Con "Dante. Tòta la Cumégia" cresce la voglia di conoscere il Sommo Poeta. Prevista anche una "Camminata Dantesca"

Si sono alternati fino ad ora lo spettacolo musicale "Durante" degli Equ e le conferenze di Alberto Casadei, Federico Bellini e Gianfranco Bendi

A due anni dal settecentesimo anniversario della morte del Sommo Poeta, si avvia alla conclusione "Dante. Tòta la Cumégia", giunta alla quinta edizione, ideata e promossa dall'Associazione Culturale Direzione 21 e dal Comune di Forlì. La rassegna prevede una serie di eventi collaterali (conferenze, passeggiata dantesca e altro) che hanno già preso il via dallo scorso 28 marzo. Si sono alternati fino ad ora lo spettacolo musicale "Durante" degli Equ e le conferenze di Alberto Casadei, Federico Bellini e Gianfranco Bendi. L'ultima conferenza in programma si terrà a Palazzo Romagnoli giovedì 23 maggio, alle 18, sul tema "Sanguineti, riscrittore di Dante" a cura di Cesare Pomarici. Il 28 maggio è prevista la "Camminata dantesca", mentre l'8 giugno la maratona di lettura della "Divina Commedia" (8 giugno).

Da quest'anno "Dante. Tòta la Cumégia" rientra ufficialmente in un programma triennale promosso da Associazione Culturale Direzione 21 e Comune di Forlì - assessorato al Turismo, che condurrà la manifestazione in un crescendo di eventi fino al 2021, anno del settecentesimo anniversario della morte di Dante Alighieri. "Da anni Forlì si conferma città dantesca a tutti gli effetti ed è in grado di offrire un itinerario molto interessante tra arte, storia e letteratura, sulle tracce del Sommo Poeta che, nei primi anni del ‘300, fu in più riprese ospite degli Ordelaffi, signori della città - spiega Marco Viroli -. Ed è questo l’obiettivo che da cinque anni si pone la manifestazione Dante. Tòta la Cumégia: riportare lo spirito popolare del Sommo Poeta attraverso le vie e i luoghi di Forlì con conferenze, letture, rievocazioni e tutto ciò che può avvicinare cittadini e turisti a scoprire una città diversa, ricca di storia, monumenti, luoghi e scorci insoliti e pieni di fascino".

"Di anno in anno si può toccare con mano come cresca tra i forlivesi e non solo la voglia di conoscere il Sommo Poeta e declamare i suoi versi negli angoli più belli della nostra città - Persone di ogni età e cultura hanno mostrato grande interesse ed è per questo che ci si può chiedere perché questo percorso susciti così tanta partecipazione - prosegue il vice presidente dell'Associazione Culturale Direzione 21. -. Nella rappresentazione e nell’ascolto dei versi della Comedìa ognuno cerca la sua chiave di lettura per rendere più comprensibile ciò che il Dante vuole dire. Si scopre Dante come un poeta della realtà, un poeta del mondo terreno che dona un’opera d’arte perfetta, pensata e scritta nella nostra lingua e quindi per noi. Poeti, pittori, scrittori, sceneggiatori sono stati ispirati da Dante e il fascino del suo ideale va al di là dello spazio e del tempo, perché la Commedia ha un messaggio profondo che ancora interessa ed è uno straordinario elogio del libero arbitrio, della piena responsabilità dell’uomo nella determinazione del proprio destino.  Forse interessa tanto proprio perché è un’opera scritta per cambiare la vita degli uomini. Dante è un poeta che non canta solo per sé, non scrive di emozioni e pensieri personali, spiega la storia e le idee, ma è un poeta che vuole descrivere la realtà, che vuole approfondirla, un poeta che vuole trasmettere un messaggio. Dante canta per gli altri".

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"Il percorso formativo che i quasi 250 cantori hanno sperimentato nel prepararsi per le letture dantesche documenta la novità culturale e la portata educativa che questa manifestazione ha creato nella nostra città, provocando un’insolita e calorosa partecipazione popolare - conclude Viroli -. Le parole della Commedia modellano la realtà, la modificano e celebrano verità nascoste e profonde. Chiunque dica pubblicamente la parola di Dante, si trova all’improvviso ad utilizzare uno strumento che esalta le modalità di rapporto con ciò che normalmente si vede, si ascolta e si pensa. La lettura della Commedia educa a essere capaci di relazioni, ad acquisire nuove risorse espressive e a sperimentare inaspettate forze comunicative. Il rapporto con la poesia di Dante e con la sua immensa forza persuasiva, costringe chiunque a essere un soggetto creativo e non un semplice riproduttore. È questa l’esperienza fatta dai tantissimi cantori di tutte le età, che hanno avuto il coraggio e l’intraprendenza di cimentarsi con i versi di Dante durante le edizioni passate di Dante. Tòta la Cumégia".
 

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