Vaccini mancanti, sette bimbi esclusi dagli asili: "Ma restano iscritti per potersi mettere in regola"

L'amministrazione comunale di Forlì ha disposto, condividendo la medesima procedura con il Comune di Cesena, di consentire un tempo congruo per la regolarizzazione ponendo come termine ultimo la data del 31 ottobre

Lunedì inizieranno le attività educative di Nidi e Scuole dell'Infanzia comunali. Per quanto riguarda la situazione vaccinale questo anno scolastico è il primo a iniziare con la Legge 119/2017 pienamente in vigore. Nel rispetto di quanto previsto dalla normativa, entro il 10 luglio scorso le famiglie interessate hanno dovuto presentare la documentazione prevista (certificato vaccinale, certificato di esonero, formale richiesta all'Ausl di vaccinazione) per poter avere la conferma dell'accesso ai servizi educativi e scolastici. La mancanza di tale adempimento comporta la decadenza dell'iscrizione. Tutte le iscrizioni sono state accolte. Tuttavia l'effettivo accesso ai nidi e alle scuole dell'Infanzia comunali per alcune famiglie è condizionato dalla completa regolarizzazione della documentazione, così come previsto dalla legge.

"Al momento - afferma l'assessore Paola Casara - per sette famiglie di minori già frequentanti i servizi educativi e scolastici comunali, risulta necessario acquisire il certificato vaccinale con la prima vaccinazione e il programma vaccinale definito dall'Ausl. L'amministrazione comunale di Forlì ha disposto, condividendo la medesima procedura con il Comune di Cesena, di consentire un tempo congruo per la regolarizzazione ponendo come termine ultimo la data del 31 ottobre. Fino a quando queste famiglie non avranno presentato quanto richiesto, la frequenza dei minori è sospesa. Scaduto il termine del 31 ottobre, per chi non avrà presentato idonea documentazione si procederà alla decadenza dell'iscrizione, con relativo scorrimento delle graduatorie per la sostituzione dei posti. La decisione di riconoscere un periodo di sospensione anziché di procedere con la decadenza immediata è maturata in seguito alla volontà di recuperare un dialogo con le famiglie, con l'auspicio di non interrompere il percorso educativo e scolastico di nessun bambino".

Nel mese di luglio sembrava infatti possibile un imminente chiarimento del quadro normativo (che non si è verificato per le note vicende legate alla crisi di governo) e ciò aveva indotto a rimanere in attesa di una possibile evoluzione. Pertanto, come ribadito nei giorni scorsi dalla Regione Emilia Romagna, per accedere ai servizi è necessario e indispensabile il regolare certificato che attesta l'avvenuta vaccinazione. Per agevolare le famiglie tutti gli ambulatori delle pediatrie di comunità dell'Ausl accolgono senza necessità di prenotazione.

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“Questo tempo aggiuntivo - precisa l'assessore Casara - si è reso quindi necessario per mantenere un rapporto di relazione aperto con le famiglie e con l'Ausl, per determinare le migliori condizioni di scelta e valutazione. Ricordo infatti che la gestione del rapporto con le famiglie relativamente agli aspetti del percorso vaccinale di ogni singolo bambino spettano all'Ausl che a sua volta agisce nei termini di legge. Ci auguriamo pertanto che il quadro normativo diventi definitivamente chiaro e si chiudano tutti i margini di possibili interpretazioni che non aiutano la gestione dei servizi". 

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