La Camera di commercio dedica la sala del Consiglio a Leonida Bonavita

Industriale di spicco, fondatore a Forlì dell’omonima fabbrica di feltro, ha presieduto l’ente per ben 24 anni, dal 1898 al 1922

La sala del Consiglio della Romagna – Forlì-Cesena e Rimini è stata intitolata alla memoria di Leonida Bonavita, imprenditore di spicco - fondatore a Forlì dell’omonima fabbrica di feltro - e presidente dell’Ente camerale dal 1898 al 1922. Bonavita fu persona intraprendente e illuminata, figura di rilievo della Città che ha contribuito fattivamente alla crescita sia della Camera nel Territorio, sia allo sviluppo economico e sociale della Provincia. La decisione è stata presa dalla giunta camerale a seguito di una donazione fatta dalla professoressa Marcella Mathieu Zambianchi lo scorso 27 giugno. Si tratta del busto del Cavaliere del Lavoro, suo nonno materno. La cerimonia di intitolazione della sala e di svelamento al pubblico del busto, collocato nel piano ammezzato dello scalone principale di palazzo Serughi, Residenza camerale, si è tenuta alla presenza di alcuni pronipoti di Bonavita, tra cui il Alberto Zambianchi, vice presidente dell’ente.

“La Giunta della Camera di commercio della Romagna ha preso la decisione di rendere omaggio alla memoria di Bonavita - ha dichiarato Fabrizio Moretti, presidente dell’Ente camerale - non solo perché è stato il presidente di più lunga durata, ben 24 anni, ma quale riconoscimento per la proficua attività svolta e lo slancio dato a questa istituzione. Sotto la sua presidenza, ad esempio, nel 1901, iniziò la pubblicazione del “Bollettino Ufficiale degli Atti della Camera e delle notizie attinenti al Commercio e alle Industrie” e, nel 1910, fu attivato il Registro delle Imprese. “

“Questa scelta della Giunta camerale mi ha fatto particolarmente piacere - ha commentato Alberto Zambianchi, pronipote e vice presidente dell’Ente camerale - perché Leonida Bonavita fu certamente un personaggio lungimirante ed attento alle innovazioni tecnologiche e seppe spendere le sue energie affinchè queste potessero rafforzare la crescita economica e la qualità della vita sul nostro territorio rendendolo migliore, più competitivo ed attrattivo. Per i suoi tempi, fu anche un imprenditore particolarmente illuminato: nella sua fabbrica introdusse iniziative all’avanguardia, come la nursery per i bimbi delle operaie e la sala radio nel “dopo lavoro” degli operai”.

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Chiera era Leonida Bonavita

Leonida Bonavita (Fano 22 febbraio 1852 – Forlì 10 dicembre 1934), oltre ad essere un industriale di spicco, fondatore a Forlì dell’omonima fabbrica di feltro, fu uno dei primi imprenditori, in Italia, ad essere nominato “Cavaliere del Lavoro” (5 giugno 1902). Riconosciuto pubblicamente come avveduto e lungimirante amministratore, gli vennero affidate varie cariche pubbliche. Fu, infatti, consigliere della Casa di riposo, censore alla Banca d’Italia, consigliere comunale a Forlì e, come, già ricordato, Presidente della Camera di Commercio. Bonavita fu anche particolarmente attento ai problemi dell’istruzione tecnica e della formazione professionale: egli fu tra i fondatori della Scuola d’arti e mestieri (ora Istituto Tecnico Industriale) e ne presiedette il Consiglio di Istituto dal 1901 al 1931. Nel medesimo tempo, fu anche eletto a far parte del Consiglio di amministrazione della scuola professionale Giorgina Saffi. In quegli stessi anni la città di Forlì si dotò di alcune infrastrutture basilari per la competizione territoriale e Bonavita e la Camera di Commercio svolsero un ruolo fondamentale nei processi per l’introduzione dell’elettricità, del gas, del telefono e l’ampliamento della Stazione ferroviaria.

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