Rivoluzione nel trasporto pubblico: due linee di bus tornano in piazza Saffi

Se vedremo che con i cambi ci sarà un effetto positivo per il centro, possiamo avviare una riflessione sulle altre linee, consapevoli però che i mezzi adeguati non sono sufficienti"

Più autobus in transito in piazza Saffi, con la premessa che si tratterà sempre di mezzi lunghi 8 metri (quindi quelli di medie dimensioni) e tutti a metano. E' la rivoluzione ora in fase sperimentale e che partirà stabilmente da settembre nell'ambito del trasporto pubblico cittadino. In verità, però, una rivoluzione a metà in quanto solo due linee che vengono dalla periferia porteranno i viaggiatori direttamente nel cuore del centro, mentre resta l'impianto di base: l'hub, vale a dire il capolinea o l'interscambio tra tutte le tratte ,resta il piazzale a fianco della stazione ferroviaria. Tale decisione, da sempre contestata, venne presa più di cinque anni fa con lo scopo di togliere dal centro tutti i bus di grosse dimensioni, molto rumorosi, ingombranti e inquinanti, e di collegare l'hub della stazione a piazza Saffi con delle navette più agili. Questo ha comportato, come effetto negativo, che tutti gli utenti che usavano il bus per andare in centro si trovavano nell'obbligo di fare un cambio, disincentivando quindi il mezzo pubblico come sistema di trasporto per raggiungere piazza Saffi e l'area circostante.

Ora però si cambia: le linee 2 e 3 (che servono viale dell'Appennino da San Martino in Strada e dall'ospedale) transiteranno in piazza Saffi, sempre con mezzi da 8 metri ed ecologici, per lo meno riportando un servizio diretto verso piazza Saffi per tutti i quartieri sud della città, oltre che un collegamento diretto tra la piazza cittadina e l'ospedale. Per chi viene dal Ronco, da Coriano, dalla Pianta, da San Benedetto, dalla Cava, ma anche dalla zona Spazzoli-Risorgimento resta l'obbligo del cambio. Le motivazioni sono più che altro di carattere economico: “Con questi passaggi viene eliminata la linea 1B, vale a dire una parte delle navette (l'altra, la 1A resta, ndr) tra stazione e piazza Saffi. Tale servizio resta il medesimo, ma viene svolto dai bus delle due linee dette e non con una linea tutta dedicata. Si tratta quindi solo di un efficientamento che lascia il medesimo servizio, con piccoli aggiustamenti, e permette di risparmiare 90mila euro l'anno”, spiega l'assessore alla mobilità Marco Ravaioli. Il Comune, infatti, si trova di fronte ad uno squilibrio di 340mila euro all'anno sui costi del servizio bus, a causa del continuo ed inesorabile taglio di risorse, anno per anno, ma anche per la mancata copertura dei maggiori costi dei cambiamenti voluti dalla giunta Balzani.

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Insomma, per ora sono aggiustamenti, ma anche un esperimento. “I dati attuali dicono che all'incirca il 5% i cittadini usava i mezzi pubblici nel vecchio assetto delle linee basato su piazza Saffi come hub ed ora il dato è più o meno simile con l'hub alla stazione. Quello che può essere cambiato è il volume di persone in  transito in centro per le necessità di interscambio. Se vedremo che con i cambi alle linee 2 e 3 ci sarà un effetto positivo con gli interscambi, possiamo avviare una riflessione sulle altre linee, consapevoli però che i mezzi da 8 metri di lunghezza e a metano non sono sufficienti al momento, nonostante le nostre richieste di acquisto di mezzi nuovi e consapevoli che in centro non ci possono essere, dal punto di vista tecnico, altre aree da adibire ad hub se non appunto piazza Saffi”, sempre Ravaioli. In ogni caso, le modifiche attuali sono più frutto di una necessità di contenere i costi - “mantenendo il più possibile un servizio universale per tutti i quartieri attualmente serviti” , specifica l'assessore – che ad una necessità di impostare una nuova filosofia di trasporto in centro. “Nel 2019 si dovrà andare a gara per riassegnare il servizio, quello sarà un momento di azzeramento e di ridefinizione generale del servizio”, commenta Ravaioli.

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