Primo maggio con la festa di San Pellegrino: tra fiera, cedri e devozione

Alla sua Forlì, in cui visse dal 1265 al 1345, Pellegrino Laziosi non ha lasciato solo una fiera ambulante dominata dai venditori di cedri

Forlì ha celebrato mercoledì  la solennità di San Pellegrino. Nella grande basilica di piazza Morgagni, sono state officiate nove sante messe. Tra queste quella “pontificale”, alle 10.30 alla presenza delle autorità cittadine, presieduta dal vescovo di Forlì-Bertinoro monsignor Livio Corazza col Coro di San Filippo Neri. Le altre messe sono state officiate da padre Pietro M.Andriotto, priore provinciale dei Servi di Maria, dal cancelliere vescovile don Paolo Giuliani edai parroci di San Mercuriale e Santa Maria don Enrico Casadio e don Enrico Casadei Garofani. L'ultima liturgia della giornata è stata celebrata da monsignor Pietro Fabbri.

Alla sua Forlì, in cui visse dal 1265 al 1345, Pellegrino Laziosi non ha lasciato solo una fiera ambulante dominata dai venditori di cedri. A 713 anni dall’approvazione pontificia della regola dei Servi di Maria, è più che mai viva la fama del taumaturgo forlivese, molto conosciuto anche in Polonia, Spagna, Irlanda, Francia, Brasile, Stati Uniti, Baviera, nel sud Tirolo (Pietralba), in Austria e persino nelle Filippine.

Il corpo del santo è sepolto e venerato nella basilica di San Pellegrino dal 1345 e dunque assai prima del 1609, l’anno in cui fu dichiarato beato da papa Paolo V. La definitiva canonizzazione risale al 1726 per opera di un altro pontefice, Benedetto XIII. L’umile frate nativo di Campostrino, rione intra muros di Forlì, fu miracolosamente guarito da una cancrena al ginocchio che l’aveva colpito per l’incredibile dedizione alla penitenza: pare, infatti, che non si sia seduto per trent’anni di fila. Il medico curante gli aveva prescritto l’amputazione.

La notte antecedente l’intervento, all’ex soldato impenitente si manifestò il Cristo crocifisso: sogno o realtà? Non si sa. Quel che è certo è che l’indomani non appariva il benché minimo gonfiore. Pellegrino divenne subito punto di riferimento soprattutto per i malati di tumore, con guarigioni miracolose conclamate anche in età recente.

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