Celebrato in carcere il bicentenario della Polizia Penitenziaria

L’origine del corpo infatti viene fatta risalire alle regie patenti del Re di Sardegna Vittorio Emanuele Primo che, il 17 marzo 1817, approvarono il regolamento delle “famiglie di giustizia” costituite da soldati che venivano sottratti ai compiti di difesa del territorio e specializzati nella gestione delle carceri

Il Corpo di Polizia Penitenziaria ha celebrato giovedì nel carcere di Forlì il bicentenario della sua Fondazione. L’origine del corpo infatti viene fatta risalire alle regie patenti del Re di Sardegna Vittorio Emanuele Primo che, il 17 marzo 1817, approvarono il regolamento delle “famiglie di giustizia” costituite da soldati che venivano sottratti ai compiti di difesa del territorio e specializzati nella gestione delle carceri. Nel corso della cerimonia sono stati letti i messaggi del Capo dello Stato, Sergio Mattarella, del ministro della giustizia Andrea Orlando e del capo del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria Santi Consolo, dove hanno messo in rilievo gli importanti e sempre nuovi obiettivi istituzionali raggiunti in coerenza da un lato con le esigenze di sicurezza  sociale, con particolare riferimento alla lotta al radicalismo islamico, e dall’altro di progressivo miglioramento delle condizioni di detenzione attraverso la responsabilizzazione dei detenuti pur in presenza di un crescente  sovraffollamento.

Il comandante di reparto, il commissario coordinatore Michela Zattoni, ha ampiamente e approfonditamente rappresentato i significativi risultati operativi raggiunti dal reparto di polizia penitenziaria operante nella casa circondariale cittadina grazie allo spirito di abnegazione e di sacrificio ed al forte senso di umanita’ che permettono di superare le difficolta’ dovute alla sproporzione numerica (99 unita’ effettivamente in servizio a fronte delle 126 previste dalla pianta organica) ed alla vetusta’ dell’edificio  e di prevenire eventi critici gravi. Il direttore Parimenti ha ringraziato tutto il personale per l’impegno profuso in questo particolare momento di cambiamento verso una cultura di maggiore apertura e condivisione delle problematiche penitenziarie con l’intera collettività non sottacendo il senso di solitudine che tutti gli operatori percepiscono a fronte delle difficolta’ quotidiane.

Nell’occasione e’ stato consegnato il riconoscimento della “Lode Ministeriale” a due appartenenti al reparto di polizia penitenziaria di Forlì per essersi distinti in operazioni istituzionali a tutela della salute e della vita di detenuti. Molte altre richieste di ricompensa a favore del personale della Casa Circondariale di Forli’ sono in fase istruttoria  presso la sede centrale del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria di Roma.

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