Spacciava al buio per arrotondare il suo stipendio da operaio: arrestato un 29enne

Erano circa le 4 e la pattuglia era impegnata in un servizio di controllo del territorio nella zona di Forlimpopoli

Spacciava per arrotondare il suo stipendio da operaio edile. Ha patteggiato davanti al giudice Elisabetta Giorgi otto mesi e 2mila euro di multa (pena sospesa) l'incensurato 29enne di Castrocaro, arrestato in flagranza nel cuore della nottata tra sabato e domenica dai Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Meldola, al comando del sottotenente Gino Lifrieri, con le accuse di detenzione ai fini di spaccio e spaccio continuato di sostanze stupefacenti.

Erano circa le 4 e la pattuglia era impegnata in un servizio di controllo del territorio nella zona di Forlimpopoli, quando, in un'area buia di via Prati, ha intercettato un'auto ferma con motore acceso ed una persona sveglia all'interno. Gli uomini dell'Arma hanno monitorato il soggetto sospetto, che non si mosso da lì per i successivi dieci minuti. A quel punto i militari l'hanno avvicinato per identificarlo. Non era in stato d'alterazione, ma alla vista del personale in divisa ha manifestato un certo nervosismo.

Ha subito riferito di non aver con se droghe, ma non ha spiegato perchè si trovasse in quella strada non illuminata. Nella vettura c'era uno zaino. All'interno sono stati trovati 4 grammi di cocaina suddivisi in plichi, 7 grammi di hashish in singole dosi ed un paio di grammi di marijuana. Nel portafogli aveva con se 300 euro divisi in vari tagli. E' seguita la perquisizione domiciliare, dove sono spuntati fuori poco più di due grammi di marijuana ed involucri in cellophane trasparenti, alcuni dei quali intrisi di "maria" o hashish.

Portato in caserma, ha confessato di trovarsi in via Prati perchè in attesa di cedere ad un "cliente" un grammo di cocaina. Dall'analisi del cellulare sono emersi alcuni scambi di messaggi, dai quali è emerso un altro incontro alcune ore prima, intorno all'una, sempre con lo stesso cliente. Di concerto col pubblico ministero Federica Messina, il 29enne è stato arrestato in flagranza.

Lunedì si è tenuto il processo per direttissima, col giudice che ha convalidato l'arresto disponendo l'obbligo di firma. L'avvocato di fiducia Fabio Malpezzi, visto il grado d'incensuratezza dell'indagato e la collaborazione con gli investigatori, ha chiesto il giudizio immediato, patteggiando otto mesi e duemila euro di multa (pena sospesa). Il giudice ha disposto inoltre la confisca di 100 euro, somma pattuita per la cessione della coca, e la distruzione della droga sequestrata.

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