Nasce a Forlì il comitato 'Stop5G' contro la telefonia di ultima generazione: "Onde pericolose"

Spiega Guidi per il comitato 'Stop5G': “Il 2020 sarà l’anno della rivoluzione senza fili con una tecnologia che usa onde millimetriche"

A Forlì si è formato un gruppo ambientalista 'Stop5G'. Lo fa sapere con un comunicato, senza tuttavia rendere noti i rappresentanti del gruppo né la sua consistenza numerica, la portavoce Debora Guidi: “Il problema  dell'inquinamento a Forlì non riguarda solo gli inceneritori e lo smog derivante dal traffico cittadino. Negli ultimi mesi stiamo assistendo a una corsa contro il tempo per implementare l’infrastruttura tecnologica di quinta generazione. Si parla della tecnologia 5G”. Il riferimento è alle nuove e più avanzate reti della telefonia mobile. 

Spiega Guidi per il comitato 'Stop5G': “Il 2020 sarà l’anno della rivoluzione senza fili con una tecnologia che usa onde millimetriche. Il 5G punta a sfruttare porzioni di spettro tra i 6 e i 100 GHz grazie all’utilizzo di multiple antenne (Small Cell) installate capillarmente sul territorio. Questo comporterà un numero elevato di antenne diffuse sul territorio forlivese e molti alberi abbattuti oltre ad un forte rischio per la privacy di ogni cittadino. Ricordiamoci che, se tutto è connesso a tutto, i nostri dati di preferenze, consumo e spostamenti, saranno a disposizione di aziende (o altri) che li potranno utilizzare senza che noi ne saremo davvero al corrente. Il pericolo più grosso, in realtà, è per la nostra salute. La posta in ballo è straordinariamente alta”.

Secondo il comitato: “Saremo tutti irradiati da una sommatoria multipla e cumulativa di queste nuove frequenze oggi all'asta, spingendo il campo elettrico nell’aria da 6 V/m a 61 V/m. Quali conseguenze per la nostra salute? Stando alle ricerche ad oggi effettuate in campo internazionale si possono prevedere effetti dannosi sulla salute. In particolare l'aumento del rischio di tumori del cervello, del nervo vestibolare e della ghiandola salivare che sono associati all’uso del telefono cellulare. La preoccupazione esiste anche per altri tumori: mammella (maschio e femmina), testicolo, leucemia e tiroide. Non è nostra intenzione fare allarmismo ma è questo che si discute in ambito scientifico. L'ISDE ha emesso una richiesta di moratoria per l'avvio di questa sperimentazione di massa”.

Il comitato fa appello ai candidati sindaci: “Segnaliamo, ai candidati sindaci, anche l'appello internazionale di 180 scienziati e medici indipendenti di 35 paesi con cui hanno voluto segnalare i rischi del 5G dove espongono pubblicazioni e dati scientifici e chiedono protezione dall'esposizione ai campi elettromagnetici non ionizzati nel quale citano numerose pubblicazioni scientifiche. In questo documento chiedono di proteggere bambini e donne incinte da questa esposizione e istituire preventivamente reparti con medici preparati a gestire danni biologici da sovraesposizione elettromagnetica ed i pazienti che svilupperanno sensibilità a queste. Chiedono anche di prevedere zone bianche prive di queste radiazioni. Stiamo attendendo che l'IARC si esprima apertamente sul livello di rischio per la salute umana che questo tipo di inquinamento elettromagnetico comporta. Se dovesse rivalutare la classificazione delle radiofrequenze, inserendole tra i “certi” (Classe 1) agenti cancerogeni per l’umanità, ci troveremmo con un problema ben più grosso dell'inceneritore e con concessioni firmate e onerose da recedere oltre ad un imprecisato numero di malati, o peggio, morti”.

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