Castrocaro Terme ricorda monsignor Adalberto Mambelli

Sarà il parroco di Castrocaro, don Oreste Ravaglioli a presiedere, sabato, alle 18, nella chiesa dei Santi Francesco e Nicolò, la messa in suffragio del popolare sacerdote a 17 anni dalla scomparsa.

Castrocaro Terme ricorda monsignor Adalberto Mambelli a 17 anni dalla morte. Ultimo atto della festa patronale della Madonna dei Fiori andata in scena dal 23 al 30 aprile scorsi, il grande uomo di chiesa e di fede castrocarese sarà ricordato sabato, con una santa Messa in programma alle 18, nella chiesa dei Santi Francesco e Nicolò: presiederà la liturgia il parroco don Oreste Ravaglioli. Nel corso della celebrazione saranno ricordati tutti i sacerdoti defunti che hanno prestato servizio a Castrocaro, prima e dopo mons. Mambelli. Grande oratore e comunicatore, il sacerdote era nato a Rocca San Casciano il 24 febbraio 1927. Ordinato prete nel 1950 dall'allora vescovo di Modigliana monsignor Massimiliano Massimiliani, era cugino dell'allora arciprete di Castrocaro monsignor Antonio Ravagli. Per pochi mesi, fra il 1950 e il 1951, don Mambelli fu suo cappellano a Castrocaro, fino a divenire lui stesso arciprete di San Francesco e San Nicolò nel 1955, dopo la nomina episcopale di Ravagli. Fra il 1968 e il 1980 ebbe come cappellano l'attuale parroco don Oreste Ravaglioli.

Uomo erudito e brillante, vantava il titolo di protonotario apostolico e di commendatore dei Cavalieri del Santo Sepolcro, ordine ospedaliero che gli permise di stringere un legame inscindibile con la Terra Santa. La sua vera “passione” sono stati gli ammalati, che lui stesso accudiva da vero samaritano, consapevole che la sofferenza avvicina a Dio come una sorta di scorciatoia. Questa particolare sensibilità lo porta negli anni Sessanta in seno all’Unitalsi, l’associazione ecclesiale dedita al trasporto ammalati a Lourdes, Loreto e ai più importanti santuari mariani. Monsignor Mambelli si recava nella località pirenaica anche più volte l’anno, tanto da meritare l’onorificenza di “Cappellano della grotta di Lourdes”.

Nel 1988, il vescovo di Forlì-Bertinoro monsignor Vincenzo Zarri lo nomina assistente diocesano dell’Unitalsi, incarico che ha mantenuto sino alla morte. Sempre con riferimento a Lourdes, don Adalberto ha scritto un libretto per i pellegrini, utilissimo vademecum per le migliaia di persone che affrontano ogni anno il “viaggio della speranza” al santuario francese. Notevole fu la sua presenza nell'ambito dell'educazione: oltre ad essere insegnante di lettere nelle scuole medie di Forlì, Rocca San Casciano e Castrocaro, insegnante di filosofia e pedagogia all'Istituto Magistrale di Forlimpopoli, fu preside della Scuola Media Libera e del Liceo Linguistico “Adamo Pasini”. A livello diocesano, dal 1975 al 1992 figurò anche come assistente diocesano dell'Azione Cattolica e consulente ecclesiastico di A.Ge.S.C. Riqualificò il complesso parrocchiale di Castrocaro, con l'adeguamento liturgico voluto dal Concilio e una migliore organizzazione degli ambienti parrocchiali (canonica, teatrino, spazi esterni). Promosse la vita spirituale (spicca il culto alla Madonna dei Fiori) e culturale, fondando l'Associazione don Bosco con lo scopo di promuovere momenti di aggregazione, concorsi di pittura, conferenze, mostre, dibattiti e attività ricreative.

L'ultima sua opera è stata l’edificazione della Casa di Riposo Ziani Venturini, attiva dal 2000 e ospitante una quarantina di ospiti. Proprio in quell’istituzione don Adalberto è morto il 6 maggio 2002. Il 24 febbraio 2017, in occasione del 90° dalla nascita, i suoi resti mortali sono stati esumati per essere trasferiti nella tomba di famiglia a Rocca San Casciano. 

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