Ha debuttato la "Livia", la prima delle birre “ripristinate” del birraio forlivese Pasqui

Circa trecento persone, negli ultimi giorni, hanno avuto la possibilità di assaggiare "Livia", la prima delle birre "ripristinate" in memoria di Gaetano Pasqui, birraio forlivese già nell'Ottocento

Circa trecento persone, negli ultimi giorni, hanno avuto la possibilità di assaggiare “Livia”, la prima delle birre “ripristinate” in memoria di Gaetano Pasqui, birraio forlivese già nell'Ottocento. Alla spina, i soci-cugini, tutti della stessa famiglia di Gaetano, anziano prozio e geniale pioniere della birra artigianale italiana. L'occasione è stata data da Eataly di Forlì che, organizzando l'evento “BeerEataly” (svoltosi tra venerdì e domenica scorsi) ha chiamato anche la più giovane e – contemporaneamente – la più antica birra forlivese. Al banco, i soci della stessa famiglia di Gaetano: Umberto Pasqui, Valentina Farolini, Emma Cimatti, Caterina Pasqui, Francesco Pasqui. 

La prima delle birre ripristinate in onore del geniale antenato, già in commercio, è Livia: il nome richiama la prima figlia di Gaetano Pasqui e la città di Forlì. Si potrebbe definire, tecnicamente, una “Golden Ale”, cioè è una birra d'oro, ma le definizioni sono sempre restrittive. Leggera, fresca, dissetante ha un carattere “forlinglese”: infatti Gaetano Pasqui, la sua birra e il suo luppolo furono premiati a Londra nel 1862. Quattro tipi di malto, compreso quello di frumento, apportano un colore oro. La gradazione di 4,8% la rende gradevole anche al palato femminile. Così erano le più antiche birre del pioniere Gaetano Pasqui: più avanti predilesse il luppolo selvatico italiano di cui fu il primo sostenitore. Prodotta col metodo dell'alta fermentazione, deriva dalla più antica birra di Forlì e si distingue per l'originale identità anglo-romagnola. La ricetta è ricercata ma semplice, come semplice era la "Premiata Fabbrica" da cui, Gaetano, fin da giovane, produsse e vendette decine di migliaia di bottiglie all'anno. La primogenita Livia Pasqui visse per lo più a Bologna dopo il matrimonio con Leopoldo Calderai con cui ebbe una figlia, Eleonora, detta familiarmente Norina, deceduta in tenera età. Morì a Firenze nel 1923 e da allora è sepolta nella tomba di famiglia nel Cimitero Monumentale di Forlì.

La birra viene prodotta a pochi chilometri da Forlì, in località Civitella di Romagna, presso il birrificio Mazapegul. Gradualmente saranno realizzate anche altre ricette. Gaetano Pasqui di Forlì aveva una visione supportata da studi e sperimentazioni: la Romagna poteva essere la terra della birra. Non solo fu il primo birraio “artigianale” italiano (dal 1835), ma fu anche il primo che scommise sull'italianità della birra e sul luppolo selvatico (dal 1847). Ebbe soddisfazioni e premi. La “Premiata Fabbrica” è di fresca riapertura dopo anni di studi di Umberto Pasqui, condensati nel libro “L'uomo della birra” (CartaCanta, 2010). A luglio è nata la Società tra familiari, consapevoli di essere “speciali” in tante cose: tra cui il legame a un “genio della birra” che già nel 1835 produceva come adesso fanno i microbirrifici.

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