà oggetto di un grande cantiere di restauro, riparte dal suo inizio, vale a dire dal suo progettista. “Cesare Valle. Un'altra modernità: architettura in Romagna” è il titolo dell’importante mostra che sarà allestita da venerdì al 25 ottobre nei locali absidali del monumentale edificio.

Cesare Valle fu il progettista dell’edificio e, proprio in occasione della conclusione dei lavori di ristrutturazione e di restauro di gran parte del complesso sportivo, la ricerca sul tema architettonico della struttura costituisce un fondamentale punto di riflessione. “L'Ex Gil non era solo una casa dello sport, ma anche della cultura: ci sono palestre, una piscina, un cine-teatro e c'era anche una biblioteca nella parte absidale” descrive Ulisse Tramonti, curatore della mostra, assieme a Marino Mambelli e Claudia Castellucci.. All'epoca la scelta del razionalismo europeo come stile “di regime” voleva testimoniare una rivoluzione nell'architettura che si accompagnava alla “rivoluzione” del fascismo e l'ex Gil restaurata è uno dei più importanti monumenti in Italia di questo genere.

La cerimonia di apertura della mostra è in programma venerdì alle 17. Quindi l’esposizione sarà aperta da martedì a venerdì, dalle ore 16.00 alle19.00, e nelle giornate di sabato e domenica dalle ore 10.00 alle 13.00 e dalle ore 15.30 alle 19.00. Lunedì giorno di chiusura. La mostra è pensata per rendersi fruibile anche per i meno esperti. E' bene precisare che non sarà tutto visitabile l'edificio, parte del quale è ancora oggetto di restauro e di arredo, ma si potrà accedere, per visitare la mostra, all'area della cosidetta “abside”, vale a dire quella sul lato di piazzale della Vittoria. Edificio e mostra si fondono a vicenda, dal momento che in esposizione ci sono le tavole del suo progettista, uno dei più importanti dell'epoca: Cesare Valle. E' previsto anche un cartellone di eventi collaterali diffusi sul territorio.



“E' una delle mostra più importanti sul patrimonio della città. Si tratta della chiusura di un primo ciclo”, commenta l'assessore comunale alla cultura Elisa Giovannetti, che già annuncia quello che dovrà essere il termine del percorso: un “museo urbano diffuso della città”. La valorizzazione dell'ex-Gil così come degli altri edifici del periodo razionalista è possibile grazie ad un progetto europeo Atrium che prevede una rotta turistico-culturale che colleghi, in modo critico, le espressioni artistiche e architettoniche dei regimi totalitari. “Divulgare la conoscenza sui conflitti del passato, essere guardiani della memoria e motore di sviluppo di un turismo culturale e sostenibile”, sintetizza gli scopi del progetto europeo Patrick Leech, presidente di Atrium.

Quello operato sull'ex Gil è stato un “restauro responsabile”, ricorda Leech. Per esempio sulla questione del giuramento del Balilla che si trovava in cima alla torre. Il giuramento rimane così com' è: leggibile nel calco lasciato dalle lettere marmoree (quindi testimoniando il suo periodo e la funzione di propaganda dell'edificio), ma anche senza le lettere stesse, in quanto anche la loro rimozione fa parte della nostra storia cittadina: furono infatti demolite a furor di popolo nel 1945 in quanto considerate uno dei simboli più forti del fascismo in città.

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