Sequestrata "canapa light" per un milione di euro in 16 negozi: operazione apripista per l'intero settore

Il tutto è partito da normali servizi di osservazione, in cui sono stati visti minorenni rifornirsi dal distributore automatico di “canapa light” e fumarsela in strada lì nei pressi

Il tutto è partito da normali servizi di osservazione, in cui sono stati visti minorenni rifornirsi dal distributore automatico di “canapa light” e fumarsela in strada lì nei pressi. Una spia di un fenomeno su cui gli inquirenti hanno voluto vederci chiaro, facendo scattare un'operazione ad ampio raggio, prima ancora conoscitiva e di censimento di questi negozi di “cannabis legale” che sono spuntati come funghi negli ultimi due anni, uno dei quali proprio a fianco del portone della Questura di Forlì. Ha realizzato l'operazione la Squadra Mobile, che con circa 50 poliziotti ha eseguito il controllo su tutti e 16 i punti vendita della provincia di Forlì-Cesena (6 a Forlì di cui 2 con distributore automatico, 7 a Cesena di cui 3 con distributore automatico, 2 a Cesenatico e 1 a Savignano).

Il blitz

Dagli uffici di Forlì della Polizia si è dato atto dell'ampia collaborazione di tutti i legali rappresentanti dei negozi controllati, anch'essi in attesa di un chiarimento normativo. Trattandosi di un'attività apripista in Italia fatta in queste dimensioni, a quest'operazione guarda tutto il settore della canapa legale, in quanto se passerà un'interpretazione restrittiva gran parte di questi punti vendita potrebbero vedere sfumare la gran parte del loro business (che è prodotto non lavorato) e di fatto essere costretti a chiudere per mancanza di introiti, a detta degli inquirenti.

Nel corso dell'operazione “Canapa Light” sono stati sequestrati 73 kg complessivi di inflorescenze, assieme ad altri prodotti ritenuti non vendibili, per un valore di merce sequestrata stimabile tra i 750mila e il milione di euro. Gli indagati per violazione della legge sugli stupefacenti sono in totale 15. La Polizia di Stato, giovedì  scorso, ha dato esecuzione al decreto di perquisizione emesso dalla Procura della Repubblica di Forlì  (pm Filippo Santangelo), nei confronti dei rappresentanti legali di tutti i negozi e  rivendite di canapa light presenti in provincia.

VIDEO -  "Inflorescenze grezze non hanno un uso ornamentale, le fumano"

Normativa incerta

L’operazione  ha permesso di verificare la presenza, all’interno degli esercizi commerciali e distributori automatici, di infiorescenze ritenute non in linea con quanto previsto dalla normativa vigente (legge 242/2016 sulla vendita di prodotti di canapa light). All’interno degli esercizi commerciali durante le perquisizioni sono rinvenute numerose infiorescenze, custodite in svariato modo. Nei retrobottega la polizia ha trovato grossi scatoloni di marijuana supposta “legale”, priva però di etichette e tracciabilità, alcuni chili dei quali stipati in sacconi neri da spazzatura, altri invece in sacchi termosaldati e privi di qualsivoglia etichetta sul produttore.

La replica dei produttori: "Sequestri indiscriminati uccidono il mercato"

Attualmente la normativa di riferimento a cui ha guardato la Polizia (tra cui sentenze della Corte di Cassazione, che però non si è espressa ancora in forma di Sezioni Unite e spesso anche con sentenze contraddittorie) prevede che non possano essere cedute e liberamente messe in vendita all’utente le infiorescenze che non abbiano subito un processo di lavorazione o trasformazione o che non abbiano una finalità ad uso esclusivamente ornamentale. E' la sostanziale ipocrisia della Legge 242/2016, che prevede la possibilità di coltivare cannabis con scarso principio attivo (Thc fino a 0.6), la possibilità di commercializzarla (con Thc fino a 0.5, un parametro definito dalla Cassazione prima del 2016), ma il divieto di utilizzarla “a scopo ricreativo” (vale a dire fumarne le inflorescenze), limitandone l'uso solo “a scopo ornamentale” (vale a dire guardarle oppure usate come profumante per ambienti). 

Tuttavia, per Mario Paternoster, dirigente della Squadra Mobile di Forlì, “la presenza delle infiorescenze esula dal valore del THC, anche se inferiore ai limiti previsti dalla legge, ricadendo pertanto nell’ambito della normativa sugli stupefacenti”. Proprio in base a queste sono state contestate a ben 15 persone le condotte di detenzione, vendita e commercializzazione di sostanze stupefacenti senza le autorizzazioni ministeriali previste nonché le condotte di pubblicazione e divulgazione all’uso delle predette sostanze.

“Le rivendite sono tutte regolarmente aperte – precisa Paternoster – in quanto la vendita di prodotti lavorati, come pasta, oli, creme ed altro è legale, in quanto la canapa ha avuto una lavorazione non ulteriormente elaborabile. Diverso è, invece, il caso delle inflorescenze, dato che alcuni degli stessi negozi pongono in vendita estrattori di Thc (il principio attivo che determina lo “sballo”, ndr) in grado quindi di potenziarne l'effetto, portandolo sopra i limiti di legge”. Nel mirino della Polizia anche il fatto che gran parte dei 73 chili sequestrati erano stipati senza indicazioni del produttore e quindi col sospetto che siano importati dall'estero, dove si applica una normativa meno restrittiva di quella italiana e quindi potenzialmente con Thc elevato, tanto che tutta la merce sarà sottoposta ad analisi. Nel mirino anche prodotti come le tisane, dove vale a dire l' “erba” è comunque facilmente recuperabile dal compratore ed anche i lavorati dove la “cima” viene fornita allegata come gadget, legata sul tappo o alla scatola.

Operazione apripista 

L’operazione di perquisizione svolta per la prima volta in Italia su tutti i negozi presenti in una provincia, e che ha visto la partecipazione contemporaneamente di 50 uomini e donne della Polizia di Stato, ha rappresentato un’importante attività di controllo all’interno dei negozi di canapa light al fine di verificarne l’uso e la destinazione delle infiorescenze rispetto alle disposizioni e ai pareri normativi attualmente in vigore. “Siamo in attesa di pareri del Ministero della Salute che indichino se un basso Thc possa essere comunque dannoso alla salute, così come una giurisprudenza di Cassazione univoca”, conclude Paternoster.

Lega e Forza Italia: "Non chiamatela light. Si esprima il Ministero della Salute"

Un capitolo a parte va ai distributori automatici. Se, infatti, la vendita al banco da parte del commesso viene considerata sufficientemente protettiva nei confronti dei minori, su cui vige il divieto di vendita, la stessa cosa – ipotizzano gli inquirenti – non si può dire sui distributori automatici, dove sarebbe facilmente aggirabile il divieto, utilizzando la tessera con codice fiscale prestata da un amico maggiorenne. Controlli saranno fatti anche su loghi aziendali alcuni dei quali ritenuti una forma di incitazione all'uso in forma illegale, recando in forma stilizzata la foglia della marijuana, oppure affiancando al disegno dell'inflorescenza un emoticon-smile.

Minutillo (Fdi): "Ordinanza del sindaco per fermare i distributori automatici"

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