Cinque per Mille, lo Ior sfonda quota 34mila adesioni: nel 2015 raccolti oltre 900mila euro

L'Istituto Oncologico Romagnolo si è confermato in crescita: una crescita che dal 2006, anno di introduzione di questo particolare contributo, è stata continua ed inarrestabile

In questi giorni l’Agenzia delle Entrate ha reso noti i risultati per il 2015 degli enti destinatari del Cinque per Mille, quota dell’imposta Irpef che lo stato italiano ripartisce tra le organizzazioni che svolgono attività socialmente rilevanti. L’Istituto Oncologico Romagnolo si è confermato in crescita: una crescita che dal 2006, anno di introduzione di questo particolare contributo, è stata continua ed inarrestabile. Sono state 34.024 le persone che, nel 2015, hanno scelto lo Ior quale ente destinatario del proprio Cinque per Mille: 208 in più dell’anno precedente. Se si tiene in considerazione che nel 2006 le preferenze si attestavano sui 13.602, si può ben capire non solo quanto la sensibilità legata alla causa della lotta contro il cancro in Romagna sia aumentata, ma anche come i cittadini del territorio identifichino sempre di più questa mission con lo Ior, Onlus che porta avanti questa battaglia dal 1979. A seguito delle adesioni, il Cinque per Mille per il 2015 ha portato all’Istituto Oncologico Romagnolo un totale di 913.268,65 euro: un dato che non fa che confermare la crescita dell’organizzazione. Sono 22.296,55 euro in più rispetto al 2014: un incremento pari a +2,50%.

“Aver sfondato il muro delle 34.000 adesioni e dei 900.000 euro rappresenta qualcosa che ci riempie d’orgoglio – afferma il direttore generale Ior, Fabrizio Miserocchi - ovviamente questa grande partecipazione verrà restituita al territorio, sotto forma di sostegno a progetti di ricerca scientifica, di servizi gratuiti alla persona, di progetti di prevenzione: tutti aspetti che rappresentano la lotta contro il cancro nella nostra regione, e che ne fanno terra d’eccellenza in questa battaglia. Noi romagnoli ci riconfermiamo un popolo attivo, intraprendente: laddove c’è un problema non attendiamo semplicemente l’aiuto di terzi, ma prendiamo in mano la situazione cercando di risolverla tramite gli enti e gli strumenti di cui disponiamo. Prima del 1979, la nostra era una terra tra le più colpite dai tumori: oggigiorno, dati alla mano, è riconosciuta a livello nazionale ed internazionale come eccellenza. Tuttavia la lotta contro il cancro, purtroppo, è ben lungi dall’essere terminata: occorre investire sempre più nella ricerca scientifica e migliorare i servizi alla persona affinché, chi affronta questa malattia, non debba farlo da solo. Per questo l’auspicio è che, da Cattolica a Imola, i romagnoli continuino a sostenerci e ad esserci vicini in questa missione".

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