Drei lascia in dote un avanzo di bilancio di circa 20 milioni: 9 vanno ad una manovra sblocca-cantieri

L'amministrazione Drei lascia in dote alla prossima, a Forli', un avanzo da 20 milioni di euro, tra fondi vincolati e disponibili, al termine della manovra da circa nove milioni

L'amministrazione Drei lascia in dote alla prossima, a Forli', un avanzo da 20 milioni di euro, tra fondi vincolati e disponibili, al termine della manovra da circa nove milioni approvata in serata dal Consiglio comunale, nell'ultima seduta del mandato. Manovra che riguarda una serie di interventi sulla citta' e che viene approvata con 18 voti favorevoli e tre contrari. Stessa sorte per il rendiconto della gestione 2018. La seduta si e' aperta con l'omaggio al senatore Roberto Ruffilli a pochi giorni dal 31esimo anniversario dalla morte per mano delle Brigate rosse, con la consegna dell'onorificenza del 'Sigillo di Caterina Sforza' a Pierangelo Schiera, presidente della Fondazione Ruffilli, che ne tiene vivo il ricordo.

Il sindaco Davide Drei ricorda allora alcuni "episodi principali" della gestione economica: i nove milioni di euro di disavanzo accertati nel 2015; i debiti fuori bilancio per 1,6 milioni; la riduzione di trasferimenti statali per sei milioni all'anno. Di contro alcune "operazioni importanti": la riduzione dell'Irpef; il calo del debito per oltre 20 milioni e gli investimenti che hanno superato quota 23 milioni. Il tutto "mantenendo la copertura dei servizi a domanda individuale". È stato "fatto molto", prosegue il primo cittadino, sulla razionalizzazione delle spese, con quella del personale, per esempio, calata di un milione. Senza dimenticare gli oltre 100 milioni di euro per la tangenziale. Il direttore generale Vittorio Severi entra nel dettaglio della manovra con l'avanzo da oltre nove milioni, di cui oltre sette da fondi disponibili, 1,7 da fondi vincolati, circa 500.000 euro da fondi accantonati. Appunto spiegando che "al suo completamento rimarra' un avanzo di 20 milioni di euro". Decisamente critico l'alleato di Forli' sicura Mario Peruzzini, la cui avventura politica, conferma, termina oggi. "Non c'e' una visione politica e non ci sono progetti", con l'avanzo in trend crescente fino a 63 milioni di euro, attacca svuotando sul banco un sacchetto di soldi di cioccolato: i 16 milioni di euro di Irpef presi ai cittadini, di cui "non c'era bisogno".

La collega Tatiana Gentilini conferma che "serviva coraggio per investire in progetti per cambiare la citta', le condizioni c'erano, ma si e' rimasti nell'immobilismo". Nada Zani del Partito democratico mette invece in luce "alcuni risultati di gestione molto positivi": il debito sceso a 84 milioni di euro; un "congruo" fondo cassa da oltre 52; un patrimonio netto di 650. Insomma "l'Ente ha equilibrio economico". L'altro dem, non ricandidato, Michele Bertaccini, guarda comunque alle sfide future, ricordando che "siamo partiti da una situazione complicata e siamo arrivati in fondo": ora e' "fattibile" una riduzione dell'Irpef; su Alea occorre "ascoltare le difficolta' e dare risposte"; "fondamentale anche il tema del personale nel pubblico impiego". Qualcosa e' stato portato a casa", mette in evidenza Paolo Bertaccini di Con Drei per Forli', dalla tangenziale ad Alea. Concorda Lodovico Zanetti del Gruppo misto: "Riconsegniamo a cittadini una Forli' migliore". Del tutto critica, invece, l'opposizione. Daniele Vergini del Movimento 5 Stelle associa il "consistente" avanzo di 64 milioni di euro alla mancanza di una pianificazione oculata. L'Irpef, aggiunge, "e' stata tenuta quasi al massimo e abbassata per le elezioni", mentre e' sotto gli occhi di tutti, a suo dire, il "fallimento dell'Unione da cui usciremo come primo atto se governeremo la citta'". Il collega Simone Benini ricorda al sindaco che "i servizi a domanda individuale sono garantiti da chi ne usufruisce, perche' li pagano completamente" e si dice "deluso, il consiglio comunale non e' stato mai capace di essere un consesso positivo". Vanda Burnacci di Forza Italia critica il ricorso alla "scusa dei minori trasferimenti dallo Stato per elevare le imposte" e l'"abuso degli avanzi di amministrazione". 

 Sono "in sofferenza", prosegue, le alienazioni, e tra entrate tributarie ed extra c'e' "un pieno eccessivo". Alcuni nodi riguardanti la citta' "sono stati risolti- ammette- ci sono anche segni di risveglio dei privati, pero' rimangono insoluti tanti problemi", le piazze Saffi e da Montefeltro, la pescheria, la grande viabilita', la cultura. "I consiglieri- esorta- recuperino conoscenza e analisi critica". Il vicino di banco Lauro Biondi rimarca che "si e' rotta una diga dal punto di vista politico e socio-economico negli ultimi 10 anni. Abbiamo perso su tutta la linea. Serve un cambiamento profondo". Mentre il capogruppo azzurro Fabrizio Ragni ringrazia, come fatto da tutti i colleghi, il personale ma non puo' fare altrettanto con la giunta che e' stato un "fallimento politico. I segni sono tutti meno perche' la citta' soffre. Nel 2014 era una Forli' migliore", sentenzia. (Agenzia Dire)

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