Benedetta Bianchi Porro beata, "Stimolo a valorizzare cammini e luoghi della fede"

L'annuncio del Vaticano, dice Di Maio, "è una notizia di grande rilievo per i fedeli del Forlivese

Benedetta Bianchi beata rappresenta anche "uno stimolo a valorizzare cammini e luoghi della fede". Lo afferma il parlamentare forlivese Marco Di Maio. L'annuncio del Vaticano, dice il deputato, "è una notizia di grande rilievo per i fedeli del Forlivese (che pochi giorni fa hanno celebrato anche la beatificazione di madre Clelia Merloni) e non solo. La figura di Benedetta lega il proprio nome a Dovadola e a tutto il territorio romagnolo: questo riconoscimento sia di stimolo, come rilevava giustamente Gabriele Zelli nei giorni scorsi, a valorizzare di più le nostre terre tramite i tanti cammini e luoghi della fede sulla cui possiamo contare".   

Zelli aveva specificato "che occorre prepararsi per raccogliere fino in fondo l'eredità spirituale e morale che Benedetta ci ha lasciato. Un'eredità che attraverso tante pubblicazioni tradotte in tutto il mondo viene recepita da un numero crescente di persone. Sono sicuro che la Diocesi di Forlì-Bertinoro, coordinata dal nuovo vescovo Livio Corazza (vale la pena ricordare che qualche anno fa anche il vescovo emerito Zarri ha dedicato un libro a Benedetta), e la Chiesa Cattolica sapranno far tesoro di un'eventuale beatificazione".

"Ma occorre anche fare in modo che a Dovadola si punti sull'ospitalità per quanti vorranno recarsi sulla tomba di Benedetta - sostiene Zelli -. Anche se siamo in un'epoca contraddistinta da internet, in troppi casi usato malamente, raggiungere fisicamente l'Abbazia di Sant'Andrea (La Badia) sarà comunque un atto che verrà compiuto da un numero crescente di persone. Ci sarà la forza per organizzare questo auspicabile flusso di persone? Di sicuro è necessario iniziare a pensarci. Così come sarebbe opportuno non dimenticare mai che da Dovadola parte il Cammino di Assisi, che mette in relazione Sant'Antonio da Padova, il quale visse a Montepaolo di Dovadola per una quindicina di mesi tra il 1221 e il 1222, e San Francesco, i due principali esponenti del movimento francescano in Italia e nel mondo ancora oggi tra i santi più venerati. Anche questo aspetto andrebbe organizzato dal punto di vista dell'accoglienza e della "promozione", perché è uno degli itinerari più affascinanti del nostro paese e dell'intera Europa".

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