Caso George Floyd. Pd: "La maggioranza ha abbandonato l'aula". La replica: "Non era un voto da 5 minuti"

Spiega una nota: "L’abbandono dell’aula da parte della maggioranza è stato per non discutere e votare l’ordine del giorno presentato dal centrosinistra sul caso George Floyd"

E' finita in lite la serata di lunedì in consiglio comunale. A suscitare divisioni è stato l’ordine del giorno presentato dal centrosinistra sul caso George Floyd, l'uomo ucciso dalla polizia in America durante un arresto. La protesta del centro-sinistra è contro la maggioranza, che ha chiuso i lavori consiliari senza la discussione. "Un gesto indegno e senza rispetto delle istituzioni democratiche, un atto ingiustificabile che non trova precedenti in 75 anni di storia civile e democratica di Forlì", commentano così i gruppi consiliari del Partito Democratico e di Forlì & Co.

Spiega una nota: "L’abbandono dell’aula da parte della maggioranza è stato per non discutere e votare l’ordine del giorno presentato dal centrosinistra sul caso George Floyd. Pensavamo che non ci potessero essere resistenze di sorta – spiegano - di fronte ad un documento che chiedeva di condannare, come recita la Costituzione, ogni forma di violenza e discriminazione basata sulla razza, esprimendo vicinanza a tutti coloro che manifestano pacificamente per superare incrostazioni di razzismo che permangono all’interno delle società. Ci pareva il minimo per mostrare l'attenzione e la partecipazione alla mobilitazione di milioni di persone che sono scese in piazza in tutto il mondo e anche di centinaia di ragazze e ragazze che hanno dimostrato a Forlì contro il razzismo. Incredibilmente, la maggioranza ha preferito abbandonare l’aula affermando che alle 20 della sera ora di andare a casa. Dal punto di vista regolamentare non è nelle prerogative della maggioranza – continuano – decidere se e quando discutere argomenti che sono regolarmente iscritti all’ordine del giorno se non sono ritirati dai proponenti; ma ciò dimostra lo spirito proprietario con cui intendono gestire la cosa pubblica e la prassi autoritaria e scarsamente democratica che hanno portato al governo della città". Conclude la nota di Pd e Forlì & Co: "Dispiace che il Sindaco Zattini abbia assistito silente e disinteressato all’abbandono dell’aula da parte dei propri consiglieri, dando per l'ennesima volta prova di essere allineato alle posizioni della destra più oltranzista; ringraziamo invece il collega Bartolini – concludono - unico esponente della maggioranza che, per rispetto verso il contenuto della mozione e delle istituzioni democratiche, ha deciso di non abbandonare l’aula".

L'intervento della Lega

Il gruppo consigliare della Lega replica alla nota del centro-sinistra: "E' tipico della sinistra e del Pd, in particolare, stravolgere la realtà ed estrapolare singoli episodi da un contesto generale a proprio uso e consumo per raccontare delle mezze verità. È infatti chiaramente falso dire che la Lega abbia abbandonato l’aula consiliare per non dover discutere l’ordine del giorno sul caso Floyd. È falso e strumentale e non rende onore alla vita del giovane afroamericano e di chiunque, bianco o nero che sia, è stato ed è vittima dell’odio e della violenza razziale. La verità è un’altra e purtroppo dà fastidio a persone come il capogruppo del Pd Alemani o il collega di Forlì & Co Morgagni che scarseggiano di onestà intellettuale e preferirebbero, per compiacere il proprio ego, azzerare il dibattito consiliare per mettere a tacere le opinioni altrui e lavarsi le coscienze. Dibattito che invece è sinonimo di democrazia e partecipazione e che per questa ragione, più di ogni altra, non può essere liquidato in cinque minuti". 

E conclude la Lega: "Dibattito che, su un argomento come questo, rivendica energie e punti di vista, tempo, riflessioni e testimonianze per giungere all'adozione di un impegno condiviso, di natura trasversale che condanni ‘senza se e senza ma’ ogni abuso, ogni uccisione e ogni prevaricazione da chiunque sia commessa. È allora con grande rammarico che dopo la seduta di ieri, l’incapacità della sinistra di saper riflettere su un assioma così elementare diventa ancor più pericolosa e stomachevole. Non avremmo infatti mai voluto metterli di fronte all'evidenza della loro inettitudine e arroganza, ma la responsabilità politica e morale che ognuno di noi riassume nell’esercizio del proprio ruolo non ci ha permesso di fare altro se non di lasciarli alle proprie ottuse convinzioni".

