Cannabis legale, CBWeed opera in tutt'Italia: "Sequestri indiscriminati uccidono il mercato"

“Chiediamo ai legislatori una normativa chiara, con regole certe e senza le quali è impossibile lavorare. Che si decida il tasso di Thc, il packaging, l'etichettatura, qualsiasi cosa, e comunicatecelo"

Foto di repertorio

“Chiediamo ai legislatori una normativa chiara, con regole certe e senza le quali è impossibile lavorare. Che si decida il tasso di Thc, il packaging, l'etichettatura, qualsiasi cosa, e comunicatecelo per dare chiarezza a questo mercato che si stima valga almeno 40 milioni di euro in Italia”: è quello che Riccardo Ferrini, direttore esecutivo di CBWeed chiede all'indomani dei sequestri disposti dalla Procura di Forlì, nell'ambito dei controlli a tappeto su tutti e 16 esercizi della provincia di Forlì-Cesena che commercializzano prodotti a base di cannabis light.

Alcuni di questi punti vendita sono a marchio CBWeed, che è una delle principali aziende italiane attive nella filiera di canapa sativa e che ha sede a Forlì. CBWeed oggi conta 40 negozi in Italia in franchising e opera anche all'estero. “Siamo un'azienda giovane, che assume di continuo. Con noi lavorano circa 20 dipendenti, produciamo la canapa qui in Emilia-Romagna, controlliamo tutta la filiera e vendiamo prodotti di alta qualità – continua Ferrini -. I nostri prodotti sono sottoposti a controlli rigidissimi perché analizzati, a nostre spese, in laboratori specializzati. In questo modo assicuriamo che la qualità della merce messa in vendita abbia elevati standard qualitativi. Non solo, facciamo in modo che i nostri prodotti siano al di sotto del limite previsto dall’attuale normativa”.

Ferrini, i sequestri sono scattati anche presso i vostri punti vendita...

“Siamo amareggiati per questo. Per nostro conto non abbiamo mai, neppure una volta, disatteso la normativa vigente, attenendoci sempre a quanto prescritto dalla L. 242/16 (uso della canapa legale) e dalla L. 309/90 (legge sugli stupefacenti) . A quanto pare non basta. Non è possibile che nonostante una legge ad hoc ci si ritrovi, ogni giorno, a combattere con la legge stessa”.

E' bene che si facciano i controlli, no?

“Certo, e altri ne abbiamo subiti, correttissimo il controllo sul livello del principio attivo di Thc (il principio attivo stupefacente, ndr) così da verificare cosa c'è in vendita. Ma perquisire uno o più negozi, requisirne la merce in maniera aprioristica, svuotandone gli scaffali, significa uccidere un mercato e di conseguenza il suo indotto. Arrivati a questo punto non possiamo chiudere gli occhi. Pretendiamo dunque che le istituzioni ci indichino la strada, affinché non si verifichino più avvenimenti del genere. Se c’è un vuoto normativo che genera confusione e lascia spazio a interpretazioni estemporanee quest’ultimo va colmato e non spetta certamente a noi che di mestiere facciamo altro. La politica ci dica quindi cosa dobbiamo fare per rendere i nostri prodotti commerciabili e lo faremo senza battere ciglio. Anche perché, ora come ora, diverse procura hanno approcci diversi, è difficile accontentare tutti. Diteci cosa dobbiamo fare e noi lo facciamo”.

Il principio degli ultimi sequestri è che l'inflorescenza, la “cima”, non è un prodotto ornamentale, ma viene ceduta di fatto per essere fumata, venduta in grammi e bustine...

“L'inflorescenza è una parte della pianta, come le altre, non c'è ragione di non venderla se si rispetta la legge. Noi, come prevede la legge, indichiamo chiaramente nell'etichetta della bustina, gli usi previsti dalla legge, che è tecnico, di ricerca, di laboratorio etc. Non possiamo sapere che uso venga fatto a casa dall'acquirente. Le etichette non vanno bene? C'è da cambiare il packaging? Discutiamone, confrontiamoci”.

Nel mirino anche la facilità di accesso al prodotto grezzo, le inflorescenze, nei distributori automatici.

“CBWeed non si trova coinvolta in quest'inchiesta per distributori automatici e quindi parlo solo come operatore del settore. Cosa può fare un venditore una volta che mette il cartello del 'Vietato ai minori di 18 anni' e richiede un documento che attesti l'età prima della consegna della merce (tessera sanitaria, ndr)? Sono così tutti i distributori automatici di tutto il mondo che vendono merce proibita ai minorenni. Perché la cannabis deve essere diversa?”.

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