Bilancio in continuità, non si toccano le tasse: "La città è rimasta indietro nella manutenzione, ora interveniamo"

Un bilancio 2020 che lo stesso assessore Vittorio Cicognani definisce “in continuità” con quelli precedenti, pur essendo cambiato il colore politico dell'amministrazione comunale

Un bilancio 2020 che lo stesso assessore Vittorio Cicognani definisce “in continuità” con quelli precedenti, pur essendo cambiato il colore politico dell'amministrazione comunale. E' il testo che il Consiglio comunale si appresta ad analizzare, col primo passaggio in commissione martedì pomeriggio. Il 20 dicembre ci sarà il voto definitivo. Chi si aspettava cambiamenti radicali nel testo che programma le finanze comunali per l'anno prossimo, insomma, resterà deluso: “Siamo pienamente operativi di fatto da quattro mesi, sarebbe stato difficile e anche pericoloso incidere su realtà stratificate da anni, specialmente nel welfare, che è la componente maggiore delle spese. Inoltre dobbiamo ancora capire approfonditamente diverse cose”, sempre Cicognani. Che poi aggiunge: “D'altra parte il bilancio è modificabile e di fatto viene continuamente aggiustato, in corso d'anno”. 

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Di certo c'è che i nuovi amministratori non hanno ereditato una situazione di deficit e di squilibri finanziari, che appunto non viene lamentata da chi ha preso in consegna le chiavi della casse municipali. “Riteniamo che fare cose simili a prima ma in modo diverso, faccia già la differenza”: Cicognani illustra così la filosofia alla base del prossimo bilancio.

La prima scelta della nuova amministrazione era se agire sulle tasse, abbassandole o rimodulandole, oppure se mantenere lo stesso flusso di entrate e incrementare gli investimenti. “Abbiamo scelto questa seconda strada, perché abbiamo visto che la città ha bisogno di una manutenzione ordinaria e straordinaria che era rimasta indietro negli ultimi anni, non capisco bene il perchè”, lancia la frecciatina ai predecessori. “In ogni caso abbiamo deciso che la città vada sistemata, le sue strade, i suoi parchi, le scuole, gli impianti sportivi”, questo anche “per dare un impulso al settore edile e mettere in circolo risorse”.

Di conseguenza rimane inalterato il quadro delle tasse locali, in particolare quello dell'addizionale Irpef: esenzione fino a redditi di 15mila euro e un'aliquota tra lo 0,7 e lo 0,8 percento per i redditi superiori. Il Comune ha deciso di intervenire solo su due voci, con riduzioni fiscali che hanno un impatto modesto sui conti del Comune e definiti dall'assessore “un segno di attenzione”. La prima è l'azzeramento dell'occupazione del suolo pubblico per i dehors dei pubblici esercizi, non solo del centro ma di tutta la città. “Andremo a semplificare anche al regolamento urbanistico – precisa Cicognani -, vogliamo che aumentino”. Con l'azzeramento della tassa il Comune rinuncia a circa 50-60mila euro l'anno. Costerà invece 100mila euro di minori entrate un altro provvedimento che sarà presto deliberato: il ritorno alle quote del 2003 dei valori dei terreni edificabili per attività produttive e residenziale. Su tale parametro, infatti, si calcola l'Imu, un peso fiscale che l'amministrazione comunale ha giudicato eccessivamente gravoso per terreni che da anni, pur essendo edificabili di fatto non vedono urbanizzazioni per la crisi del mercato immobiliare.

Sul fronte delle spese correnti, che sono pari a circa 95 milioni di euro, si prevede un incremento per il personale, che sarà assunto dopo anni di blocco del turn-over. Nelle opere pubbliche ordinarie ci sarà uno stanziamento di 260mila euro per un piano di potature straordinarie del patrimonio arboreo, un altro di 500mila euro per riportare in funzione circa 50 alloggi popolari non utilizzabili al momento, in quanto bisognosi di interventi edili.

Il piano degli investimenti, ammonta circa a 70 milioni di euro, di cui 20  per l'anno prossimo. “Negli investimenti daremo priorità alle scuole, agli impianti sportivi (con un piano triennale di 7 milioni di euro già annunciato, ndr) e alla riqualificazione del 'Quartiere razionalista' di viale della Libertà, inclusi i mosaici dell'ex Collegio Aeronautico e il parco della Resistenza”, sempre Cicognani. Ultimo capitolo sono le società partecipate dal Comune, che non hanno criticità esclusa la Fiera di Forlì Spa, che chiuderà l'anno con un milione di euro di indebitamento. “Sosteniamo il matrimonio con Rimini che permette di mettere in sicurezza Fieravicola, nel prossimo anno dovremo invece risanare l'ente fieristico”, conclude l'assessore.

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