La controreplica

 Per il capogruppo del Pd, Soufian Hafi Alemani, si tratta di "una replica confusa che scade in offese personali cui non intendo rispondere. E’ interessante leggere come per la Lega chi vuole “azzerare il dibattito” per compiacere il proprio ego e mettere a tacere opinioni altrui è chi voleva discutere un documento iscritto all’ordine del giorno da oltre due settimane e non chi ha abbandonato l’aula facendo mancare il numero legale ed impedendo la discussione". "In conferenza dei Capigruppo – continua – non vi era unanimità sulla proposta della Lega di interrompere i lavori alle ore 20 a prescindere dall’esaurimento dei lavori, né è stato richiesto di approfondire il documento rinviandone la trattazione; anzi il Capogruppo Pompignoli ha concordato con il sottoscritto che non era opportuno convocare un ulteriore Consiglio comunale per le poche e sole rimanenti mozioni ancora iscritte all’ordine del giorno".

"Non abbiamo mai abbandonato l’aula - conclude - o posto questioni d’orario alle numerose mozioni presentate dalla Lega che hanno più volte portato il dibattito ben oltre le 20; le abbiamo sempre discusse fino in fondo e poste in votazione anche se significava trattenersi per più tempo in Consiglio comunale. Riteniamo che i cittadini ci abbiamo eletto per questo ma prendiamo atto delle diverse sensibilità in merito da parte del gruppo Lega". 

Replica anche il consigliere di Forlì & co, Federico Morgagni: "Nel classico stile dell'estrema destra, la Lega, incapace di giustificare la vergognosa sceneggiata di lunedì sera, chiama in causa personalmente il collega Hafi Alemani e me, con affermazioni insultanti e offensive, all'interno di una sorta di "comunicato", vuoto di spiegazioni e pieno invece dei soliti toni arroganti e prepotenti. Sul merito della faccenda non vale la pena di spendere altre parole. È evidente che Lega e soci sono fuggiti dall'aula per non dover prendere posizione su un concetto elementare e sancito dalla nostra Costituzione, ossia la condanna del razzismo e delle discriminazioni. Il resto sono circonvoluzioni verbali e arrampicate sugli specchi che non possono risultare credibili per nessuno".

"Ciò che invece va fermamente respinto al mittente è il tono dell'intervento, che trasuda una violenza verbale e una avversione al confronto democratico e alle sue forme del tutto inaccettabile per uomini delle istituzioni - prosegue Morgagni -. Siamo all'ennesimo atto di una involuzione che nelle ultime settimane, uscita pubblica dopo uscita, ha visto la maggioranza adottare un linguaggio sempre più autoritario e mostrare una insofferenza epidermica per ogni tipo di opinione dissenziente. Non credano gli esponenti della Lega di intimidire o paralizzare le opposizioni con i loro tentativi di ridurre il confronto politico a un incontro di pugilato".

"Siamo stati eletti dai cittadini di Forli e intendiamo rappresentarli al meglio delle nostre forze, senza acrimonia verso nessuno ma con la massima fermezza e determinazione - conclude il capogruppo -. Del resto è certo che sono ben pochi i forlivesi che, al di là delle rispettive scelte di voto di un anno fa, possono riconoscersi in questo modo di intendere il governo della città, sempre teso all'esaltazione dello scontro e della divisione, scarsamente rispettoso dell'opinione altrui e indifferente al dovere delle istituzioni di rappresentare tutti i cittadini".

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Articolo 1

Sulla questione interviene anche Articolo Uno Forli, che "condanna con la massima nettezza quanto accaduto durante il Consiglio comunale di ieri, quando la maggioranza di destra ha abbandonato l'aula consiliare provocando la conclusione della seduta per mancanza di numero legale, allo scopo di impedire la discussione e messa al voto del punto all'ordine del giorno presentato dai gruppi consiliari del centrosinistra sulla condanna del razzismo e delle discriminazioni. Sconcerta e avvilisce il fatto che la maggioranza non riesca a prendere nemmeno una semplice posizione di principio contro quelle forme di discriminazione bandite dalla nostra Costituzione. Incredulità ancora maggiore deriva dal fatto che questo si sia svolto sotto gli occhi del Sindaco Zattini, in teoria chiamato a rappresentare tutti i forlivesi, che, sebbene invitato ripetutamente dalle opposizioni ad intervenire per porre fine al pessimo spettacolo in corso, non solo si è disinteressato della questione ma ha a sua volta abbandonato l’aula. Oltre al rilievo della questione in discussione l'atto di far mancare il numero legale per sospendere il dibattito su di un argomento sgradito rappresenta un fatto grave in sé, segnale di scarsa cultura democratica e di rifiuto per il confronto e il dialogo civile. Facciamo appello alla nostra comunità e al suo ricco tessuto associazionistico e organizzativo affinché prenda posizione e si schieri su una vicenda che porta Forli per l'ennesima volta alla ribalta per un caso di discriminazione e intolleranza e, più in generale, contro il tentativo strisciante di comprimere e dequalificare gli spazi e i luoghi del dibattito democratico nella città".

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