La chiesa di Pieveacquedotto esce dall'isolamento: pronto il collegamento viario

Finanziato interamente dal Comune per una spesa di 135.000 euro, l'intervento è stato fortemente voluto dalla Diocesi, dal Comune e dal Comitato di Quartiere di Pieveacquedotto

Potrebbe concludersi a Natale l’isolamento della Pieve di Santa Maria in Acquedotto, determinato dall’apertura del 4° lotto della Tangenziale di Forlì. Affidati a luglio in esito ad una gara ufficiosa indetta dal Servizio viabilità del Comune di Forlì, i lavori di collegamento tra via Brunotto e la stessa tangenziale, con allargamento e depolverizzazione di un tratto della nuova strada, sono conclusi. Manca ancora l’apertura del guard rail sulla seconda rotonda della tangenziale, oltre alla posa della pubblica illuminazione, ma è questione di settimane, un mese al massimo.

Finanziato interamente dal Comune per una spesa di 135.000 euro, l’intervento è stato fortemente voluto dalla Diocesi, dal Comune e dal Comitato di Quartiere di Pieveacquedotto. Nel punto di via Gordini in cui partiva il segmento viario di collegamento con la pieve romanica, posta a ridosso del casello dell’A14, nel giugno 2014 si è materializzato un doppio “guard rail” praticamente insormontabile. I tecnici del Comune, a suo tempo interpellati sulla vicenda, hanno risposto che l’ente Anas Spa - Compartimento di Bologna, incaricato di realizzare la Tangenziale, aveva eccepito comprensibili ragioni di sicurezza. Se pedoni e biciclette hanno avuto subito a disposizione il nuovo sottopasso realizzato sotto la via Gordini, gli automobilisti per almeno due anni si sono dovuti macinare un paio di chilometri non proprio agevoli. Il modo più semplice per raggiungere la chiesa romanica si è, infatti, rivelato proseguire sulla Ravegnana sino alla colonnina del metano, per poi svoltare a destra in via Cà Mingozzi.

“Oltre a risolvere a tempo di record il problema dell’accesso diretto alla chiesa – dichiara l’assessore ai Lavori Pubblici Francesca Gardini – abbiamo dato risposta anche all’esigenza di un miglioramento della viabilità complessiva, invocato da tempo dai residenti e dal territorio”. Il ripristino dell’accesso diretto alla chiesa e al cimitero di Pieveacquedotto, porterà con sé anche il pieno godimento da parte di forlivesi e turisti, oltre che del neo parroco don Andrea Carubia, di quello straordinario gioiello d’arte e storia che è la chiesa romanica di Santa Maria in Acquedotto. Risalente al XIII secolo, il monumento è appena ritornato allo splendore originario al termine di un lungo e sapiente restauro operato dalla ditta Casadio Geometra Bruno S.a.s. di Castiglione di Ravenna.

La spesa complessiva, di circa 600mila euro, è stata finanziata dal fondo dell’8x1000 destinato alla Chiesa Cattolica, dalla Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì e dalle Soprintendenze di Bologna e Ravenna. Sono stati eseguiti interventi di consolidamento strutturale con installazione di tiranti in acciaio, sostituzione delle capriate lignee della navata, rifacimento delle coperture con elementi di recupero e infine risanamento delle murature interessate da forte umidità di risalita. All’interno spiccano la nuova pavimentazione e il rifacimento delle reti e dei terminali impiantistici e di allarme.

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Citata per la prima volta in un documento del 963 e ricostruita nel 1273, Santa Maria in Acquedotto è stata riportata all’originalità romanica nel 1933 da monsignor Attilio Fusconi, parroco dal 1906 all’anno della scomparsa, nel 1957. Nei programmi del vescovo di Forlì-Bertinoro monsignor Lino Pizzi, il complesso parrocchiale è destinato a divenire la nuova sede del Centro diocesano di pastorale giovanile e del Centro vocazionale sotto la supervisione del giovane parroco don Andrea Carubia, classe 1978 e ordinato sacerdote il 27 settembre 2014. 

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