Spese pazze dopo l'assalto alla sala slot: presi a Forlì dopo il colpo da 30mila euro

Quella sera i quattro, appiedati, avevano dato appuntamento ad una loro amica alla stazione di Mirandola

Presi a Forlì poche ore dopo l'assalto ad una sala slot con altri tre complici. Si trovano detenuti nel carcere minorile di Bologna tre dei quattro responsabili di violenta rapina avvenuta a Mirandola, nel modenese, la notte del 2 ottobre scorso alla giochi "New Lottery". Dietro le sbarre è finito anche un giovane appena maggiorenne: per tutti l'accusa è di rapina aggravata in concorso. Due di loro sono originari della provincia di Modena, mentre gli altri due sono nati rispettivamente a Bologna e Forlì. 

La rapina e gli arresti: la notizia da ModenaToday

Il fermo a Forlì

Ad individuare tre dei quattro componenti della banda, poche ore dopo il colpo, sono stati gli agenti della Volante dell'Ufficio Prevenzione Generale, coordinati dal dirigente Stefano Santandrea. Il terzetto si trovava nei pressi dei giardini "Tonelli", in zona "Campus Tower". Alla vista del personale in divisa, hanno cercato di dileguarsi, ma sono stati subito fermati. Perquisiti, sono stati trovati con Iphone di ultima generazione dal costo di oltre mille euro, capi d'abbigliamento firmati, la consistente somma in denaro di 5500 euro e anche tre grammi di cocaina. Dagli accertamenti è emerso che uno si era allontanato da una comunità dove era stato collocato dal Tribunale dei Minori in ragione di una misura cautelare, mentre gli altri due erano fuggiti da una comunità dove erano stati collocati in ragione di un provvedimento del giudice civile. Fin da subito il personale della Questura di Corso Garibaldi ha avuto il sospetto che i soldi trovati fossero frutto di una rapina. E' quindi partita l'informativa ai Carabinieri della Compagnia di Carpi, che seguivano l'attività investigativa, che ha permesso quindi di chiudere il cerchio. 

La ricostruzione del colpo

Quella sera i quattro, appiedati, avevano dato appuntamento ad una loro amica alla stazione di Mirandola. La ragazza, una 19enne di Concordia, era arrivata a bordo della propria auto e li aveva caricati, iniziando un tour per le strade della Bassa. Durante questo vagabondaggio il gruppo - che vanta un'amicizia maturata proprio nelle strutture per minori in cui erano stati accolti - ha elaborato un piano che è poi stato messo in pratica alle 1.30. Arrivati davanti alla sala giochi, due di loro sono entrati e hanno iniziato a giocare ai videopoker, mentre gli altri hanno atteso in disparte.

Simulando un guasto ad una macchinetta hanno convinto il gestore ad uscire dal proprio ufficio per verificare: a quel punto un terzo ragazzo lo ha aggredito alle spalle, minacciandolo con un cacciavite puntato alla gola. Insieme lo hanno poi picchiato, rendendolo inoffensivo per rubargli la chiave della cassaforte. Dopo essersi impossessati della grossa cifra in contanti, i tre hanno raggiunto il quarto e la ragazza e tutti insieme sono ripartiti in auto. Qualche minuto dopo la 19enne ha però ceduto sotto il peso del rimorso ed ha accusato un malore, fermando l'auto. I quattro, per tutta risposta, l'hanno abbandonata e sono fuggiti in direzione della stazione di Mirandola, da cui hanno preso un treno che all'alba li ha portati a Bologna Centrale.

Spese pazze e tentativo di fuga

Giunti nel capoluogo, i criminali hanno deciso di "investire" immediatamente il capitale e si sono concessi lunghe ore di shopping. Hanno acquistato smartphone di ultima generazione, orologi in oro, anelli in argento, scarpe e indumenti di note marche sportive: in poco tempo hanno speso praticamente tutti i 30mila euro rubati, parte dei quali sono andati anche per pranzo, cena e numerosi viaggi in taxi attraverso la provincia Bolognese. Nei giorni immediatamente successivi i tre hanno iniziato a pianificare la fuga, chi verso Bolzano, chi verso la Riviera romagnola, in modo da defilarsi per un certo periodo in attesa che le acque si calmassero. I loro intenti sono però stati vanificati dall'indagine dell'Arma, che uno dopo l'altro è riuscita ad individuarli e ad assicurarli alla giustizia.

Le ricerche e i fermi

Le indagini attivate pochi minuti dopo la rapina hanno permesso di identificare i quattro, soprattutto grazie alle immagini di videosorveglianza del locale rapinato. Tre sono stati individuati il 3 ottobre a Forlì dagli agenti della Volante della Questura di Corso Garibaldi e portati in comunità. Il primo ad esser stato colpito dal provvedimento di fermo è stato il 17enne nordafricano domiciliato a Forlì. Il 5 ottobre, invece, gli uomini dell'Arma di Carpi hanno fermato a San Felice sul Panaro un altro 17enne e il più giovane del gruppo, un 15enne.

L'ultimo componente della banda, il 19enne considerato il leader del gruppetto, è stato seguito dalla Romagna fino a Mirandola, dove è stato bloccato il 7 ottobre. Nonostante la giovane età hanno alle spalle un "curriculum" criminale davvero impressionante. Hanno vissuto in casa-famiglia, sfruttandole come hotel, per poi dedicarsi a furti, rapine, spaccio di droga, estorsioni e violenze, così da "guadagnarsi da vivere" e raggiungere l'indipendenza economica. Seguiti da tempo dai servizi sociali, erano affidati alle comunità già da diverso tempo, ma il percorso di recupero studiato per loro si è dimostrato inefficace.

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