Si gira un film drammatico sul femminicidio: casting e provini a Forlì

Le riprese del film sono previste da settembre a dicembre a Forlì e Cesena

Il Laboratorio Teatrale di via Maceri Malta 7/a ospiterà i casting di un film drammatico, che ha come tema principale il femminicidio. La pellicola, dal titolo "Lui, lei e il serpente", verrà distribuita prossimamente in dvd da Nocturno. I registri hanno già ricevuto 30 candidature dall'Emilia Romagna, ma la raccolta dei curriculum continua. La ricerca è rivolta preferibilmente ai residenti a Forlì e Cesena. Non è richiesta una preparazione teatrale o artistica. Le riprese del film sono previste da settembre a dicembre a Forlì e Cesena. I casting e i provini si svolgeranno sabato 9 giugno e domenica 10 giugno dalle 10 alle 19 al Laboratorio Teatrale. Per le candidature è possibile inviare una email a luileieilserpente@gmail.com, allegando almeno una fotografia a figura intera ed in primo piano, curriculum artistico, recapito telefonico, altezza, età e ovviamente tutti i dati che possono essere reputati importanti per la valutazione.

"Ogni anno in Italia più di un milione di donne subiscono forme di violenza - viene evidenziato dal registra del film Andrea Petrini -. Il 70% degli stupri è opera di partner o familiari e nella maggior parte dei casi non c'è nessuna denuncia. Più di due milioni e mezzo di donne subiscono comportamenti persecutori e più di sette milioni violenza psicologica. Solo il 18% delle donne, che hanno subito violenza fisica o sessuale in famiglia, la considera reato, mentre più di un terzo delle donne non ha mai parlato con nessuno. Una recente ricerca ha rilevato che il 98% delle vittime della violenza domestica sono donne e che una donna su cinque è stata vittima della violenza, almeno una volta, ad opera del suo partner. Tutt'ora è un'eccezione e non la regola, che i responsabili maschi vengano perseguiti. Appena uno su venti casi di violenza domestica viene denunciato alla polizia, anche se la violenza domestica è ritenuta un crimine punibile per la legge. La violenza domestica esiste in tutti i paesi e in tutte le classi sociali. È il sintomo più evidente dello squilibrio di poteri nel rapporto tra uomini e donne. Proprio basandoci su questi dati, abbiamo deciso di fare un lungometraggio. Il lungometraggio avrà concatenate vicende e storie che, ognuna a modo suo, toccheranno il tema del femminicidio. Dopo il film amatoriale su "Happy clown", abbiamo capito e deciso di buttarci sul professionale e non più sull'amatoriale, investendo in un vero e proprio film. Anche il cast tecnico è molto più ampliato e professionale rispetto al film precedente e siamo tutti molto determinati nel girare un prodotto al meglio. Per ora, di certo, c'è la distribuzione in Dvd tramite Nocturno che si è reso disponibile per un'altra collaborazione, dopo la prima dell'"Happy clown" che andrà in Ddv da settembre, ma, quello a cui puntiamo noi, è la possibilità di far distribuire anche questo al cinema".

Nel cast artistico, al momento, sono certo solo la presenze di Sara Bandini e Alberto Zaffagnini. "Le riprese inizieranno da settembre a fine dicembre 2018 e contiamo di avere il prodotto finito e pronto per la distribuzione nel mese di maggio 2019", spiega Petrini, che illustra il cast: "Come addetta al make-up ci sarà la giovane Matilde Baroni che ha già esperienza in questo mondo, Giorgio Cervesi Ripa come direttore della fotografia e che lavora in questo mondo delle luci di scena da anni e anni, la regista teatrale Michela Gorini per far entrare gli attori nei personaggi al meglio possibile, Luigi Navarra sempre come aiuto regia (e dico sempre perchè anche per il film "Happy clown" oltre che a recitare, mi aiutò con la regia), Caterina Laghi come costumista (idem per lei) e Davide Zagnoli come supervisore della sceneggiatura (il quale già fece la regia di due film romagnoli, quali "La piadina assassina" e "Karnaza"). Insomma, con questo film abbiamo l'obbiettivo di fare un film da amatoriale a professionale con la speranza di poter mandare un messaggio contro il femminicio più forte che mai"

Commenta Gorini: "Il nostro progetto parla di donne. Parla di quanto possano essere profonde le ferite che spesso, in una realtà domestica, vengono ignorate, taciute, e perpetrate per anni. Il nostro film si ispira ai recenti fatti di cronaca, in cui sempre più spesso si scambia amore per possessione fino a spingersi a gesti estremi come quello accaduto a Lucia Annibali. Parliamo di violenza e lo facciamo in modo feroce, forse anche azzardato, perchè ormai nel nostro contesto sociale, emerge sempre di più che il reale problema del femminicidio nasce proprio dall'assenza di comunicazione. Se ne parla poco, e spesso a fatti accaduti, mentre bisognerebbe sempre più capire i sintomi di una malattia diventata sociale. I nostri toni sono forti, le nostre tinte scure, ma solo per evidenziare e rimarcare ancora di più un orrore sociale che non può e non deve essere ignorato. E ora di parlarne e se la metafora deve essere forte e scomoda e difficile da vedere, noi preferiamo che sia cosi. Perchè a quanto pare, non si può più ignorare, non si può più tacere." 

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