Donazioni di sangue, tessuti e organi: il territorio forlivese tra i migliori in Italia

A Forlì e nei Comuni limitrofi le donazioni di organo sono state maggiori rispetto alla media nazionale, quelle di sangue e di plasma sono aumentate rispetto all'anno precedente

In vista della giornata nazionale dei donatori di sangue, organi e tessuti, indetta dal Ministero della Salute per domenica, le associazioni Avis, Aido, Admo e l'Asl Romagna, diffondono i dati riguardanti i donatori del territorio forlivese nel 2017 e nei primi mesi del 2018. A Forlì e nei Comuni del distretto forlivesi risultano in aumento le donazioni di sangue, di midollo osseo, di organi e sono numerose anche le dichiarazioni fi volontà alla donazione di organi e tessuti firmate. I dati parlano chiaro e a delineano il territorio forlivese come uno dei più sensibili in Italia in tema di donazioni sanitarie.

Per quanto riguarda le donazioni di organo, i donatori effettivi multiorgano nel 2017 nel distretto di Forlì sono stati 6; dal primo gennaio 2018 al 20 maggio 2018 c'è stato un donatore effettivo multiorgano, mentre i donatori di cornee nel 2017 sono stati 29 e quelli nei primi mesi del 2018 sono 12 (fonte Asl Romagna). "Conviene anche sottolineare - dice Giovanni Mosconi, direttore dell'Unità Operativa di Neforlogia e Dialisi dell'ospedale Morgagni - che il P.M.P cioè il numero di donatori effettivi per milione di abitanti, indicatore utilizzato a livello mondiale per valutare l'attività donativa, in Asl Romagna nel 2017 è stato di 40, con trend in aumento del 33% negli ultimi tre anni. E' un dato significatamente migliore di quello nazionale dove il P.M.P è di 28. Questi dati così positivi sono raggiungibili solo grazie alla cultura e alla sensibilizzazione dei cittadini a livello locale".

Grafico in impennata anche per le donazioni di sangue nel comprensorio forlivese che nel 2017 sono state 7708, tre in più che nel 2016; quelle di plasma sono stata 2803 ovvero 228 in più rispetto all'anno precedente. Unico dato lievemente in calo quello della donazione di plasma arrichito di piastrine che ha visto nel 2017 80 donazioni a fronte delle 75 del 2016. Restringendo l'analisi solo sul Comune di Forlì, si attestano 470 nuovi donatori nel 2017 a fronte di 380 donatori dimessi o deceduti e 64 donatori a riposo: nel 2017 c'è stato quindi un incremento di 26 donatori (fonte Avis Forlì-Cesena). Il presidente di Avis Forlì, Valdemaro Flamini, ci tiene a precisare: "Dei 3668 donatori totali nella nostra sezione Avis 600 appartengono alla fascia d'età 18-24 anni e, per questa fascia, è il dato più alto in Italia. Tutte le settimana da Forlì riusciamo a spedire 100 sacche di sangue al distretto di Bologna che raccoglie tutte le donazioni della Regione per poi smistarle". Anche la donazione di midollo osseo registra un ottimo dato nella provincia di Forlì-Cesena, la prima in Romagna per maggior numero di iscrizioni (501) al registro donatori di midollo osseo, seguita da Ravenna (384) e Rimini (195) (fonte Admo). "La compatibilità di midollo osseo è davvero rara, in proporzione si parla di 1:100.000 - spiega Rita Malatesta, presidente nazionale e dell'Emilia Romagna di Admo - quindi la donazione acquista un valore davvero inestimabile. Il dato di Forlì-Cesena è significativo e uno dei più alti in Italia".

Nella provincia di Forlì-Cesena è possibile rilasciare la dichiarazione di volontà alla donazione di organi e tessuti in 21 Comuni di cui otto del distretto forlivese: Castrocaro Terme e Terra del Sole, Civitella di Romagna, Forlì. Forlimpopoli, Galeata, Meldola, Predappio e Santa Sofia. All'11 maggio 2018 sono stati registrati 3.944 consensi e 746 opposizione alla donazione di organi e tessuti in totale negli otto Comuni. In generale in tutta la Romagna la provincia di Forlì-Cesena è quella che ha raccolto il maggior numero di dichiarazioni di volontà (31.099), seguita da Ravenna (29.555) e Rimini (16.903) (fonte Asl Romagna). "Cercheremo di estendere anche agli altri Comuni del nostro distretto la possibilità di rilasciare la dichiarazione, in modo tale da diffondere ancora di più la sensibilazzazione su questo argomento", conclude il presidente della provincia Forlì-Cesena, Davide Drei.

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