"Asili e materne, non solo didattica a distanza: sperimentiamo il metodo dell'outdoor education"

"Le finalità dei servizi educativi e delle scuole vanno oltre l'apprendimento: c’è il delicato aspetto della socializzazione, il confronto tra pari, il gioco e da non dimenticare il supporto alla famiglia"

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di ForlìToday

Siamo due educatrici di nido d'infanzia del territorio di Forlì-Cesena che da anni, all'interno del proprio servizio e dopo decine di ore di formazione, applicano il metodo educativo dell' "outdoor education". Siamo pienamente consapevoli dell'emergenza che ha colpito e sta colpendo il nostro Paese e siamo in accordo con  con quanto detto da alcune insegnanti che “pubblicizzano” la modalità di mantenere attiva la linea educativa o semplicemente fare compagnia e sostenere le famiglie attraverso video di  canzoni,attività etc. Ma non vorremmo che tutto sia scambiato come una valida alternativa a quelli che sono gli obiettivi di servizi come nido, materna e scuole dell obbligo. Le finalità dei servizi educativi e delle scuole vanno oltre l'apprendimento: c’è il delicato aspetto della socializzazione, il confronto tra pari, il gioco e da non dimenticare il supporto alla famiglia inteso non come "dove lasciare i figli durante le ore di lavoro" ma inteso soprattutto come supporto alla genitorialità, un aiuto emotivo, aiuto psicologico, tutti aspetti da non sottovalutare all'interno di una società.

Ben venga la didattica a distanza, in modo tale che il programma scolastico prosegua, ma ci siamo mai chiesti come stanno vivendo i bambini questi momenti di chiusura forzata? Abbiamo mai dato voce ai più piccoli che non si esprimono verbalmente ma solo tramite comportamenti? Proviamo ad immaginare come un  bambino di 3-4 anni in casa senza giardino o balcone  possa vivere questo difficile momento, specialmente se entrambi i genitori sono impegnati a livello lavorativo e lui è costretto ad adeguarsi, lontano da nonni, parenti e figure di riferimento che caratterizzavano le sue giornate,,le sue routine,,dandogli costante certezze e sicurezze che oggi non ha più.

Leggendo l'intervento del sindaco di Ravenna Michele De Pascale, speriamo che ne prendano spunto anche gli altri. Ci chiediamo come mai valorizziamo sempre le potenzialità del nostro territorio come parchi, musei, mare e non pensiamo ad una valida alternativa scolastica guidata dall' "outdoor education", utilizzando i giardini e i parchi di cui asili e scuole dispongono. Apprendimento, educazione e socializzazione vogliono dire anche vivere all'aria aperta e godere di tutto il benessere che l'ambiente esterno offre per un naturale apprendimento. Per concludere, speriamo di aver dato una semplice idea a tutte le autorità affinché, continuando comunque a tutelare la salute di tutti ma si possa offrire anche ai minori una ripresa alla vita “normale” senza sottovalutare un aspetto importante della loro crescita educativa:la scuola in ogni sua forma.


Marika De Nicola
Elena Magri

 

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