Via Emilia Bis, gli ambientalisti contro il progetto

Sulla via Emilia Bis arriva la bocciatura degli ambientalisti. In due diverse note il Wwf e il partito dei Verdi dicono 'no' al progetto di collegamento veloce a pedaggio tra Forlì e Cesena

Sulla via Emilia Bis arriva la bocciatura degli ambientalisti. In due diverse note il Wwf e il partito dei Verdi dicono 'no' al progetto di collegamento veloce a pedaggio tra Forlì e Cesena, per liberare la via Emilia dal grande peso di traffico attuale. Gli ecologisti, in particolare fanno quadrato intorno al sindaco di Forlì Roberto Balzani, che durante il convegno di presentazione in Provincia se n'è andato poco prima del termine in polemica con un intervento critico della posizione del Comune di Forlì proveniente da un professionista presente tra il pubblico, Vittorio Pieri, ex assessore regionale ai Trasporti.

LA DIFESA DEL WWF. Così, in una nota, il Presidente Alberto Conti: "Apprezziamo le considerazioni che il Sindaco di Forlì ha esposto sul tema Via Emilia Bis.  Giustamente egli ha evidenziato che, a fronte di un’ulteriore rilevante occupazione di suolo e conseguente cementificazione, la Via Emilia Bis, prevista necessariamente a pedaggio per consentirne la redditività, non sarebbe concorrenziale con l’A14.  In più, il project financing, oltre ad essere di per sé di difficile praticabilità tecnica, si risolve in genere con un onere finanziario penalizzante per lo Stato, perché i privati finiscono con il rivendicare, strada costruendo, contributi pubblici crescenti, con l’avvio anche di contenziosi legali".

Invece "la proposta WWF, avanzata più di 20 anni fa, punta invece ad un collegamento pendolare leggero Forlì-Cesena, con la cosiddetta “metropolitana di superficie”, con corse frequenti, o su ferro, con una nuova linea dedicata, o su gomma, con mezzi di medie dimensioni sull’attuale via Emilia ristrutturata e riqualificata anche con percorsi ciclabili protetti.  Il traffico pesante dovrebbe essere dirottato sulla A14, eliminando il pedaggio per i veicoli in ingresso a Forlì e in uscita a Cesena e viceversa. La Via Emilia sarebbe così sgravata dai TIR e da gran parte di traffico privato leggero, lasciando spazio ad un’utenza mirata (mezzi commerciali di medie dimensioni, traffico privato strettamente locale) molto meno invasiva e pervasiva dell’attuale.

 
Sempre il Wwf: "In tale contesto la via Emilia Bis sarebbe un investimento inutile dal punto di vista viabilistico, ambientalmente dannoso, economicamente molto gravoso.  Inoltre, la pianificazione di una grande area industriale Forlì-Cesena (il cosiddetto quadrilatero fra la tangenziale est di Forlì da un lato, la E45 dall’altro, l’autostrada a nord e la ferrovia a sud), cui sarebbe funzionale la via Emilia bis, deve essere radicalmente corretta.  L’inseguire la cementificazione ad ogni costo del territorio e il moltiplicare le strade fanno parte di uno sviluppismo antistorico, teso unicamente al profitto di privati (peraltro sempre meno possibile, a causa della saturazione dei mercati), scaricando sulla collettività l’impatto ambientale e l’inquinamento conseguente. Occorre invece recuperare e ristrutturare l’esistente, occupando anche il nuovo invenduto a destinazione produttiva, senza cercare avventure finanziarie e fallimenti annunciati".

 
VERDI CONTRO GLI INDUSTRIALI. Da parte dei Verdi, invece, un primo attacco politico: "Prima di tentare la scalata al Parlamento, peraltro da lui sommamente disprezzato, il Presidente Bulbi ha voluto ripresentare un progetto decotto, inutile e costosissimo per la realizzazione della ennesima opera inutile, la via Emilia bis. Non inutile per tutti, in realtà la via Emilia bis servirebbe moltissimo agli immobiliaristi  che hanno proceduto da anni alle acquisizioni e alle opzioni per i terreni agricoli più interessanti adiacenti alla nuova infrastruttura".

Prosegue la nota dei Verdi: "Che gli industriali , tramite il loro presidente, prendano cappello se il Sindaco non condivide l'opera non deve meravigliare nessuno : in tutta la loro storia recente si sono contraddistinti per la limitatezza delle vedute e per l'incapacità di saper guardare al futuro e quando sono stati chiamati a gestire qualcosa per lo sviluppo produttivo hanno combinato solo disastri, come nel caso di Sapro. Non stupisce che  politici privi di qualsivoglia senso della programmazione si diano da fare per realizzare infrastrutture che non servano a niente e valorizzino solo i terreni adiacenti, come nel caso della via Emilia bis ma ci saremmo aspettati che gli industriali fossero più attenti al contenuto di studi e ricerche dai quali risulta che si tratta di opere inutili e sbagliate, come nel caso di Si.ste.ma".

"Che gli industriali , consapevoli della crisi drammatica che colpisce tutti i settori della società, a cominciare dal loro, sostengano in modo così acritico ( e con tanta viloenza verbale ) ancora lo spreco delle risorse e la distruzione del territorio, 50 anni di concessione , centinaia di milioni di euro per pochi chilometri di strada inutile, circa 90 milioni di soldi pubblici, un pedaggio per andare da Forlì a Cesena ,  dimostra ancora una volta la limitatezza della visione strategica del loro vertice che, invece di inseguire le ambizioni di carriera politica del Presidente della Provincia, dovrebbe fare coorte e ricercare via di uscita dalla crisi lontane dai modelli  di spreco che l'hanno generata".

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