Disoccupazione e debiti non pagati: due punti ancora neri, ma si nota la risalita

Presentato dalla Camera di Commercio della Romagna il Rapporto sull'Economia 2016, il Presidente Moretti: "In risalita ma ancora tante criticità"

Il segretario Antonio Nannini, il presidente Fabrizio Moretti e la responsabile degli studi Cinzia Cimatti

Disoccupazione ancora alta e impossibilità di saldare i debiti bancari: sono dati preoccupanti che emergono dal Rapporto sull'Economia 2016 presentato dalla Camera di commercio della Romagna - Forlì-Cesena e Rimini lunedì mattina. Il presidente Fabrizio Moretti ha aperto la presentazione con un approfondimento sulle dinamiche territoriali e le strategie per la ripresa, lo sviluppo e l'innovazione nel sistema Romagna. "La nostra mission sostiene lo sviluppo del territorio, delle imprese e delle persone in un'ottica di vera innovazione, cercando di migliorare l'attrattività e la competitività del territorio e contribuendo a promuovere processi di crescita intelligente sostenibile e inclusiva", ha commentato Moretti, sottolineando come l'innovazione sia una sfida che riguarda tutti noi ogni giorno. "Diventa sempre più strategica la competizione tra macro-territori: in mezzo a paesi emergenti quali Cina, India, sud-est asiatico e Medio-Oriente non possiamo più essere caratterizzati dall'individualismo, ma dobbiamo avere la capacità di "fare rete" per far sì che il nostro Paese abbia una ripresa che porti poi a uno sviluppo".

Dal rapporto emerge come il sistema produttivo prosegua la risalita realizzando performance sempre più diffusamente positive, nonostante le incertezze dello scenario e alcune criticità. Due sono i dati che destano maggior preoccupazione: il tasso di disoccupazione nella provincia, più alto rispetto a quello regionale (7,5 rispetto a 6,9) anche se notevolmente più basso rispetto a quello nazionale (11,7), mentre il tasso di occupazione è in linea con quello regionale (68,3). Un secondo dato preoccupante è quello che riguarda le sofferenze bancarie, che raggiungono quasi il 13% degli impieghi totali (che nel settore delle imprese registrano un calo del 7%, molto superiore al 3% nazionale).

Anche il commercio interno si trova in grosse difficoltà, soprattutto per quanto riguarda le piccolissime e piccole imprese, che soffrono di una pressione fiscale elevata a fronte di una ripresa dei consumi lieve (+0,8%). Situazione molto più positiva nel commercio estero, con un valore delle esportazioni che doppia il dato regionale (+3,3% contro un +1,5%.) e una forte tendenza all'internazionalizzazione.

La diffusione di imprese per numero di abitanti si conferma superiore agli altri livelli territoriali, con la presenza di un'impresa ogni 8 abitanti: in tale contesto diminuisce l'imprenditoria giovanile (-5,6% rispetto al 2015) mentre cresce quella straniera (+2,2%). Del resto l'indice di vecchiaia delle province di Forlì-Cesena e Rimini (168,7) è superiore a quello italiano (157,7). Crescono però le start-up innovative, con un +55,3% rispetto al 2015.

Il settore dell'agricoltura continua a subire stangate pesanti, con un totale di produzione lorda vendibile in calo del 5,1% rispetto all'anno precedente. Il valore della produzione agricola negli ultimi 10 anni è diminuito del 20,4%. Grandi difficoltà anche per l'edilizia, che presenta una domanda poco vivace, un volume d'affari in lievissimo movimento (+1,9%) e un forte calo dell'occupazione (-3,1%). Nell'industria manufatturiera le performance produttive sono nel complesso positive: cresce la produzione (+5,8%), aumentano il fatturato (+7%), gli ordini interni (+1,9%) ed esteri (+1,3%). Male i trasporti, con una diminuzione del trasporto di merci su strada del 3% dovuta alla ripresa del prezzo del petrolio ma anche alla competizione sui prezzi al ribasso, generata da una domanda limitata e dalla concorrenza di imprese con sede in altro Stato.

Il turismo nel comune di Forlì è complessivamente in crescita, con un +5,5% di arrivi e un +8,3% di presenze: "Queste crescite sono senza dubbio dovute all'importanza dei Musei del San Domenico e della cultura in generale, a dimostrazione del fatto che anche con la cultura si mangia", commenta ironico Moretti. Il settore dei servizi alle imprese e ICT registra un aumento del 2,1% per quanto riguarda il numero di localizzazioni, mentre per la cooperazione le imprese attive sono in flessione dell'1,6% rispetto al 2015.

Per quanto riguarda lo sviluppo sostenibile, cala drasticamente la posizione di Forlì nella classifica di Legambiente sulla qualità ambientale dei capoluoghi di provincia (al 47esimo posto, nel 2015 era 15esima), anche se bisogna tenere conto del fatto che proprio nel 2016 Legambiente ha rinnovato la metodologia d'analisi. Il report SVIMEZ colloca la provincia al 22esimo posto per quanto riguarda possibili localizzazioni di investimenti produttivi, mentre su Italia Oggi e Il sole 24 ore si colloca rispettivamente al 12esimo e al 25esimo posto per qualità della vita.

Il valore aggiunto procapite provinciale riferito al 2015 è di circa 27mila euro (20esima posizione nella graduatoria nazionale decrescente su 107 province), e negli scenari previsionali si prospetta una crescita di tale valore dell'1,3% nel 2016, con un trend sostanzialmente costante per il 2017 (+1%) e per il 2018 (+1,2%).

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Il Presidente Moretti ha concluso volgendo lo sguardo verso i "millenials", la generazione nata tra gli anni '80 e il 2000: "Hanno idee e dinamiche diverse dalle nostre e rappresentano il futuro del nostro Paese. Dobbiamo lavorare per integrare imprese storiche e start-up innovative, per creare sinergie tra le esperienze delle aziende radicate e le conoscenze tecnologiche delle start-up, anche grazie alla promozione dell'alternanza scuola-lavoro e al favorire l'incontro tra neolaureati e imprese del territorio".

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