Lupi avvistati alle porte di Forlì? Se anche sono "solo" cani torna il problema del randagismo

Dopo la sua quasi scomparsa in Appennino, il lupo è stato re-introdotto e tutelato nelle aree più alte dell’Appennino, ma è ormai presente in tutte le aree collinari, fino alla prime colline ai piedi delle quali sorge Forlì

Il lupo per l’essere umano non è solo un animale ritenuto pericoloso, ma è il simbolo di una paura ancestrale, quando gli uomini si chiudevano di notte entro le mura di una città oppure si raggruppavano in piccoli villaggi per difendersi dai pericoli “là fuori”. Per questo il fioccare di segnalazione di lupi, o supposti tali, avvistati di notte nel centri abitati anche del fondovalle dell’Appennino forlivese e, in ultimo, anche di giorno nelle frazioni alle porte della città di Forlì, desta un’inquietudine che è a cavallo tra il razionale e l’irrazionale. Razionale perché avere animali tipici degli ambienti più selvaggi alle porte della città, in ambienti altamente antropizzati tra abitazioni e agricoltura, desta preoccupazione; irrazionali perché il comportamento schivo del lupo lo porta normalmente alla fuga in presenza dell’uomo, tanto che è spesso difficile avvistarlo se non per fugaci momenti.

Dopo la sua quasi scomparsa in Appennino, il lupo è stato re-introdotto e tutelato nelle aree più alte dell’Appennino, ma è ormai presente in tutte le aree collinari, fino alla prime colline ai piedi delle quali sorge Forlì. “Abbiamo elementi di conoscenza per dire che il lupo si può spingere a valle, verso Forlì, fino alla linea ideale della via Emilia – spiega Gianpiero Andreatta, comandante dei Carabinieri Forestali di Forlì-Cesena -. Lo si può dire non solo per gli avvistamenti, ma anche per l’analisi delle impronte e, in casi più rari, per esempio tramite l’esame delle feci che abbandona”. Il lupo si spinge a valle inseguendo le sue prede. Nell’ultimo mese sono almeno due i presunti avvistamenti: uno nella zona di campagna tra Villagrappa e Castiglione, dove le colline digradano nella pianura, ma ancora a monte della via Emilia, e in ultimo addirittura a Casemurate, cioè nel pieno della pianura padana, circa a metà strada tra Forlì e il mare, cioè abbondantemente oltre la via Emilia, come sembrerebbe indicare una fotografia che è stata recentemente scattata da un’auto nella frazione forlivese

“Della presenza di lupi a valle della via Emilia non si hanno testimonianze”, spiega Andreatta. Difficile dire solo da una fotografia se si tratti di lupo o meno. “Per esempio scambiare un cane lupo cecoslovacco per un lupo è molto facile, vista la loro somiglianza”, continua Andreatta. Spesso, poi, le foto sono scattate da lontano e, visto che il soggetto raramente è fermo, vengono mosse e non ben distinguibili. “Se un animale veloce attraversa la strada può anche essere un lupo, ma la permanenza in strada come nella foto di Casemurate indica un atteggiamento non comune, dal momento che scapperebbe subito”, ipotizza il comandante dei carabinieri forestali. C’è da dire che il lupo non attacca l’uomo e che spesso basta che lo veda perché corra via veloce, tanto che non a caso i principali avvistamenti casuali avvengono all’interno delle automobili.

Resta il fatto che, se molto probabilmente non si possa trattare di lupi, comunque resta un problema, anzi paradossalmente un maggiore problema per l’uomo, vale a dire il possibile ritorno di randagismo o comunque erraticità di cani privi di padrone che potrebbero sfociare un domani nella creazione di branchi inselvatichiti. Nelle campagne di Villagrappa, appunto, sarebbero stati già notati questi gruppi di cani lupo cecoslavacchi erranti, ed anche la foto scattata a Casemurate (con cani della stessa razza simile al lupo e chiaramente in branco) sembrerebbe indicare la medesima situazione. Di sicuro trovarseli di fronte in un ambiente semi-urbano, magari da parte di un pedone solo o di un utente debole come un bambino o un anziano non deve essere affatto piacevole.

“Non solo pedoni, un branco di questo tipo può creare pericolo anche a ciclisti e motociclisti”, chiosa Andreatta. Fenomeni di randagismo classico, come nel Sud Italia, non sono noti al momento nella zona di Forlì. Ma anche gruppi di cane erratici, che vivono magari allo stato selvatico di giorno e fanno rientro in casa la sera, è un problema. “Di sicuro è se ci imbattessimo un gruppo di cani come in quello della foto e riuscissimo ad individuare un eventuale proprietario, questo sarebbe passibile di una sanzione, dal momento che i cani non possono vagare così”, conclude Andreatta.

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